Art. 1.
L’Italia è una Repubblica Sovietica, fondata sul Socialismo.
La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti imposti dal Soviet Supremo.
Art. 2.
La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili del proletario, sia come singolo sia nelle formazioni cooperative socialiste ove offre il suo contributo lavorativo, e richiede l’adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale verso il Comunismo.
Art. 3.
Tutti i compagni hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla Repubblica, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di condizioni personali e sociali.
È compito della Repubblica rimuovere ogni ostacolo capitalista di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impedisce il pieno sviluppo del Sistema Socialista e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese.
Art. 4.
La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro proletario e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto.
Ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, un’attività o una funzione che concorra al progresso della Società Comunista.
Art. 5.
La Repubblica Sovietica, che è la forma politica dominante, riconosce le piccole autonomie locali dei contadini non associati e degli artigiani; attua nei servizi che dipendono dallo Stato il più ampio accentramento amministrativo sotto la forma del Centralismo Democratico; adegua i principi ed i metodi della sua legislazione alle esigenze dell’autonomia e del decentramento fondati sul lavoro personale ed escludenti lo sfruttamento del lavoro altrui.
Art. 6.
La Repubblica tutela con apposite norme le minoranze linguistiche, incentivando tuttavia l’utilizzo della Lingua Italiana come mezzo unico di comunicazione proletario.
Art. 7.
Lo Stato e la Chiesa Ortodossa sono, ciascuno nel proprio ordine, indipendenti e sovrani.
I loro rapporti sono regolati dai Patti Lateranensi, i quali garantiscono il laicismo di Stato e la religiosità come scelta individuale. Le modificazioni dei Patti accettate dalle due parti, non richiedono procedimento di revisione costituzionale.
Art. 8.
Tutte le confessioni e tutte le forme di propaganda religiosa sono ammesse dalla legge, purché rispettose del Sistema Socialista.
Le confessioni religiose diverse dalla Cristiana Ortodossa hanno diritto di organizzarsi secondo i propri statuti, in quanto non contrastino con l’Ordinamento Giuridico Italiano.
Essendo lo Stato Socialista fondamentalmente laico, i loro rapporti con Esso sono regolati per legge senza alcuna base di intesa o privilegio.
Art. 9.
La Repubblica promuove lo sviluppo paritario della cultura e la ricerca scientifica e tecnica.
Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico in quanto proprietà dello Stato Sovietico, e ne garantisce al popolo il godimento gratuito e perpetuo.
Art. 10.
L’ordinamento giuridico italiano si conforma alle norme del diritto internazionale generalmente riconosciute dagli stati socialisti.
La condizione giuridica dello straniero è regolata dalla legge in conformità delle norme e dei trattati internazionali.
Lo straniero, al quale sia impedito nel suo paese l’effettivo esercizio del lavoro garantito dalla Costituzione italiana, ha diritto d’asilo nel territorio della Repubblica secondo le condizioni stabilite dalla legge.
Non è ammessa l’estradizione dello straniero per reati politici contro il sistema capitalista.
Art. 11.
L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali; consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia sociale fra le Nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo.
Art. 12
La bandiera della Repubblica è il tricolore italiano: verde, bianco e rosso, a tre bande verticali di eguali dimensioni. Il rosso simboleggia la classe operaia, il verde la classe contadina, il bianco le classi borghesi finalmente sconfitte.