Archive for February, 2007

Il Grande Sonno (della Ragione)

Thursday, February 22nd, 2007

Dopo mesi di volontaria astinenza dal “post politico”, sono “Richiamato all’Armi” dai recenti fatti che hanno coinvolto il nostro Governo.

Prologo: una piena maggioranza arriva al Senato completamente delegittimata ed esautorata da una legge elettorale anti-democratica (studiata apposta per precipitare nel caos la politica italiana, e/o per preparare ad un golpe) e dalla propria politica interna, basata più sulla contrapposizione propagandistica al Berlusconismo che su un vero e proprio programma elettorale uniforme.

I fatti: è molto facile, in queste condizioni, non raggiungere il quorum al Senato, quando si ha un vantaggio appena risicato (il margine è di un pugno di voti), e a causa di ciò il Governo, ostaggio di forze (para-)politiche trasversali (come ad esempio il Vaticano, le varie logge massoniche, l’America delle infiltrazioni segrete-militari, le mafie, e chi più ne ha più ne metta) è costretto a mettere in atto una legislazione di aperta “presa per i fondelli” nei confronti del cittadino, mischiata con un reale tentativo di fronteggiare i problemi del Paese.
In quest’ottica, sono bastati pochi piccoli passi avanti verso la democratizzazione della nostra Italia per far attivare tutta una serie di meccanismi ostili verso il Governo Prodi: i “DICO”, ad esempio, ovvero semplici norme di convivenza sociale che in Italia mancano, hanno probabilmente sancito l’astensione del cattolicissimo Senatore a Vita Colluso con la Mafia Amico di Salvo Lima e dell’Ala Moderata della Mafia che Dovrebbe Essere in Galera ma gli Sono Stati Magicamente Prescritti i Reati Giulio Andreotti.
Ma quando si parla di politica estera si arriva al grottesco: D’Alema, ovvero la persona caratterialmente più portata a doppiare la voce dello Sceriffo di Nottingam nel film animato di Robin Hood della Disney, propone una politica estera di carattere non dissimile (forse un tantinello più ragionata ed equilibrata, almeno per uno Stato che non si possa ancora definire “coloniale”) a quella che dovrebbe proporre una qualsiasi Destra Liberale europea, che però in Italia non esiste. Una proposta interventista rispetto al problema dell’Afghanistan (una guerra inutile in cui ci ha precipitato il Governo Berlusconi, di cui non si sono ancora capite bene le ragioni e di cui la stessa Casa delle Libertà ha ammesso l’incostituzionalità) e di appoggio ad un ampliamento logistico militare americano in Territorio Italiano.
La CdL allora, dopo averci urlato addosso per mesi queste baggianate attraverso i media, TOGLIE SENZA ALCUNA RAGIONE POLITICA LA FIDUCIA, ma solo forte di una ragione meramente strategica.
Ma ciò che lascia ancor più perplessi è il comportamento dei partitucoli della frangia di “estrema” sinistra (visti dall’alto sembrano un quadro di Kandinsky)…

Turigliatto e Rossi mentre discutono sull'ampliamento della base di Vicenza

C’è chi vota e non dà l’appoggio, ma soprattutto c’è chi dà l’appoggio ma non vota… e fa perdere la fiducia al Governo. E la questione che più fa accapponare la pelle è che non si sta parlando di mafia, nè di conflitto di interessi, nè di legge elettorale: questi pazzi imbecilli fanno cadere il Governo su un problema legato alla politica estera, su cui il margine di discussione è talmente ampio da rendere ingiustificabile una non-adesione al programma di Governo.
Lo sanno tutti che in Afghanistan non ci facciamo un cazzo, ma sappiamo anche che è un passo necessario (allo stato delle cose) per poterci sedere al tavolo internazionale delle trattative, e dare la Fiducia era un passo necessario per andare poi a risolvere i veri problemi dell’Italia, che adesso più che mai si fanno drammaticamente gravi.
La spia di tale gravità si può riscontrare ad esempio nella prima pagina odierna di “Libero”, il quotidiano nazionale (senza offese per la carta igienica…) di Vittorio Feltri, in cui una vignetta degna della più bassa “satira” di regime ritrae un Prodi che mostra il “di insaccato suino” sedere ed un tappo dalle fattezze berlusconiane che viene sparato da una bottiglia di champagne proprio in direzione delle terga prodiane. Ahah che ridere.
Tutti noi conosciamo la predilezione di Vittorio Feltri per i culi (specie quelli della famiglia Berlusconi) in cui immerge spesso e volentieri la sua faccia, ma non ci aspettavamo che scegliesse un’allegoria così esplicità per la rappresentazione del suo hobby preferito. O sì? Forse questa è la definitiva consacrazione del “Pippo Franco” del giornalismo…

L’epilogo: fortunatamente tra poco mi trasferirò all’estero e quindi, circostanze permettendo, spero che le conseguenze politiche che seguiranno nei prossimi mesi e anni non mi riguardardino più personalmente.
Voi italiani, invece, rimboccatevi le copertine, preparatevi ad un sonno profondo…

2HB (Brian Ferry, Roxy Music)

Wednesday, February 21st, 2007

Oh, ero scosso dalla tua vita romantica,
dai fotogrammi in celluloide della tua vita.
La tua morte non potrebbe mai uccidere il mio amore per te…

Pensa a due persone in una romantica
e fumosa situazione, in un nightclub…
La tua sigaretta disegna una scala.

Ecco che ti guarda, ragazzo…
celebra i tuoi anni!
Ecco che ti guarda, ragazzo…
asciugati le lacrime!
Tanto tempo è passato da quando stiamo insieme.
Ora spero sia per sempre.

Ora non esiste più l’amore ideale
ed anche le giacche bianche, e pure le cravatte nere.
L’hai regalata al tuo eroe.

Le parole non esprimono ciò che voglio dire.
Gli appunti presi non possono alterarne il risultato.
Ma la lezione è “trovare”, non “conservare”.

Ecco che ti guarda, ragazzo…
è difficile da dimenticare.
Ecco che ti guarda, ragazzo…
o almeno, per adesso lo è…
Il tuo ricordo rimane,
permane ancora,
e non si dissolverà mai.

Humphrey Bogart e Ingrid Bergman in Casablanca

Da “Gemini Killer” (W. P. Blatty)

Monday, February 12th, 2007

La White Tower era silenziosa adesso; si udivano soltanto lo sfrigolìio della piastra e di quando in quando il frusciare delle pagine del giornale.
“Oggi i fisici sono completamente sicuri”, disse con voce calma e ferma, “che tutti i processi naturali conosciuti un tempo hanno fatto parte di una sola forza unificante.”
Kinderman fece una pausa per riprendere subito dopo.
“Io credo che questa forza fosse una persona che in epoche immemorabili si fece a pezzi a ragione del suo desiderio di dar forma al suo proprio essere. Quella fu la Caduta, il Big Bang: l’inizio del tempo e dell’universo materiale allorché l’Uno si divise in Molti, divenne… Legione. Ed ecco perché Dio non può intervenire: l’evoluzione è questa persona che ridiventa se stessa.”
Il volto del sergente era il ritratto dello sconcerto.
“Ma chi è questa persona?” chiese infine.
“Non lo immagini?” disse il tenente guardandolo con due occhi vispi e sorridenti.
“Ma se è da un pezzo che ti ho dato la maggior parte degli indizi…”
Atkins scosse il capo sempre più confuso e attese la risposta.

The logical Part of Dreams - Astrid Morreale

Il frutto marcio

Friday, February 9th, 2007

Quasi una botta di mille euro, l’abito più a buon prezzo.
E poi la mancia all’autista, e poi al guardaroba, ai camerieri, a destra e a manca, e tutto per stare qui, al tavolo di un nightclub, nel mio completo gessato, bianco, camicia nera; seduto su una sedia alta, al banco, prima, e poi al tavolo, solo.
Un pianista di colore, in abito bianco e guanti bianchi, suona “Miss Otis Regrets”, e io sorseggio un black russian, in un bicchiere conico, triangolare se proiettato su un piano.
Poca gente, e tutte le donne uguali, capelli lunghi, sigaretta col bocchino lungo, che ci si potrebbe affogare respirando, in quel bocchino, e abiti luccicanti, uomini in abito coi capelli bagnati di brillantina.
E io qui, come una gazza ladra, che li osservo senza giudicarli, se non nel loro insieme.
Apparentemente mi posso solo fermare e soffermare, ad un giudizio estetico, ma la verità è che non ho, nel mio immaginario, un’Idea di Bellezza, e non so bene come rapportarmici.
Assorbo un po’ di luce riflessa dai loro abiti e dalle loro brillantine, e gusto un equilibratissimo black russian.
Il primo gioco di sguardi, ecco che arriva.
Uno scambio atipico di sguardi, o forse tipico, se è volto all’idea del rapporto carnale.
Sembra che mi voglia gustare.
Provo a ricambiare lo sguardo, ed innalzo leggermente il bicchiere, sorreggendolo con due dita, il medio e l’anulare, per scoccare un segnale, una luce rossa, fra le tante fantasmagorie del locale.
A proposito di anulare, pare che lei abbia un anello, che le avvolge voluttuosamente proprio quel dito.
Quanti soldi avrò speso? Non so, non mi interessa. Domani, se ne sarò capace, farò un piccolo conto.
Mi avvicino, lentamente, come un fantasma, verso il banco… e lei mi segue, contatto:
“Il suo gusto e la sua eleganza sono secondi solo alla sua bellezza”…
… e lei risponde:
“Che ridondante spreco di parole, spero tu non sia bravo solo a farla risuonare, quella bocca…”
“Posso offrirle qualcosa?”
“Caipiroska, con poco ghiaccio.”
Mi giro dal barista:
“Ragazzo, caipiroska con poco ghiaccio.”
Un cenno del capo ed un “Subito, signore” anticipano il bicchiere basso e dal diametro crescente verso l’alto, come una bocca spalancata, alla quale lei avvicina le sue labbra; gli occhi le si chiudono leggermente, non tanto da diventare due fessure, ma abbastanza perché io lo noti.
“È una bella serata per contemplare il chiaro di luna, non pensa?”
Per magia nell’ambiente risuona proprio il terzo movimento della Suite Bergamasca di Debussy; si avvia verso il balcone.

Moonlight Kiss - Paul Schexnayder

La seguo con passo lento, assaporando ogni istante ed ogni colore ed ogni luce, intorno a me.
Nel balcone, accosto lievemente il mio corpo al suo, e le mormoro:
“Dal primo momento che l’ho vista, ho pensato che il mio cuore si fermasse nel petto; se mai dovessi morire le chiedo di non lasciarlo palpitare dov’è adesso, ma di strapparmelo dalle labbra.”
Una lacrima le fa danzare gli occhi a ritmo di musica, mentre noto in un lieve sussulto che non porta più l’anello al dito.
Accosta la sua bocca alla mia e corona i miei sogni, alimentando il mio male d’amore.
Ha un senso tutto questo?
Nota il mio sguardo sulla sua mano nuda, e come se esistessero le parole per spiegare la vita, aggiunge:
“Mio marito gioca al biliardo in questo momento: spero che nessuno ci abbia visti, e spero che tu te ne vada e sparisca dalla mia vista, subito…”
Ma non sono qui per sparire, sono qui per apparire.
Forse però, per questa sera, mi posso accontentare… o no?

Crimini

Wednesday, February 7th, 2007

Non guardo molta televisione, ma per una volta, dico una misera volta che mi ero appassionato ad una serie televisiva decente l’hanno fatta a pezzi.

Sto parlando di Crimini, la serie che sarebbe dovuta andare in scena su Rai 2, tra i mesi di Dicembre e Gennaio; per chi non sapesse di che parlo, Crimini è un progetto voluto e curato da Giancarlo De Cataldo, magistrato e autore di “Romanzo Criminale”: tale progetto coinvolge otto autori, tra i migliori giallisti che abbiamo in Italia, ed è basato su un libro (omonimo) da cui sono tratte le otto storie (ognuna di un autore diverso) che costituiscono il corpo della sceneggiatura di ognuno degli otto film.

Inizialmente il programma andava in onda di mercoledì, poi i vertici di Rai 2 hanno avuto la brillante idea di spostare la serie al venerdì, sovrapponendo il progetto a Doctor House…

Immediatamente gli ascolti sono precipitati e la serie è stata sospesa alla sesta puntata, e differita ad Aprile…

Le parole di De Cataldo:

«Il delitto è stato compiuto quando si è cambiata la programmazione. Se fosse accaduto a una miniserie scritta solo da me non avrei alzato un dito. Però in questo caso sono coinvolti otto scrittori: ci accusano di essere degli snob, di stare lontani dalla Tv e poi guarda come si viene maltrattati»…

Mancano due puntate, di cui l’ultima, la tanto attesa da noi sardi, è di Fois, il giallo ambientato a Cagliari: pare che sia il primo film in cui la Sardegna non viene dipinta nei suoi risvolti folkloristici, ma dovremo aspettare ad Aprile per vedere di che si tratta…

Sono riuscito a dare un nome a quelle tette!

Monday, February 5th, 2007

Ragazzi non vorrei sbagliarmi ma credo di aver capito chi è la tipa della nuova pubblicità della Campari.
Non so neanche io come ho fatto tale associazione di idee, ma mi pare la vampira che balla la lap-dance in “Dal Tramonto all’Alba”.

Potete confermare?

Ritorno al centro del mondo

Saturday, February 3rd, 2007

Ciò che è più faticoso, forse, è quando poi apri gli occhi e ti sembra di riprendere tutta l’aria che non hai preso durante il sonno, durante i sogni.
Perché quei sogni non ti lasciano respirare, sono solidi, pesanti, offuscanti, opprimenti.
L’ultima volta l’hai sognata? Sì, l’hai sognata.
Ti strappava le mani e le mangiava.
Chissà qual è il significato celato dalla tua mente.
L’importante è che hai riaperto gli occhi, mi pare ovvio.
Riaperti, anche perché effettivamente, che ti piaccia o no, è l’unica cosa che puoi fare.
Aprire gli occhi, fare due respiri profondi, fingendo di non sentire il rumore dei macchinari affianco, fingendo di non sentire il fischio di mille allarmi intorno a te, fingendo di non sentire niente che possa falsare la tua sfera privata.
Fingendo tante cose.
Anche il sonno, a modo tuo, la vivi come una finzione.
Non è altro che una specie di specchio a cui ti appelli con domande futili, le cui risposte sono così chiare che appari come sguarnito, di fronte al resto di te che ha l’accortezza di stare zitto.
E allora anche quel piccolo gesto, quando apri gli occhi, quando le tue palpebre sorridono al giorno, non è altro che il riparo, dietro frantumi di specchio frantumato.
Varrà la pena di sollevare la testa e dare un’occhiata in giro?
Probabilmente no, ma lo farai lo stesso.
Sarà come scrollarti il mare dei pensieri di dosso, come i cani.
Sarà come tornare nuovamente a contatto col tuo guscio.
Sarà come rivomitare te stesso fuori di te, e guardarti di nuovo per quello che non sei.
Brividi.
Il primo passo, forse, in questi casi, è quello di sentire se le gambe stanno ancora dormendo: no, sono sveglie, e così tutti i muscoli.
Dolore al collo, hai poco tempo alle spalle ma gli acciacchi già si fanno sentire.
Una piccola farfalla che muore poco dopo esser rinata.

Rosa Meditativa - Salvador Dalì

Ed ecco che arriva, lo senti, è forte, arriva l’odio, è tutto da parte tua, ed è tutto verso l’esterno: verso ciò che non sei.
Passa e spolpa tutto, passa e infastidisce, passa ed è pieno di menzogne, o di verità che non ti sei mai voluto dire.
Passa e non passa.
Questo è il momento, in cui forse, potevi sentirti tutto meno che inutile, in quanto era soltanto una fase d’inizio. Ma è una fase inutile, così come l’inizio, e quindi ti senti inutile.
Tradito da cosa? Da cosa ti senti tradito? Puoi dirlo, tanto so che non lo sai…
Non lo sai, perché se lo sapessi il tuo odio sarebbe canalizzato, se lo sapessi sapresti come catturarlo con la tua finta flemma, sapresti come chiudere la gabbia che ormai è aperta, e non sai neppure cosa c’era dentro prima che si aprisse.
Non ti conosci, e pensavi che non fosse importante, ma ora lo sai.
Non riuscirai più a chiuderla, è come una piega in un foglio di carta, che non sparirà mai, o come una ruga sul viso, che si può nascondere, ma per quanto celata è una piaga.
Interiormente le piaghe celate sono quelle più evidenti, quelle di cui si ha paura, quelle che ti fanno più male, quelle che senti durante il giorno, mentre parli, ridi, mangi, piangi, dormi.
Tutto quello che non riesci a combattere è anche ciò che ti stanca, e ciò che ti stanca è anche ciò che non hai più le forze per capire.
Non capisci nemmeno lo scopo.
Come un verme, ucciso dal falco per essere emerso dalla terra.
Come tutto quello che ormai è diventato troppo pesante da portare.
Come quando ricevevi uno schiaffo senza averne ben compreso la ragione.
E allora rimani un po’ così, con questi occhi aperti su tutto, col solito disinteresse.
E allora torni al centro del tuo mondo senza scopo, come una piccola farfalla che muore poco dopo esser rinata.