Chi si pente per una storia atroce,
crede forse di portare una croce,
chi si sente abbandonato in via precoce,
vuole gridare al mondo la sua voce.
Ma la momentanea bile, trapassa,
la tristezza, come l’acqua, passa,
pensi quasi di volere la cassa,
ma stai solo pagando una tassa.
E’ l’imposta della vita, amico mio,
quel che ottieni lo ricedi, dico io,
la bilancia sempre pesa, voglia Dio,
impietosa bascula, in un luccichìo.
Ma l’assenza, t’assicuro, inganna,
ti costringe ad un’attesa tiranna,
nel profondo ti rattrista e t’azzanna,
l’ignavìa è la peggior condanna.
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