Sbaglia chi sostiene che la democrazia sia la miglior forma di governo possibile.
Nulla è vero a prescindere. La “democrazia” italiana ne è un esempio. Se il comunismo è la dittatura del proletariato, la democrazia è la dittatura dell’ignoranza.
In effetti il sistema è fondato su un principio semplicistico e demagogico: ‘tutte le persone hanno pari importanza e la loro opinione ha pari valore nelle decisioni’.
L’applicazione di suddetto principio pareggia, di fatto, anche la forza-decisione delle persone, e vanifica gli sforzi che le persone fanno per tenersi informati.
Le persone non sono tenute ad essere informate, anzi, ci sono non pochi deterrenti. Uno sono i toni che vengono usati nei dibattiti. Volutamente, le forze politiche tendono a tenere un clima di tensione costante e al dire SEMPRE E COMUNQUE, in maniera spesso ipocrita, semplicemente IL CONTRARIO di ciò che ha detto l’avversario.
In tale situazione, la “barriera all’ingresso” dell’ignorante diventa invalicabile. Egli, o forse è meglio dire esso, vuole fidarsi di quello che dice il rappresentante, e farà suoi gli argomenti del paladino, in maniera vacua e totalmente acritica.
Un altro deterrente è la qualità dell’informazione, in cui si ritrova forte parzialità ed in cui la componente indipendente, pressochè inesistente, fatica a sopravvivere in quanto le persone non ci si riconoscono, ed i partiti non le sostengono con la loro moneta.
A complicare le cose, la classe dirigente fa quel che può per sminuire il valore di chi detiene la conoscenza e non può essere sottoposto a controllo (il corpo docente) o di chi concorre ad avere un potere che, per definizione, deve essere fuori dalla giurisdizione della politica (la magistratura).
In un utopico sistema di voto corretto, le persone votano con cognizione di causa e, soprattutto, alcune di esse hanno maggior forza decisionale. Ovviamente la cosa è impossibile da implementare nel mondo reale.
Però si andrebbe in quella direzione se si facesse una sorta di quiz all’elettore. Esempio: l’elettore che non risponde o non sa ha capacità di voto 1. L’elettore che conosce le cose che sta votando ha capacità di voto 2 o 3.
La roadmap sarebbe: formare un organismo completamente indipendente che forma le domande e le sottopone, e far votare l’elettore mediante voto elettronico, cosa questa che farebbe risparmiare dei miliardi di euro.
Purtroppo tutto ciò non accadrà mai.
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