Dopo mesi di volontaria astinenza dal “post politico”, sono “Richiamato all’Armi” dai recenti fatti che hanno coinvolto il nostro Governo.
Prologo: una piena maggioranza arriva al Senato completamente delegittimata ed esautorata da una legge elettorale anti-democratica (studiata apposta per precipitare nel caos la politica italiana, e/o per preparare ad un golpe) e dalla propria politica interna, basata più sulla contrapposizione propagandistica al Berlusconismo che su un vero e proprio programma elettorale uniforme.
I fatti: è molto facile, in queste condizioni, non raggiungere il quorum al Senato, quando si ha un vantaggio appena risicato (il margine è di un pugno di voti), e a causa di ciò il Governo, ostaggio di forze (para-)politiche trasversali (come ad esempio il Vaticano, le varie logge massoniche, l’America delle infiltrazioni segrete-militari, le mafie, e chi più ne ha più ne metta) è costretto a mettere in atto una legislazione di aperta “presa per i fondelli” nei confronti del cittadino, mischiata con un reale tentativo di fronteggiare i problemi del Paese.
In quest’ottica, sono bastati pochi piccoli passi avanti verso la democratizzazione della nostra Italia per far attivare tutta una serie di meccanismi ostili verso il Governo Prodi: i “DICO”, ad esempio, ovvero semplici norme di convivenza sociale che in Italia mancano, hanno probabilmente sancito l’astensione del cattolicissimo Senatore a Vita Colluso con la Mafia Amico di Salvo Lima e dell’Ala Moderata della Mafia che Dovrebbe Essere in Galera ma gli Sono Stati Magicamente Prescritti i Reati Giulio Andreotti.
Ma quando si parla di politica estera si arriva al grottesco: D’Alema, ovvero la persona caratterialmente più portata a doppiare la voce dello Sceriffo di Nottingam nel film animato di Robin Hood della Disney, propone una politica estera di carattere non dissimile (forse un tantinello più ragionata ed equilibrata, almeno per uno Stato che non si possa ancora definire “coloniale”) a quella che dovrebbe proporre una qualsiasi Destra Liberale europea, che però in Italia non esiste. Una proposta interventista rispetto al problema dell’Afghanistan (una guerra inutile in cui ci ha precipitato il Governo Berlusconi, di cui non si sono ancora capite bene le ragioni e di cui la stessa Casa delle Libertà ha ammesso l’incostituzionalità) e di appoggio ad un ampliamento logistico militare americano in Territorio Italiano.
La CdL allora, dopo averci urlato addosso per mesi queste baggianate attraverso i media, TOGLIE SENZA ALCUNA RAGIONE POLITICA LA FIDUCIA, ma solo forte di una ragione meramente strategica.
Ma ciò che lascia ancor più perplessi è il comportamento dei partitucoli della frangia di “estrema” sinistra (visti dall’alto sembrano un quadro di Kandinsky)…

C’è chi vota e non dà l’appoggio, ma soprattutto c’è chi dà l’appoggio ma non vota… e fa perdere la fiducia al Governo. E la questione che più fa accapponare la pelle è che non si sta parlando di mafia, nè di conflitto di interessi, nè di legge elettorale: questi pazzi imbecilli fanno cadere il Governo su un problema legato alla politica estera, su cui il margine di discussione è talmente ampio da rendere ingiustificabile una non-adesione al programma di Governo.
Lo sanno tutti che in Afghanistan non ci facciamo un cazzo, ma sappiamo anche che è un passo necessario (allo stato delle cose) per poterci sedere al tavolo internazionale delle trattative, e dare la Fiducia era un passo necessario per andare poi a risolvere i veri problemi dell’Italia, che adesso più che mai si fanno drammaticamente gravi.
La spia di tale gravità si può riscontrare ad esempio nella prima pagina odierna di “Libero”, il quotidiano nazionale (senza offese per la carta igienica…) di Vittorio Feltri, in cui una vignetta degna della più bassa “satira” di regime ritrae un Prodi che mostra il “di insaccato suino” sedere ed un tappo dalle fattezze berlusconiane che viene sparato da una bottiglia di champagne proprio in direzione delle terga prodiane. Ahah che ridere.
Tutti noi conosciamo la predilezione di Vittorio Feltri per i culi (specie quelli della famiglia Berlusconi) in cui immerge spesso e volentieri la sua faccia, ma non ci aspettavamo che scegliesse un’allegoria così esplicità per la rappresentazione del suo hobby preferito. O sì? Forse questa è la definitiva consacrazione del “Pippo Franco” del giornalismo…
L’epilogo: fortunatamente tra poco mi trasferirò all’estero e quindi, circostanze permettendo, spero che le conseguenze politiche che seguiranno nei prossimi mesi e anni non mi riguardardino più personalmente.
Voi italiani, invece, rimboccatevi le copertine, preparatevi ad un sonno profondo…



