Archive for the ‘Risonanze Acustiche’ Category

Amen – Baustelle

Monday, February 18th, 2008

Segnalo un disco incredibile, che mi ha stupito sin dal primo ascolto, ovvero “Amen”, dei Baustelle.

I Baustelle sono sempre stati un gruppo maturo, sin dal primo album, dall’eccellente gusto musicale. Secondo me però questo disco ha una marcia in più per quanto riguarda i testi, che non sono semplicemente belli, ma sono gioielli di lirismo.

Invito quindi all’ascolto attento, con enfasi particolare su canzoni come: “Il liberismo ha i giorni contati”, “L’aeroplano”, “L”, “Antropophagus”, “Alfredo”, “La vita va”, “Andarsene così”.

Sto ascoltandolo senza sosta da tre giorni e sono letteralmente affascinato da questo prodotto musicale.

“Vede la fine in me che vendo
dischi in questo modo orrendo.”
Il liberismo ha i giorni contati – Baustelle

Voglia d’Estate (Lucy)

Sunday, January 6th, 2008

Ho del ghiaccio spesso dentro al cuore,
oggi ho perso il treno
per tornare chiuso in una stanza a tentennare.
Ho pensato che fra un’ora
il mio corpo sarà ancora a scuola.
Passerà il vento, il freddo, le giornate.

La Bella Canzone di una Volta

Wednesday, June 6th, 2007

Ieri discutevo con una persona che è incappata in un errore clamoroso: era convinta che il tema principale di “La Bella Canzone di una Volta”, di Elio e le Storie Tese, fosse la Prostituzione.

Mai errore fu più grave: il tema è manifestamente, come dice il titolo, la presa per il culo della “canzone di altri tempi”, con tutti gli stereotipi del genere, a partire dal luogo comune “a la Paolo Limiti” sulla canzone d’annata (“L’accenna il giovanotto dal barbiere… e dopo un pò la sa tutto il quartiere”), fino a degenerare magistralmente in tutti i luoghi comuni che in qualche modo richiamano un’Età dell’Oro mai esistita, con tanto di ampia digressione sul tema della prostituzione.

Ma la cosa più sorprendente ed intelligente allo stesso tempo è lo sfruttamento di una terminologia allegorica derivata direttamente da una canzone “di una volta”, ovvero il “Tango delle Capinere”. Riporto i due testi evidenziandone i paralleli.

Tango delle Capinere

Laggiù nell’Arizona
terra di sogni e di chimere
se una chitarra suona
cantano mille capinere
hanno la chioma bruna
hanno la febbre in cuor
chi va cercar fortuna
lì troverà L’amor.

A mezzanotte va
la ronda del piacere
e nell’oscurità
ognuno vuol godere

son baci di passion
L’amor non sa tacere
e questa è la canzon
di mille capinere.

[...]

La Bella Canzone di una Volta

La bella canzone di una volta faceva sorridere la gente,
che la trovava divertente e la cantava a voce alta.
La bella canzone di una volta faceva commuovere la gente,
che la ascoltava attentamente e la imparava in una volta.
La canta il commissario al lestofante, la fischia il portinaio spazzolante,
mentre la balia col poppante la trova molto interessante.
L’accenna il giovanotto dal barbiere e dopo un po’ la sa tutto il quartiere
che pullula di mille capinere, e a mezzanotte c’è l’oscurità!
Capinere, capinere, ognuno le vuole amar.
Sono bianche, sono nere, sono nella mia città.
Che bella la canzone di una volta che si ascoltava andando a capinere;
noi della Ronda del Piacere ne abbiamo fatte delle belle.
Ricordo per esempio di un mio amico che non voleva andare a capinere:
l’abbiam portato con la forza ed ha goduto nell’oscurità
(e ci ringrazia ancora adesso).
Capinere, capinere, ognuno le vuole amar.
Sono bianche, sono nere, sono nella mia città.
Mi manca la canzone d’altri tempi, ingenua e piena di malizie,
che cementava le amicizie e poi si andava tutti a capinere.
Invece la canzone di ogni giorno la fanno utilizzando i macchinari,
non te la levi più di torno con la sua cassa rotterdam
.

.nebbia

Saturday, April 21st, 2007

Oggi, 21 Aprile, i .nebbia hanno tirato fuori una bella canzoncina intitolata “Sara non sa”.
Cliccando sul collegamento potete sentirla, per poi concordare con me che è proprio una bella canzone: il testo, come loro solito, è veramente bello, il riff è particolarmente riuscito ed anche la scelta di alcune sonorità è molto interessante.

Il brano dovrebbe essere il 2ndo del loro progetto primaverile che ha come titolo “Spera“; il 21 Marzo di quest’anno è uscito infatti il primo brano, dal titolo “Prima volta” (molto carino anch’esso).
Se non ho capito male, ogni 21 di ogni mese, per tutto l’anno, dovrebbe uscire una canzone che andrà a comporre i 4 progetti stagionali di un anno di produzione, ognuno costituito da 3 canzoni.
Dovremo avere un po’ di pazienza, per ascoltare la conclusione di “Spera”; per quanto mi riguarda l’avrò, conscio che l’attesa impreziosisce la soddisfazione. Buon lavoro!

“…accetta in dono questa ballata
ma che non ti faccia illudere
perchè ben presto sarà cambiata
la percezione che avrai di me

vorrei poter leggerti i pensieri,
sapere tutto dei tuoi amori
dillo che ci giocheresti ancora,
ti capitasse la volta buona
oppure ad esempio se
faresti mai all’amore con me…”

Sara non sa – .nebbia

2HB (Brian Ferry, Roxy Music)

Wednesday, February 21st, 2007

Oh, ero scosso dalla tua vita romantica,
dai fotogrammi in celluloide della tua vita.
La tua morte non potrebbe mai uccidere il mio amore per te…

Pensa a due persone in una romantica
e fumosa situazione, in un nightclub…
La tua sigaretta disegna una scala.

Ecco che ti guarda, ragazzo…
celebra i tuoi anni!
Ecco che ti guarda, ragazzo…
asciugati le lacrime!
Tanto tempo è passato da quando stiamo insieme.
Ora spero sia per sempre.

Ora non esiste più l’amore ideale
ed anche le giacche bianche, e pure le cravatte nere.
L’hai regalata al tuo eroe.

Le parole non esprimono ciò che voglio dire.
Gli appunti presi non possono alterarne il risultato.
Ma la lezione è “trovare”, non “conservare”.

Ecco che ti guarda, ragazzo…
è difficile da dimenticare.
Ecco che ti guarda, ragazzo…
o almeno, per adesso lo è…
Il tuo ricordo rimane,
permane ancora,
e non si dissolverà mai.

Humphrey Bogart e Ingrid Bergman in Casablanca

Cucurrucucú Paloma

Wednesday, January 31st, 2007

Dicono che trascorse la notte
senza fare altro che piangere;
dicono che non mangiava,
non faceva altro che bere.
Giurano che lo stesso cielo
pativa nel sentire il suo pianto,
tanto soffrì per lei,
che fino alla morte la chiamava ancora:

Ay, ay, ay, ay, ay cantava,
ay, ay, ay, ay, ay gemeva,
Ay, ay, ay, ay, ay cantava,
moriva per una passione mortale.

(Dicono) che una colomba triste
all’alba vada a cantare
alla sua piccola casa, solitaria,
con le sue piccole porte spalancate;
giurano che questa colomba
non sia altro che la sua anima,
che nonostante tutto spera
che la sfortuna svanisca.

Cucurrucucú colomba,
cucurrucucú non piangere.
Le pietre, colomba,
cosa possono sapere dell’amore?

XXIII coppie di cromosomi (Franco Battiato)

Tuesday, January 2nd, 2007

La matematica è il tribunale del mondo.
Il numero è ordine e disciplina.
Ciò con cui si indica lo scopo della scienza tradisce col termine la cosa.
L’ordine, già il termine ha qualcosa di bieco che sa di polizia adombra.
Negli adepti le forze dell’ordine cosmico, i riti cosmici.
L’autentico sentimento scientifico è impotente davanti all’Universo.
L’inflazione che caccia nelle mani dell’individuo in un gesto solo miliardi di marchi, lasciandolo più miserabile di prima, dimostra punto per punto che il denaro è un’allucinazione collettiva.

To be a cangaroo, to be a spider.

Metamorphosis is coming.

La marcia dei colitici (Giorgio Gaber)

Tuesday, December 12th, 2006

“All’oppressione, allo sfruttamento, alla violenza, ognuno reagisce come può.
C’è chi soffre, chi si dispera, chi si ribella.
A me…

… è venuta la colite
ho lo spasmo intestinale
forse non ci crederete
ma non è un caso personale.
Non digerisco nemmeno il Sistema
non so se capite l’urgenza
siamo già in molti
è un grosso problema
la nostra colite che avanza.

E noi colitici
che siamo tutti un po’ psicosomatici
sensibili ai problemi più drammatici
degli stomaci
non con la mente
ma visceralmente abbiamo i nostri slanci.

[...]E noi colitici
un po’ individualisti ma simpatici
insieme diventiamo più politici
ma democratici.
Ci organizziamo ed uniti marciamo
sicuri del successo.

[coro]: Sicuri del successo… al cesso!”

Sienda mia (Sa Danza – Maria Carta & Tazenda)

Thursday, October 26th, 2006

“[...]Anninora ‘nninnora frade meu,
attentu a cando tancas sos chizos
chi totu passat e andat a buleu,
liande intro ‘e su coro sos disizos.

[...]A disora deo canto, sienda mia,
antigos gosos, dillos e ditirambos
pregatorias, muttos e strambottos.
Tue faghes in pache sa ninnia.”

Istuda sa luche e sonnia…

Tuesday, October 17th, 2006

Oggi è morto Andrea Parodi, per i profani l’ex-cantante dei Tazenda.
Ricordo ancora quando, da ragazzo, rimasi affascinato dall’ascolto di Tazenda (1988), il disco omonimo.
Ricordo il fascino di canzoni come “Sos ojos de sa jana”, “Carrasecare”, “S’urtima Luche”, e via discorrendo.
Ripensare al disco mi fa due volte male: perché mi ricorda Andrea e le emozioni che mi ha dato, ma anche Feiez, fac-totum degli Elio e Le Storie Tese, morto anch’egli qualche anno fa, che ha collaborato con loro in questo primo disco assieme a Jantoman.
Adesso li immagino tutti abbracciati, assieme a Fabrizio, Pierangelo e agli altri, che cantano ancora le loro canzoni.