Archive for January, 2007

Cucurrucucú Paloma

Wednesday, January 31st, 2007

Dicono che trascorse la notte
senza fare altro che piangere;
dicono che non mangiava,
non faceva altro che bere.
Giurano che lo stesso cielo
pativa nel sentire il suo pianto,
tanto soffrì per lei,
che fino alla morte la chiamava ancora:

Ay, ay, ay, ay, ay cantava,
ay, ay, ay, ay, ay gemeva,
Ay, ay, ay, ay, ay cantava,
moriva per una passione mortale.

(Dicono) che una colomba triste
all’alba vada a cantare
alla sua piccola casa, solitaria,
con le sue piccole porte spalancate;
giurano che questa colomba
non sia altro che la sua anima,
che nonostante tutto spera
che la sfortuna svanisca.

Cucurrucucú colomba,
cucurrucucú non piangere.
Le pietre, colomba,
cosa possono sapere dell’amore?

Dr House

Friday, January 26th, 2007

Dio non zoppica…

Nuova pubblicità della Campari

Thursday, January 25th, 2007

Vorrei aprire una discussione sul nuovo spot della Campari, in particolare sulla modella utilizzata, in particolare sulle sue tette.

Io dico che è tutta digitalizzata e ritoccata virtualmente.

Voi cosa ne pensate?

Sette anni

Tuesday, January 23rd, 2007

Avevo la profonda convinzione, che dopo sette anni, un rapporto avesse raggiunto delle vette di sintonia, empatia ed affinità, dal potersi intendere come delle solide fondamenta su cui costruire qualcosa.
Pensavo che il problema patetico del “mama o non m’ama” fosse da accantonare in un’ottica più matura del rapporto costruito ed alimentato giorno per giorno; e inoltre pensavo che tale realtà fosse diventata abbastanza importante dal necessitare, in caso di crisi, la domanda “perché”, e non la semplice accettazione della crisi.

Non è lontano, nella mia ottica, da quel che può essere la coltivazione di una buona amicizia: non si smette di essere amici solo quando uno dei due non sente più “stimoli all’amicizia”, ovvero in assenza di motivazioni serie, si analizza la ragione della crisi e si risolve. Se al contrario l’amicizia è coltivata giorno per giorno gli stimoli sono intrinseci nel rapporto, e le incomprensioni si superano “sul campo”.
E invece la scusa del “penso di non amarti più” ha preso il sopravvento, come se l’amore “andasse e venisse”, come quella sottospecie di amore che ci viene presentato in televisione, come se l’amore non fosse solo un pretesto per progettualizzare una vita.
L’amore è solo una volontà comune di due persone, nella ricerca della soluzione di alcuni problemi irrisolvibili della nostra triste vita.

La mancanza di amore non è altro che mancanza di volontà.

” I forgot what my father said
I forgot what he said
I forgot what my mother said
As we layed on your bed [...]

My heart is never broken
My patience never tried
I got seven days to live my life or seven ways to die”

Seven – David Bowie

Notte insonne

Saturday, January 20th, 2007

Vuoi la schiena, vuoi il collo, vuoi la vita, stanotte ho gli occhi sbarrati, e non riesco a dormire.
Questa in cui mi trovo adesso era una situazione molto frequente ai tempi del Liceo: difficilmente riuscivo a prendere sonno, ed altrettanto difficilmente riuscivo poi a mantenere questo stato.
Non conosco le ragioni del mio stato di allora, per un motivo molto semplice: non me le ricordo, ovvero non ricordo più il me stesso che ero allora, e non gli so attribuire ragioni tali dal giustificare la privazione del sonno.
Ciò vale identicamente per ciò che sono adesso: sono in un momento di passaggio e non so più cosa sono; sono nella fase in cui tutto va ricostruito da capo, e forse è questo che mi toglie il sonno la notte.
L’idea di dover ricostruire (o decostruire per poi ricostruire, semmai avessi già costruito qualcosa).
Forse il problema degli uomini è proprio quello di voler progettualizzare, così come sto cercando di fare io, annaspando fra le maree della vita, la vita stessa.
Ma il mare non si può progettualizzare, nè le tempeste, nè tutto ciò che è continuo, informe e caotico.

Dopo tutti quesi anni, la conquista è quella di capire che esiste il livello zero, ogni tanto si affonda, e ogni tanto (per pura fortuna) si possono trascorrere periodi al di sopra di tale livello, ma non bisogna illudersi: non si può costruire nulla.
Ci si può soltanto tenere a galla sopra, e questo è meglio non scordarlo mai.
Ci si può tenere a galla, in attesa di affondare definitivamente.

L’arte di mangiare se stessi (21-03-2004)

Friday, January 19th, 2007

Pezzo a pezzo, tocco a tocco,
io mi mangio; è quasi un gioco;
mi assaporo, poco a poco
con delicatezza imbocco

dita, mani, ormai son senza;
ogni conto resta al caso…
se poi penso anche al mio naso
mi pervade l’impazienza

di assaggiarlo, pezzo a pezzo,
morso a morso; oh… ritrosìa
nel sentirmi poco avvezzo

a un’insana golosìa;
la mia vita non disprezzo:
me la gusto, perché è mia.

31-03-2004

Friday, January 19th, 2007

lunga assenza

rimorso

ricordo di luoghi

macchiati al tramonto

i versi più belli

confusi

nel vento d’autunno

lo spirito invecchia

la prossima pagina

grigia

piegata in più punti

malscritta e bruciata

è troppo chiedere

forse

un largo respiro

la morte del tempo

non voglio annaspare

adesso

nei vaghi ricordi

di un mondo felice

(che non c’è)

10-05-2004

Friday, January 19th, 2007

Schifato dal mio precedente post, propongo questo sottavanzo di cultura espulso ormai anni fa dal mio cervello atrofizzato:

Provo così imbarazzo
e schifo, e di pudore
intriso mi sbarazzo
di vergogna, che con ardore

canto lo spregio
che ho per me stesso,
della mia vita sfregio
feci ieri come adesso,

e senza scuse la vita
invano vivo, e la leverei
da questo osceno corpo

con queste oscene dita,
e della mano armato solleverei
per riabassar colpendo il ventre, il carpo.

“Luogo da cui non giunge suono, luogo perduto ormai.”

Occidente – C.S.I.

Pensavo di avere una soglia di sopportazione di molto inferiore

Friday, January 19th, 2007

Pensavo di avere una soglia di sopportazione estremamente inferiore, e nella tradizione della scuola Siciliana vi propongo due quartine:

Ognuno, del suo mondo, al centro
disturba col suo pianto il suo vicino
e tace, quando invece, da dentro
sopprime la sua voce e il suo destino.

Non mi dà pace, l’idea
che il mio pensier vada spaccato in pezzi
e con perizia manichea
ognuno rigettato fra disprezzi.

Magari un domani avrò voglia di completare il sonetto con le due terzine, e magari la coda lunga.

Adesso è l’ora delle urla, della disperazione, delle catene, della necrofilia, della vicinanza con la morte, del sangue e dello schifo, del vomito, di tutto ciò che è tumore, sclerosi del pensiero, di ciò che fa schifo come ciò che ci sta intorno, è l’ora della muffa semidigerita, delle interiora ripiene di escrementi.

L’ultima volta che mi sono rivolto a me stesso è stato per pormi dei problemi; adesso so di non averne alcuno, se non accetto di averli.

Assomiglio a…

Thursday, January 18th, 2007

Esiste un programmino, in rete, che sancisce delle percentuali di matching tra le foto di celebrità che possiede nel database e le foto personali, che ognuno di noi può mettere in upload.

Essendo molto inflazionato fra le ragazze (perché regala facili corrispondenze con bellezze planetarie) ho deciso di sfatarne l’utilità.

Ecco qua!