La cosa che mi ha colpito più profondamente, sapete qual è stata?
Riguardatelo pure, il video.
Riguardatelo ancora e ancora.
Dopo essere stato colpito ed allontanato verso la macchina dai servizi di sicurezza, si solleva con tutte le sue forze con un unico intento…
Quello di mostrare la faccia insanguinata alla gente ed alle telecamere.
Così facendo ottiene, peraltro, esattamente ciò che vuole ottenere, cioè trasformarsi in vittima e in protagonista in un unico gesto che lo consacrerà per sempre a Maestro Assoluto di Propaganda.
Quel gesto è contrario ad ogni senso logico (ti spaccano la faccia, le tue guardie del corpo ti mettono al sicuro, che cazzo ti riaffacci verso la folla a fare? Ah, dimenticavo: sei cristiano… stavi porgendo l’altra guancia…) e senso istituzionale (è tuo dovere proteggere te stesso in quanto Presidente del Consiglio, evitando quindi di esporti a rischi inutili), mentre si giustifica solo nell’ottica in cui il personaggio voglia fare visual marketing.
Quel gesto (operazione) ha permesso di associare al volto di Berlusconi quello di una vittima (che veramente poco gli si addice)…
Eppure è lì, e parla allo stomaco degli italiani.
Stravagante il decorso degli eventi: va via con una borsa del ghiaccio, arriva in ospedale fra le dichiarazioni deliranti, ma dopo due ore arrivano i bollettini medici che parlano di TAC, prognosi riservata per 15 giorni, lacero-contusione, emorragie interne ed esterne, denti rotti, il tutto condito da un nugolo di dichiarazioni iperrealistiche del Mastro Propaganda (e del suo entourage).
“La battaglia politica non dovrebbe mai diventare violenza”, si sente riecheggiare sui media. Peccato che nessuna battaglia politica si sia trasformata in violenza.
L’attentatore è uno psicopatico, in cura da una decina d’anni e leggende fin’ora non smentite ci dicono che sarebbe addirittura un tesserato PDL. Nessun Leninista, niente politica. Peccato, provate con un’altra cazzata.
“Questo è il frutto della campagna di odio nei miei confronti”, “questo è il frutto di chi ha voluto seminare zizzania”, ha tuonato il Biscione dall’ospedale, toccando il culo alle infermiere.
Nessuno, però, ha portato avanti una campagna d’odio contro l’ospedalizzato di Arcore: è lui che da giorni non fai altro che insultare tutte le Istituzioni Italiane, dalla Magistratura al Quirinale, dal Parlamento alla scuola, dai lavoratori ai pensionati; esaspera i toni e sputa calunnie e veleni attraverso i suoi giornali e le sue televisioni.
Coloro che accusa non fanno altro che chiedergli, in coro, delucidazioni sulle sue malefatte (di cui si hanno riscontri documentali ma non si riesce a dimostrarle in tribunale perché da 15 anni si fa o si fa fare leggi apposite per non essere condannato).
Fare domande significa mettere in piedi una campagna d’odio?
O forse omettere le risposte, calunniare, diffamare, occupare e congestionare impunemente e illecitamente le istituzioni è un atto che ingenera tensione sociale e violenza?
E ancora, capisco che sia stata una bella botta, ma questo flipper di cazzate non lo sparava pure prima?
Non mi stupisce, devo tristemente dire, la sovrabbondanza di italiani che (alcuni dopo averlo votato) simpatizzano criminalmente con tale gesto e arrivano addirittura a conferirgli valore politico: ma è solo il gesto di un delinquente, e chiedo a voi intellettualmente complici, se avete veramente bisogno di un gesto simile per avere la meglio su un omuncolo così squallido.
Allora vi dico che Berlusconi non è una colpa: è la scusa.
La vostra scusa preferita.
Lo scudo che vi ha permesso di non prendervi nessuna responsabilità, speculare sui condoni, frodare il fisco, mettervi dalla parte del potere.
Simpatizzando con quel gesto vi fate carnefici, vi trasformate in tanti piccoli Berlusconcini.
Evitiamo di auto-alimentare questo delirio e non confondiamo le acque: quello che è accaduto non ha niente a che vedere con la politica.
C’è stato solo un comizio a cui sfortunatamente ha partecipato un delinquente psicopatico, megalomane in cura psichiatrica da una decina d’anni: Silvio Berlusconi.

