Vi assicuro, il giorno del ventisettesimo compleanno non è una gran cosa.
Non dite che voglio scrivere la solità banalità sul fatto che voglio restare giovane per l’eterno.
Il trentennio si avvicina, e per quanto possa sembrare uno spauracchio, a livello psicologico rappresenta un piccolo traguardo.
Un traguardo a cui bisogna arrivare avendo raggiunto degli obiettivi, avendo fatto qualcosa.
Nel mio caso, posso dire di aver fatto alcune cose e di NON averne fatte delle altre che mi ero posto. Ho tre anni.
Mi chiedo molto spesso quanto possa rappresentare la mia esperienza di vita, rapportata a quella di un coetaneo vissuto cinquant’anni fa, o duecento, o mille.
La conclusione che ne traggo ogni volta è che la mia vita è estremamente più facile, ed ha infinite più opportunità , di un ventisettenne di tempi passati.
La verità è che sto diventando immune a tutto pian piano.
Il mio anti-sentimentalismo si sta spingendo ad un livello tale che ormai le uniche cose per cui provo emozioni sono le passioni.
Per il resto, non provo molte emozioni nei rapporti umani ed avanza il disinteresse verso qualunque forma di pensiero altrui.
Non che la cosa mi dispiaccia attualmente, ma alla lunga potrebbe portare problemi.
Il compleanno di oggi è, per me, totalmente privo di significato, tant’è che non lo festeggerò perchà© ho un esame domani.
Vorrei sapere da voi una cosa: quando vi svegliate il giorno del compleanno, o di Natale, o di qualunque altra festa, provate qualche emozione che è propria di quella festa oppure fate finta di provarla, oppure ancora siete simili a me che non ne provo e non faccio nemmeno finta (tranne che con le zie pallose)?

Articoli (RSS)