Ieri discutevo con una persona che è incappata in un errore clamoroso: era convinta che il tema principale di “La Bella Canzone di una Volta”, di Elio e le Storie Tese, fosse la Prostituzione.
Mai errore fu più grave: il tema è manifestamente, come dice il titolo, la presa per il culo della “canzone di altri tempi”, con tutti gli stereotipi del genere, a partire dal luogo comune “a la Paolo Limiti” sulla canzone d’annata (“L’accenna il giovanotto dal barbiere… e dopo un pò la sa tutto il quartiere”), fino a degenerare magistralmente in tutti i luoghi comuni che in qualche modo richiamano un’Età dell’Oro mai esistita, con tanto di ampia digressione sul tema della prostituzione.
Ma la cosa più sorprendente ed intelligente allo stesso tempo è lo sfruttamento di una terminologia allegorica derivata direttamente da una canzone “di una volta”, ovvero il “Tango delle Capinere”. Riporto i due testi evidenziandone i paralleli.
Tango delle Capinere
Laggiù nell’Arizona
terra di sogni e di chimere
se una chitarra suona
cantano mille capinere
hanno la chioma bruna
hanno la febbre in cuor
chi va cercar fortuna
lì troverà L’amor.
A mezzanotte va
la ronda del piacere
e nell’oscurità
ognuno vuol godere
son baci di passion
L’amor non sa tacere
e questa è la canzon
di mille capinere.
[...]
La Bella Canzone di una Volta
La bella canzone di una volta faceva sorridere la gente,
che la trovava divertente e la cantava a voce alta.
La bella canzone di una volta faceva commuovere la gente,
che la ascoltava attentamente e la imparava in una volta.
La canta il commissario al lestofante, la fischia il portinaio spazzolante,
mentre la balia col poppante la trova molto interessante.
L’accenna il giovanotto dal barbiere e dopo un po’ la sa tutto il quartiere
che pullula di mille capinere, e a mezzanotte c’è l’oscurità!
Capinere, capinere, ognuno le vuole amar.
Sono bianche, sono nere, sono nella mia città.
Che bella la canzone di una volta che si ascoltava andando a capinere;
noi della Ronda del Piacere ne abbiamo fatte delle belle.
Ricordo per esempio di un mio amico che non voleva andare a capinere:
l’abbiam portato con la forza ed ha goduto nell’oscurità
(e ci ringrazia ancora adesso).
Capinere, capinere, ognuno le vuole amar.
Sono bianche, sono nere, sono nella mia città.
Mi manca la canzone d’altri tempi, ingenua e piena di malizie,
che cementava le amicizie e poi si andava tutti a capinere.
Invece la canzone di ogni giorno la fanno utilizzando i macchinari,
non te la levi più di torno con la sua cassa rotterdam.