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	<title>La vita media del Quarkonio</title>
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	<description>Storie di una risonanza longeva, ma comunque destinata a decadere...</description>
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		<title>Io e Frank (3)</title>
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		<pubDate>Tue, 07 Sep 2010 10:22:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Quarkonio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Gruppi di Simmetrie]]></category>

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		<description><![CDATA[Il caso che ci fu sottoposto era così difficile che valutai per diverse ore se accettarlo o meno.
Poi l&#8217;effetto delle pillole svanì, e sia io che Frank ci ritrovammo in ballo con l&#8217;ennesima patata bollente da pelare.
Immaginate un bel giorno di svegliarvi la mattina, bere il solito rum, fumare il solito sigaro, giocare la solita [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il caso che ci fu sottoposto era così difficile che valutai per diverse ore se accettarlo o meno.<br />
Poi l&#8217;effetto delle pillole svanì, e sia io che Frank ci ritrovammo in ballo con l&#8217;ennesima patata bollente da pelare.<br />
Immaginate un bel giorno di svegliarvi la mattina, bere il solito rum, fumare il solito sigaro, giocare la solita partitina a poker, fare sesso con l&#8217;anziana governante ed infine fare toeletta.<br />
Immaginate di osservare il vostro scroto, al momento del bidet, e di constatare l&#8217;assenza totale di peluria.<br />
Immaginate infine di essere nati e vissuti in Lucania.<br />
Bene, questo è l&#8217;incubo che tanti maschi di trentaquattro anni vivevano in quel momento.<br />
Inizialmente, il buon vecchio Frank, sorrise di stupore alla notizia, eppure l&#8217;intera economica regionale era ormai in ginocchio, a causa di ciò che i commentatori più attenti avevano ribattezzato come “scrotondo”.<br />
Qualsiasi fosse la causa, dovevamo agire in fretta, prima che mercati interi venissero intaccati nello snodo economico mondiale più delicato.<br />
La produzione di liquirizia in Basilicata.<br />
Non sapevamo perché, né “percome”, ma l&#8217;Agenzia si rifiutò di renderci edotti sulla correlazione esistente tra lo scrotondo e le fabbriche di glycyrrhiza glabra, fino a che Frank minacciò di essere contaminato, brandendo la siringa carica d&#8217;aria per tutto l&#8217;ufficio.<br />
Seppur continuando a tenerci all&#8217;oscuro della segretissima e antica ricetta della liquirizia lucana, ci raccontarono che diversi casi di morte si erano verificati tra i lavoratori della fabbrica.<br />
La dinamica della morte era quasi sempre la stessa: tutti i manovali costretti a lavori di precisione sospesi appena sopra i vasconi della pasta liquirizia, vinti dal prurito cominciavano a grattarsi i testicoli, dimenticando ogni norma di sicurezza e precipitando nel vascone per morire orribilmente.<br />
Quando Frank seppe questa storia cominciò a ululare come un gatto.<br />
“Se mai dovessi morire, “ mi disse, “tutto ma non la liquirizia: fammi a pezzi e butta tutto ai maiali.”<br />
Pochi secondi dopo si smentì, suggerendo un modo divertente e creativo con cui rivisitare il culto dei morti.<br />
“Lega il mio cadavere ben stretto ad un motore Evinrude, dopodiché lanciami a tutta velocità, controcorrente su un fiume qualsiasi del Parco Nazionale Katmai: questo dovrebbe essere sufficiente a far sì che qualche orso bruno mi catturi scambiandomi per un salmone!”<br />
Facemmo anche delle prove, effettivamente funzionava!<br />
Ci recammo in Lucania ad investigare sull&#8217;accaduto.<br />
Frank sembrava rinato: ghiotto com&#8217;è di liquirizia non mangiava altro, con tutti i rischi che questo comporta per il fegato.<br />
“Il fegato si rigenera, non preoccuparti!”, mi disse completamente verde in volto.<br />
Decidemmo di penetrare nella fabbrica durante una notte di luna piena, e lì scoprimmo la reale causa delle morti bianche: attorno al vascone, un gruppo di venti dipendenti si sporgevano in modo da immergere lo scroto, per l&#8217;appunto, all&#8217;interno della vasca di liquirizia, tenendosi il pene stirato verso l&#8217;alto con la mano destra (o la sinistra nel caso dei mancini).<br />
“Ecco la ricetta segreta della liquirizia!”, disse Frank: “È necessario sommergere nella pasta almeno venti scroti umani, per ottenere quel sapore forte che da anni delizia i palati dei consumatori!”<br />
Proprio in quel momento, uno dei lavoratori sporgendosi troppo cadde nella vasca.<br />
Ecco com&#8217;erano morti tutti quegli uomini!<br />
Per quanto ci sforzammo non ci fu nulla da fare: tentammo di afferrarlo per le mani, per i piedi, perfino per il pene, però niente: andò giù nel nero acre della liquirizia.<br />
Subito salimmo le scale di un&#8217;impalcatura che conduceva alla direzione della fabbrica, e lì trovammo uno spettacolo disgustoso: un cervello tentacolato dotato di occhi controllava i livelli dei macchinari, spostando leve e premendo bottoni.<br />
Quando si voltò, capimmo di avere di fronte il padrone della fabbrica.<br />
Frank gli bloccò i tentacoli, io gli posi ghiaccio nelle mucose per costringerlo a parlare.<br />
Ci rivelò di aver diffuso lo scrotolindo-virus con l&#8217;intento di aumentare la superficie scrotale immersa nella liquirizia dei suoi dipendenti, per ottimizzare la produzione, ed evitare le impurità causate dalla perdita di peli che immancabilmente creavano un problema nella catena di produzione.<br />
Frank, per contrappasso, iniettò lo scrotolindo direttamente sul cervello, che cominciò ad avere una strana anafilassi: i tentacoli si irrigidirono, così la testa, e quella cosa divenne una specie di tavolino ad otto piedi.<br />
La finimmo tutti e diciannove, quella notte, seduti attorno al tavolo-cervello, a piangere il ragazzo caduto sul lavoro.<br />
La missione era compiuta, ma ci aveva lasciato dentro un nodo irrisolto ed indelebile, che tutt&#8217;ora ci portiamo dentro.<br />
Come cachet per il servizio, io e Frank concordammo con la nuova gestione della fabbrica una rondella da un quintale, che tutt&#8217;ora amiamo affettare e gustare in periodi di inedia.<br />
Sgnack!</p>
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		<title>Cross-iga</title>
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		<pubDate>Tue, 17 Aug 2010 12:55:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Quarkonio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Non credo ad una vita “dopo” la morte.
Non ci ho mai creduto, ed ho sempre trovato un po&#8217; favolistica (per non dire stupida) l&#8217;idea che una volta che l&#8217;anima ha abbandonato il corpo, tutto rincominci in una vita paradigmatica della giustizia universale.
Tuttavia, oggi e solo per oggi, mi piace pensare che sia così.
Mi piace pensare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Non credo ad una vita “dopo” la morte.<br />
Non ci ho mai creduto, ed ho sempre trovato un po&#8217; favolistica (per non dire stupida) l&#8217;idea che una volta che l&#8217;anima ha abbandonato il corpo, tutto rincominci in una vita paradigmatica della giustizia universale.<br />
Tuttavia, oggi e solo per oggi, mi piace pensare che sia così.<br />
Mi piace pensare all&#8217;anima che abbandona il corpo di Francesco Cossiga, un po&#8217; come accadeva alle faine di “Chi ha incastrato Roger Rabbit?” quando <a href="http://www.youtube.com/watch?v=4IVpbq9NOfU">tiravano le cuoia a causa del troppo ridere</a>.<br />
Mi piace pensare a questa specie di pellicola semitrasparente che abbandona il corpo continuando a ridere, per svolazzare finalmente libera in una stanza di spettatori attoniti.<br />
Mi piace pensare a questo fantasmino bruttarello mentre si presenta al cospetto di San Pietro, e al dialogo fra i due.<br />
“Caro Francesco, hai tanta voglia di ribadire che sei Cattolico? Qua non ti posso lasciare entrare, mi capisci? Ci sono troppe cose su cui dovrei chiudere un occhio, e nell&#8217;Aldilà non possiamo certo permetterci una Giustizia cieca: ne andrebbe del nostro buon nome!”<br />
“Suvvia, Pietro! Mi sono sempre confessato! Ho sempre pregato!”<br />
“Sì, ma pregavi dopo aver combinato tutti quei casini! Un buon cattolico avrebbe pregato prima, no?! E che mi dici di tutti quei documenti che ti passavano sulla scrivania mentre eri Ministro? Le stragi, la lotta armata, e la tua responsabilità nella coordinazione delle Forze dell&#8217;Ordine? Cosa mi dici di Gladio Bianca? Parliamoci chiaro, Francesco: qua per te non c&#8217;è posto!”<br />
“Va bene, mi accontento del Purgatorio&#8230; almeno lì ci sarà un posticino per me, no?!”<br />
“Ecco, vedi&#8230; anche questo discorso è un pochino complicato: il Purgatorio, per noi burocrati dell&#8217;Aldilà, ha la funzione di purificare le anime che non sono ancora pure e degne di presentarsi al cospetto di Dio. Diciamo che tu ne hai combinato un po&#8217; troppe, e sei&#8230; per così dire&#8230; uscito dalla Grazia di Dio&#8230;”<br />
“Ma non è possibile! Ho pregato sempre, ogni domenica! Mi sono confessato, ho preso la Comunione, mi hanno perfino dato l&#8217;Estrema Unzione!”<br />
“Certo, certo&#8230; ma non è questo il punto! La nostra religione non è un concorso a punti, e timbrare il cartellino ogni settimana non dà alcuna garanzia!”<br />
“Allora cosa mi aspetta?!”<br />
“Eh&#8230; è dura da decidere così, su due piedi. Diciamo che su per giù, nessuno ti scampa l&#8217;Antenora, fra i traditori della Patria&#8230;”<br />
“C&#8230; Come?!”<br />
“Già, e questa sarebbe già una forte indulgenza&#8230; che gli direi a quello lì, poi?!”<br />
A quel punto, nella mia fantasia, San Pietro indica un omino sulle sue, con una faccia un po&#8217; sciupata ma serena.<br />
L&#8217;omino, con un cenno di mano, saluta Cossiga.<br />
“C&#8230; Ciao, Aldo!”<br />
“Ciao, Francesco! Alla fine ci si incontra di nuovo, eh?”<br />
E San Pietro conclude il discorso, dicendo:<br />
“Capisci? Credimi: fra i Traditori della Patria starai meglio che fra i Traditori dei Benefattori. E questa è davvero l&#8217;unica indulgenza che mi posso concedere nel tuo caso, caro Francesco! E ora, se vuoi scusarmi, quassù c&#8217;è tanto lavoro da fare&#8230;”<br />
E la cartolina in bianco e nero di Francesco Cossiga sprofonda come un foglio di carta fra le fiamme dell&#8217;Inferno, mentre San Pietro poggia una mano sulla spalla di Aldo Moro, e insieme tornano fra le luci del Paradiso.<br />
Lo so, è solo un sogno.<br />
Ma è bello credere alla vita dopo la morte, ogni tanto&#8230;</p>
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		<title>Io e Frank (2)</title>
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		<pubDate>Thu, 29 Jul 2010 23:18:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Quarkonio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Rapidi come mosche-tigre impazzite, questa volta un compito ingrato attendeva me ed il buon Frank.
L&#8217;invasione di maiali volanti faceva da contrappunto all&#8217;invasione di topi di fogna giapponesi, quando l&#8217;agenzia delle entrate ci chiamò rivelando i suoi bisogni inconsulti di entrate.
Una piccola filiale Unicredit in Liechtenstein applicava avanzatissime tecniche di signoraggio, drenando soldi dalle tasche degli [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Rapidi come mosche-tigre impazzite, questa volta un compito ingrato attendeva me ed il buon Frank.<br />
L&#8217;invasione di maiali volanti faceva da contrappunto all&#8217;invasione di topi di fogna giapponesi, quando l&#8217;agenzia delle entrate ci chiamò rivelando i suoi bisogni inconsulti di entrate.<br />
Una piccola filiale Unicredit in Liechtenstein applicava avanzatissime tecniche di signoraggio, drenando soldi dalle tasche degli italiani direttamente in quella grossa vena cava rappresentata dal circuito bancario.<br />
Ed ecco che, mentre Frank cercava di respingere con uno scacciamosche un maiale alato che tentava un&#8217;improbabile arrampicata sul parapetto della finestra dell&#8217;ufficio, scoprimmo che gli italiani, per un vizio del sistema fiscale, non pagavano più le tasse allo Stato, bensì alle banche&#8230;<br />
Il problema pareva insormontabile.<br />
Talmente insormontabile che Frank, facendo spallucce, si limitava a schiantare al suolo i maiali volanti più impacciati, che fra grugniti si spiattellavano sull&#8217;asfalto con gran gioire dei topi e di Frank, da sempre sostenitore del maiale a crudo.<br />
Ebbi un&#8217;idea: il vizio del gioco è qualcosa a cui nessuno può resistere, nemmeno le banche.<br />
Così, come avrete già capito, rimettemmo insieme la vecchia squadra di poker, strappando i vecchi membri alle loro rispettive famiglie.<br />
In un&#8217;occasione fu addirittura necessario utilizzare il pene di Frank come sfollagente, grosso e venoso al punto di impaurire anche le donne più vissute, anche se mai abbastanza per respingere le over-sessanta.<br />
Non farò i nomi dei componenti della banda, perché me ne vergogno.<br />
Così conciati, pronti e debosciati al punto giusto, partimmo verso il Liechtenstein.<br />
La strada è facile: Cagliari, Olbia, Livorno, Trieste, Bratislava, Ankara, Baku, San Pietroburgo, Dubna, Vaduz.<br />
Mazzo nuovo, whisky, mezzo toscano bagnato nel caffè.<br />
Chi può mai resistere ad una combinazione simile?!<br />
Tutto il paese fu trascinato in una samarcanda di puntate, e gli Ovest-Europei, in tale occasione, si rivelarono dei veri e propri porci.<br />
A coronare il tutto, i maiali volanti ci raggiunsero anche lì, avvisandoci che i ratti giapponesi sarebbero arrivati a breve, facendo apologia per il loro ritardo dovuto al trasporto via terra.<br />
Frank ne colpì qualcuno, poi però il poker lo portò via dalla discussione coi suini.<br />
Sapete com&#8217;è Frank, quando comincia non riesce più a smettere, esattamente come i cittadini di quello stato di cui non ricordo ormai più il nome.<br />
A breve le banche furono informate di quanto fosse piacevole il gioco d&#8217;azzardo, ed abbandonarono subito le rischiose operazioni di stock marketing sulla compravendita di maiali volanti e ratti giapponesi&#8230; questo, in sé, sarebbe da considerare una parziale risoluzione del caso.<br />
A breve sbancammo le banche, che non facevano altro che rilanciare in modo scriteriato, fino a puntare tutti i proventi dalla truffa del sistema-tasse italiano.<br />
Quando li lasciammo in mutande, ci implorarono qualche fiches di consolazione, che sdegnati gli negammo (da pessimi giocatori quali siamo).<br />
Nel frattempo arrivarono i ratti, che fecero un sol boccone di tutto il personale della banca, dal direttore fino alla donna delle pulizie, giustamente.<br />
Riportammo i soldi a Roma, in una salva di applausi, coperti solo dal ronzio dei maiali, che per festeggiarci decisero, per quel giorno e solo per quel giorno, di non defecarci in testa durante il transito al Viminale.<br />
Per sdebitarsi, lo Stato Italiano, ci propose un condono sui proventi in nero che la nostra agenzia investigativa accumula ormai da anni, e decise inoltre di aumentare il debito nei confronti della Regione Sardegna, drenando le tasse dei lavoratori sardi in Sicilia.<br />
Quanto a noi, che del sistema monetario ormai siamo esperti, continuiamo a nutrirci di maiali volanti e talvolta di ratti giapponesi.<br />
Doveste sentire il casino che fanno: VROOOAAARRR!</p>
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		<title>Io e Frank</title>
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		<pubDate>Sun, 18 Jul 2010 08:24:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Quarkonio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Quella volta, il Governo chiese all&#8217;Agenzia di indagare su un&#8217;invasione di vampiri etiopi.
Io ed il mio aiutante Frank attendevamo con ansia il giorno di una prova simile, giocando a freccette ed eliminando, una ad una, le bolle da un bicchiere di acqua gasata.
Pochi sanno che i vampiri etiopi sono dannosi solo se di sesso maschile, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Quella volta, il Governo chiese all&#8217;Agenzia di indagare su un&#8217;invasione di vampiri etiopi.<br />
Io ed il mio aiutante Frank attendevamo con ansia il giorno di una prova simile, giocando a freccette ed eliminando, una ad una, le bolle da un bicchiere di acqua gasata.<br />
Pochi sanno che i vampiri etiopi sono dannosi solo se di sesso maschile, in quanto quelli di sesso femminile continuano ad avere le mestruazioni (spesso abbondanti) fin dopo la trasformazione, e questo implica la possibilità di autoalimentarsi senza pratiche di caccia.<br />
Coi vampiri etiopi di sesso maschile, invece, la questione è parecchio più delicata: odiano il sangue mestruale vampiro, e cacciano durante le ore notturne.<br />
Contrariamente a ciò che si pensa, trovando repellente il mestruo, si concentrano su prede maschili, spesso vergini.<br />
Essendo, in epoca moderna, la verginità maschile una condizione frequente, potete immaginare cosa significò per un&#8217;isola come Cipro, una tale e nefanda, riprovevole epidemia&#8230;<br />
Fatte salve le donne, tuttavia, io e Frank ci concentrammo sul piano di viaggio.<br />
Ambedue stabilimmo che uno studio preliminare in Etiopia avrebbe rappresentato certo una perdita di tempo&#8230; ma piacevole!<br />
Quindi, sorseggiando un nero caffè, affrontammo la solitudine del deserto collinare in cerca di qualche serpente raro e velenoso, e verso sera pianificammo il viaggio a Cipro.<br />
Appena sbarcati ci attaccarono, denti aguzzi e acuminati, il pilota morì sul colpo, salvo poi attaccarci anch&#8217;esso.<br />
Non si aspettavano però la sorpresa che io e Frank gli propinammo: dei fucili ad acqua caricati con mestruo, utilissimi contro quella particolare specie di vampiro, ed efficaci pure contro i testimoni di Geova.<br />
Schizzando sangue mestruale ovunque, ci facemmo largo verso il secondo aereo, su cui salimmo lasciando Cipro alle nostre spalle.<br />
Il mestruo non era abbastanza, sarebbe stato necessario pianificare una tecnica molto più elaborata, qualcosa di scacchistico, ma senza arrocco corto.<br />
Trovammo una soluzione semplice e geniale: organizzare trasfusioni clandestine di sangue mestruale nei corpi dei maschi adulti ciprioti.<br />
Così, sicuri del fatto nostro, ci inabbissammo nelle fogne di Barcellona per rispuntare, non visti, da un tombino in Cipro.<br />
Io, Frank, e Caracalla Rotterdam (un dottore di nostra conoscenza) passammo una mattina ed un pomeriggio infernale, pompando sacche di sangue dentro vene ignare.<br />
Era facile, tuttavia, in quanto la scusa era banalmente attraente: le nostre cavie erano distratte da canti gregoriani e vodka, e facilmente allargavano le braccia non curanti dei nostri aghi.<br />
Quando fu notte, ci tenemmo la mano in attesa dell&#8217;attacco, che non tardò ad arrivare.<br />
I vampiri mordevano le vittime, per poi esplodere.<br />
Le vittime, tuttavia, diventavano vampiri, ed il sangue mestruo nel loro corpo, da noi innestato, generava una seconda esplosione.<br />
Quella notte&#8230; oh, sì! Quella notte festeggiammo alla grande, in un mare d&#8217;esplosioni mestruali.<br />
Fu così che io e Frank portammo a termine quella difficile missione, ed il Governo, in cambio, ci permise di tenere i flaconcini avanzati che utilizzammo per dei gustosi cocktails.<br />
Cin cin! Tling!</p>
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		<title>Commissariare il Comune di Iglesias?</title>
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		<pubDate>Tue, 01 Jun 2010 15:50:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Quarkonio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Quel che ci si chiede, a questo punto, è: “è possibile commissariare il Comune?”
Indipendentemente dall&#8217;esito del ballottaggio, infatti, ciò che ha caratterizzato le elezioni pseudo-democratiche della giunta comunale Iglesiente è stato un attacco serrato alla democraticità del voto.
Quest&#8217;attacco è stato messo in atto in maniera concentrica da apparati di potere capeggiati da individui più interessati [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Quel che ci si chiede, a questo punto, è: “è possibile commissariare il Comune?”<br />
Indipendentemente dall&#8217;esito del ballottaggio, infatti, ciò che ha caratterizzato le elezioni pseudo-democratiche della giunta comunale Iglesiente è stato un attacco serrato alla democraticità del voto.<br />
Quest&#8217;attacco è stato messo in atto in maniera concentrica da apparati di potere capeggiati da individui più interessati alla gestione delle proprie tasche che al benessere socio-politico della città.<br />
Gli episodi che più di tutti emergono nel loro squallore sono relativi alla <a href="http://www.youtube.com/watch?v=lw9LdEhx5sE">distribuzione di pasta</a> da parte di un candidato del Popolo della Libertà d&#8217;appoggio a Paolo Fogu ed il tentativo di <a href="http://lanuovasardegna.gelocal.it/dettaglio/fotografano-la-scheda-denunciati/2048532">immortalare la scheda elettorale</a> in un meccanismo di mercificazione del voto.<br />
Tuttavia queste sono solo punte dell&#8217;iceberg di corruzione e clientelizzazione del voto che negli ultimi mesi si è intensificata ad Iglesias: sono note le code all&#8217;ingresso dell&#8217;ufficio in cui Giorgio Oppi (il topo scappato via dalla nave della giunta Cappellacci, appena prima che esplodesse lo scandalo dell&#8217;eolico con un&#8217;inusuale preveggenza&#8230;) accoglie i più o meno disperati in una cinematografica dispensazione di scambi voto-favore, sono noti i giochi d&#8217;appalti e gli accordi sotto-banco che i partiti hanno cominciato a tessere in trame sempre più fitte da addirittura anni prima delle elezioni, come le concessioni a Casa Serena e i reimpasti partitici a livello locale e regionale.<br />
Visto che quindi la democraticità del voto è stata esautorata dal comportamento generalmente criminoso della politica, talvolta sfociato in un vero e proprio comportamento criminale che vede i cittadini come semplici generatori di denaro da utilizzare per interessi privati, ci si chiede se non sia possibile appellarsi alla legislazione anti-mafia ed obliterare l&#8217;esito del voto in favore di un commissariamento tecnico.<br />
Senza entrare nel merito meramente politico della vicenda, è possibile chiedere un intervento centrale per cercare di ripristinare un minimo di credibilità nella contesa elettorale?</p>
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		<title>Arrestatemi</title>
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		<pubDate>Tue, 25 May 2010 10:12:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Quarkonio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Neutrini]]></category>

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		<description><![CDATA[Intercettazione della Polizia, nella quale Berlusconi e Dell&#8217;Utri parlano della bomba apparentemente piazzata da Vittorio Mangano ai danni dello stesso Berlusconi.
&#8220;Silvio: Pronto?
Marcello: Pronto.
Silvio: Marcello!
Marcello: Eccomi!
Silvio: Allora, è Vittorio Mangano.
Marcello: Eh!
Silvio: &#8230;che succede se ha messo la bomba.
Marcello: Non mi dire!
Silvio: Sì.
Marcello: E come si sa?
Silvio: E&#8230; da una serie di deduzioni, per il rispetto che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Intercettazione della Polizia, nella quale Berlusconi e Dell&#8217;Utri parlano della bomba apparentemente piazzata da Vittorio Mangano ai danni dello stesso Berlusconi.</p>
<p>&#8220;Silvio: Pronto?</p>
<p>Marcello: Pronto.</p>
<p>Silvio: Marcello!</p>
<p>Marcello: Eccomi!</p>
<p>Silvio: Allora, è Vittorio Mangano.</p>
<p>Marcello: Eh!</p>
<p>Silvio: &#8230;che succede se ha messo la bomba.</p>
<p>Marcello: Non mi dire!</p>
<p>Silvio: Sì.</p>
<p>Marcello: E come si sa?</p>
<p>Silvio: E&#8230; da una serie di deduzioni, per il rispetto che si deve all&#8217;intelligenza.</p>
<p>Marcello: Ah, è fuori?</p>
<p>Silvio: Sì, è fuori.</p>
<p>Marcello: Ah, non lo sapevo neanche.</p>
<p>Silvio: Sì; questa cosa qui, da come l&#8217;ho vista fatta con un chilo di polvere nera, una cosa rozzissima, ma fatta con molto rispetto, quasi con affetto&#8230; è stata fatta soltanto verso il lato esterno. Secondo me, come un altro manderebbe una lettera o farebbe una telefonata, lui ha messo una bomba.</p>
<p>Marcello: Alla Mangano, sì sì.</p>
<p>Silvio: Un chilo di polvere nera, cioè proprio il minimo&#8230;</p>
<p>Marcello: Sì, sì, cioè proprio come dire mi faccio sentire, sono qui presente.</p>
<p>Silvio: Sì. Uno: &#8220;ma è arrivata una raccomandata, caro dottore?&#8221; Lui ha messo una bomba.</p>
<p>(risate)</p>
<p>Marcello: Lui non sa scrivere!</p>
<p>(risate)</p>
<p>Silvio: Su con la vita!</p>
<p>Silvio: [...] la verità ai carabinieri gli ho detto, [...] telefonata, io trenta milioni glieli davo. Scandalizzatissimi. &#8220;Come trenta milioni?! Come?! Lei non glieli deve dare, noi l&#8217;arrestiamo!&#8221; Gli dico: &#8220;Ma nooo, sù, per trenta milioni!&#8221; Poi mi hanno circondato la villa, no? [...] sera siamo usciti, io ([e Fedele?]) dalla macchina, paurosissimi [...].</p>
<p>Marcello: Ormai non sei uscito più.</p>
<p>Silvio: Poi casomai vediamo.</p>
<p>Marcello: Va be&#8217;, sentiremo.&#8221;</p>
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		<title>Sulle candidature “giovani” alle liste comunali</title>
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		<pubDate>Sat, 01 May 2010 10:48:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Quarkonio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Modello Standard]]></category>

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		<description><![CDATA[Come una triste fotocopia di ciò che accadde in campagna elettorale cinque anni orsono, mi è capitato di osservare su Facebook dei volantini di candidature “giovani” alle liste per le Elezioni Comunali di Iglesias.
Tralasciando completamente qualsiasi commento sulle liste di centro o di destra, per le quali ho la totale disistima e non ho intenzione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Come una triste fotocopia di ciò che accadde in campagna elettorale cinque anni orsono, mi è capitato di osservare su Facebook dei volantini di candidature “giovani” alle liste per le Elezioni Comunali di Iglesias.<br />
Tralasciando completamente qualsiasi commento sulle liste di centro o di destra, per le quali ho la totale disistima e non ho intenzione di esprimere critiche costruttive, mi soffermo sulle candidature di “Sinistra Ecologia Libertà”.<br />
Innanzitutto preciso che, comunque si voglia leggere la mia posizione, sono assolutamente favorevole all&#8217;interesse incondizionato dei giovani per la Politica (quella con la “P” maiuscola), soprattutto nei tempi di carenza culturale e di coscienza civica in cui viviamo.<br />
Esprimo il più totale dissenso, però, nei confronti della strumentalizzazione che è stata messa in atto ai danni degli stessi dalle sacche della politica (quella con la “p” minuscola) adulta.<br />
Se cinque anni fa potevo concedere ai membri più maturi della rappresentanza partitica di sinistra l&#8217;attenuante della “buona fede”, la reiterazione mi libera dai dubbi di un&#8217;ingiusta accusa di strumentalizzazione.<br />
L&#8217;illusione che si sta perpetrando è che la partecipazione diretta alla bagarre elettorale sia una forma di impegno politico, quando invece questa è (o dovrebbe essere, in tempi civili) soltanto il culmine di un percorso di crescita.<br />
Come conseguenza, l&#8217;illusione che ne fa da corollario è che sia sufficiente iscriversi ad una lista politica (magari, ma non per forza) rispondente alla propria ideologia, drenare qualche voto (nella fattispecie rastrellato in famiglia) per credere di aver prodotto un risultato politico.<br />
Questa mistificazione è molto pericolosa (e produce danni).<br />
Innanzitutto, il problema della <strong>storia</strong>: è vero che andrebbe coinvolta la fetta giovanile cittadina nella politica, ma in quel processo di studio e di acculturalizzazione che produce dei <strong>reali</strong> movimenti civici, ricchi di elementi entusiasti e motivati nel rinnovamento, ma questo richiederebbe una preparazione che è frutto di diversi anni di studio e maturazione, che mi vien difficile immaginare in ragazzi poco meno che ventenni; un ragazzo che non ha attraversato i dovuti processi di maturazione, non può avere alle spalle la storia necessaria che gli permetta di rappresentare i suoi concittadini in sede istituzionale. Prima mistificazione.<br />
Secondo punto, il problema degli <strong>obiettivi</strong>: è vero che la quasi totalità dei problemi sociali vengono scaricati (anche in forme violente) sui giovani e che questi sono i primi coinvolti nell&#8217;interesse comune di risolverli, ma per farlo bisogna porsi degli obiettivi tecnicamente alla portata di chi si candida; quali sono i problemi che questi ragazzi si propongono di risolvere e come?<br />
A parte lo slogan sulla “Cultura come matrice del Lavoro, dell&#8217;Economia Solidale e dello Sviluppo Sostenibile dell&#8217;Ambiente” (che non è uno slogan partitico, in quanto sono temi importanti ma generici e nell&#8217;interesse di tutti&#8230; un gruppo partitico di ispirazione MSIna potrebbe benissimo utilizzare le stesse identiche parole), il primo obiettivo proposto è la rimozione provocatoria della Vittoria dalla statua di Francesco Ciusa in Piazza Oberdan in quanto “imposizione censorea” del regime fascista.<br />
La prima osservazione: Ciusa <strong>aderiva</strong> al fascismo e realizzava opere d&#8217;arte su commissione, e la disputa di cui si parla non è un&#8217;imposizione censorea, ma una modifica di stile in chiave fascista ad (o, per meglio dire, ai danni di) una scultura  di concezione pre-fascista; da qui il rifiuto della firma, la polemica, ed una fetta di storia che <strong>conferiscono alla statua il valore artistico-simbolico che possiede</strong>. La presenza delle “Ali alla Patria” non sminuiscono l&#8217;opera, e anzi sono monito del soppruso della politica ai danni dell&#8217;arte, facendo venir meno il motivo censoreo e portandoci alla seconda osservazione: l&#8217;arte ha il diritto e il dovere di interessarsi alla politica come forma critica o celebrativa di essa, mentre la politica <strong>non</strong> ha alcun diritto di interessarsi all&#8217;arte se non nella forma del mecenatismo e della salvaguardia culturale&#8230; e questo vale pure per Sinistra Ecologia Libertà!<br />
Mi limito ad una terza ed ultima osservazione: sulla base dello stesso principio, dal Louvre dovrebbero buttar via tutte le opere ritrattistiche commissionate dai nobili del passato in quanto attualmente la Francia è repubblicana e anti-monarchica, ad esempio. Evidentemente è una proposta priva di senso.<br />
Continuando a scorrere nel programma, si parla di un impegno per mantenere viva una rete di conoscenze che coinvolga i giovani attualmente diasporati in Italia o nel Mondo e permettergli di avere un impatto propositivo nella città di Iglesias&#8230; ma per questo non è assolutamente necessario candidarsi in Consiglio Comunale, ovvero ci si può organizzare a costo zero in una rete di risorse telematiche. Perché questo non è stato fatto fin&#8217;ora dal partito? Dando veste istituzionale a questa proposta è chiaro che si possano ottenere dei benefici territoriali, ma la creazione di una rete di conoscenze <strong>non</strong> è materia di campagna elettorale.<br />
Un altro problema, l&#8217;<strong>antagonista</strong>: quali sono i blocchi sociali che questi ragazzi vogliono sfondare? La rete familiare e clientelare che notoriamente impedisce alla meritocrazia di diventare il criterio selettivo della classe dirigente? Lo scambio potere-favore che penalizza soprattutto le fasce giovani? In realtà è proprio ad essa che inconsapevolmente si stanno asservendo, drenando ognuno una ventina di voti non-ideologici dei propri famigliari. Altra contraddizione, altra mistificazione.</p>
<p>In conclusione, temo che ancora una volta si sottovalutino i pericoli della propaganda politica che coinvolge i giovani&#8230; eppure abbiamo tutti sotto gli occhi l&#8217;esempio di ciò che accadde cinque anni fa, quando un&#8217;operazione analoga fu portata avanti dallo schieramento di sinistra.<br />
Operazione che non ebbe alcun seguito, non generò alcun movimento culturale, non coltivò nessuna delle intelligenze che aveva a disposizione.<br />
L&#8217;unica cosa che venne fuori da quell&#8217;esperienza fu un gruppo di giovani (con cinque anni in più sulle spalle, ma sempre giovani) disillusi, lontani dalla scena attiva e contrariati dalla classe politica.<br />
Dimenticare e riproporre una realtà simile a distanza di così poco tempo è degno di una sinistra malata di Alzheimer&#8230; che come si sa è una malattia degenerativa.<br />
E le malattie degenerative non perdonano&#8230;</p>
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		<title>Apologia di Morgan e della Poesia</title>
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		<pubDate>Thu, 01 Apr 2010 11:41:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Quarkonio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza Categoria]]></category>

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		<description><![CDATA[Sull&#8217;intervento di Morgan a Raiperunanotte ho riflettuto parecchio, viste le polemiche destate dalla sua presunta inconsistenza ed illogicità.
Sicuramente il livello di comprensione non è fruibile in modo giornalistico (così come nel caso di un altro grande artista, ovvero Daniele Luttazzi), ma si fa necessaria una lettura d&#8217;altra chiave, ovvero poetica, da qui le incomprensioni.
La tesi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sull&#8217;intervento di Morgan a Raiperunanotte ho riflettuto parecchio, viste le polemiche destate dalla sua presunta inconsistenza ed illogicità.<br />
Sicuramente il livello di comprensione non è fruibile in modo giornalistico (così come nel caso di un altro grande artista, ovvero Daniele Luttazzi), ma si fa necessaria una lettura d&#8217;altra chiave, ovvero poetica, da qui le incomprensioni.<br />
La tesi di fondo è che in Italia ci sia un vuoto culturale prima ancora che giornalistico, che Morgan riferisce alla mancanza di “poesia”.<br />
La citazione di Dante e Pasolini non è a sproposito, e non fa parte di un elenco “illogico” come un&#8217;apparente sottocultura livellata alla massa può credere.<br />
La poesia di Dante e di Pasolini, in epoche diverse, aveva potere di denuncia artistica, e arrivava, dal punto di vista culturale, tremendamente prima delle cronache del suo tempo.<br />
E il potere ne ha operato la censura, perché l&#8217;arte è trascinatrice di cultura attraverso la rottura dei tabù dell&#8217;usufruitore del messaggio e l&#8217;incentivazione dello spirito critico.<br />
Il caso di Pasolini, più vicino a noi ed eloquente, mostra come la censura del potere operi dapprima sugli scomparti culturali della società (delitto Pasolini, 1975) e solo dopo, anche a distanza di anni, sul potere giornalistico (delitto Pecorelli, 1979).<br />
Il meccanismo è noto sin dai tempi dell&#8217;Illuminismo: al Pantheon di Parigi, sul monumento a Diderot, si legge la gratitudine per chi “con la sua enciclopedia preparò alla rivoluzione”.<br />
Risulta evidente come già da allora fosse chiaro che la cultura possiede un ruolo primario e preparatore per i cambiamenti sociali.<br />
Diversamente, il potere non potrebbe mai operare una censura di tipo giornalistico senza aver prima operato un&#8217;omologazione alla sottocultura di massa, abituando prima alla censura culturale, poi all&#8217;assenza di cultura, infine alla censura dell&#8217;informazione (all&#8217;ultimo stadio).<br />
Attualmente, in Italia, la censura di tipo giornalistico è stata ampiamente spianata dalla devastazione e dal livellamento culturale, e questa era la denuncia poetica a cui si riferiva Morgan.<br />
Il fischio dal loggione, il “chi se ne frega” mentre nel Paladozza riecheggiano i versi del Sommo Poeta, è ammissione di sconfitta: basta un singolo ad urlare un “me ne frego” rivolto a Dante, e la vittoria contro il regime è persa&#8230; tantopiù che Dante, attraverso la bocca di Morgan, stava spiegandoci sia i problemi dell&#8217;Italia che la loro soluzione:</p>
<p>“[...]«La prima di color di cui novelle<br />
tu vuo&#8217; saper», mi disse quelli allotta,<br />
«fu imperadrice di molte favelle.</p>
<p>A vizio di lussuria fu sì rotta,<br />
che libito fé licito in sua legge,<br />
per tòrre il biasmo in che era condotta. [...]”</p>
<p>Il Poeta giudica “infernale” la violazione delle regole dettata dalla “libido”, ma ancor peggio la distorsione delle regole della sociale convivenza, per auto-sollevarsi dal biasimo.<br />
In altre parole, Dante sta mettendo in luce, in maniera pre-scientifica e pre-illuminista, come il potere indaffarato al fine di cambiare le regole per autoalimentarsi e perpetuarsi (agendo in modo anti-democratico, creando un cuscinetto autoritario tra il Popolo e le Istituzioni) è da giudicarsi come sbagliato&#8230; e questo prescinde da una struttura democratica di società!<br />
Prima arriva la democrazia culturale (artistica, poetica), poi politica!<br />
La soluzione è metalinguistica, insita nei versi stessi: solo l&#8217;Arte è in grado di giudicare questo abuso, e lo fa attraverso la Poesia.<br />
Così, imbastire un dibattito sulla censura giornalistica senza citare quella culturale, porta gli oratori ad essere lontani, come disse Morgan, da “un livello di verità” imprescindibile, rivelando l&#8217;assenza dell&#8217;idea di un vero cambiamento che parta dall&#8217;acquisizione di uno “spirito critico che riempia il vuoto culturale”.<br />
Per salvare l&#8217;Italia è necessario prendersi la responsabilità di fondare una nuova “enciclopedia” che prepari alla rivoluzione culturale, senza la quale sarà del tutto superfluo dialogare degli atti di potere e di una censura generalmente accettata dal nostro triste omologato-omogeneizzato umano che chiamiamo “Italiani”.</p>
<p><img src="http://farm2.static.flickr.com/1408/1449457471_dcbedf6270.jpg" alt="Monumento a Diderot: l'Enciclopedia prepara la Rivoluzione." /></p>
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		<title>Il mio modello</title>
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		<pubDate>Thu, 01 Apr 2010 00:52:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Quarkonio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Gruppi di Simmetrie]]></category>

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		<description><![CDATA[Se fosse bruno e bello ed alto e forte,
lo giocheresti come fosse un porco;
per questo il mio modello è brutto e sporco,
è grasso, ha il pene moscio e gambe corte.
Se fosse donna splendida e formosa
la tratteresti come fosse cagna;
però la mia modella non è degna
nemmeno della bestia più schifosa.
Se metto in posa solamente storpi
puoi solo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Se fosse bruno e bello ed alto e forte,<br />
lo giocheresti come fosse un porco;<br />
per questo il mio modello è brutto e sporco,<br />
è grasso, ha il pene moscio e gambe corte.</p>
<p>Se fosse donna splendida e formosa<br />
la tratteresti come fosse cagna;<br />
però la mia modella non è degna<br />
nemmeno della bestia più schifosa.</p>
<p>Se metto in posa solamente storpi<br />
puoi solo contemplarli, senza indizio,<br />
e riconoscer l&#8217;arte in turpi corpi</p>
<p>strappato dal superficial giudizio,<br />
e prima che le idee, malizia, accorpi,<br />
ti priverò del vanto d&#8217;altrui vizio.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>8 Marzo &#8211; 10 battute</title>
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		<pubDate>Mon, 08 Mar 2010 15:36:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Quarkonio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Neutrini]]></category>

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		<description><![CDATA[La caccia? Agli italiani piace sempre meno. Solo uno su dieci a favore, ma è abbastanza per mettere in fuga gli altri nove.
La caccia? Agli italiani piace sempre meno.  Solo uno su dieci a favore. A Rosarno, tuttavia, la percentuale dei favorevoli è maggiore, ma solo quand&#8217;è “stagione”. Di arance.
Napolitano: «Diritto di voto va [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La caccia? Agli italiani piace sempre meno. Solo uno su dieci a favore, ma è abbastanza per mettere in fuga gli altri nove.</p>
<p>La caccia? Agli italiani piace sempre meno.  Solo uno su dieci a favore. A Rosarno, tuttavia, la percentuale dei favorevoli è maggiore, ma solo quand&#8217;è “stagione”. Di arance.</p>
<p>Napolitano: «Diritto di voto va garantito, senza “se” e senza “a che ora”.»</p>
<p>Riammesse le liste della Polverini e Formigoni. Per festeggiare, il PDL fornisce i bagni di ogni sede nazionale con rotoli di carta igienica suddivisi in quattro sezioni e 139 articoli.</p>
<p>Trattativa tra Stato e mafia? Il generale Mori nega: nessuna trattativa, solo dei vecchi vinili che Riina mi doveva indietro.</p>
<p>All&#8217;Asinara, la protesta-reality dei cassa-integrati in diretta dal web. Non trova spazio in TV per la difficoltà nella gestione del televoto.</p>
<p>8 Marzo, Napolitano esorta le donne: “Esigere sempre rispetto della dignità”. Curioso invito, da uno per cui una Clio e una moglie sono la stessa cosa.</p>
<p>Fragalà, dalle analisi dei RIS scagionato l&#8217;unico indagato. A questo punto diventa veramente oscuro il movente per l&#8217;omicidio dell&#8217;avvocato penalista ex-difensore di mafiosi al maxi-processo che dopo aver voltato le spalle a Cosa Nostra ha ricevuto minacce dai boss carcerati in regime di 41-bis.</p>
<p>Notte degli Oscar. Una cerimonia talmente noiosa che la statuetta mostrava segni di cedimento al sonno.</p>
<p>Per Renato Vallanzasca la foto del primo giorno fuori dal carcere. È talmente fotogenico che ricordo i suoi omicidi con simpatia.</p>
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