Archive for May, 2007

Dea (Afterhours)

Wednesday, May 30th, 2007

Stracciami Barbara, avrò la mente contorta,
lo so, ma non m’importa
stracciami
, forse la smetto di elaborare teoremi di ogni sorta.
Scusami amore
, voglio solo dormire
scusami Barbara ma non posso morire:
per nessuna vita mi spengo, neppure per la mia Dea.

Bella la telenovela
e per lo spessore credimi non importa…
tanto ho scoperto che io non sono mai stato l’uomo di una volta.
Scusami amore, ma non posso morire:
sarò mediocre, voglio solo dormire
Per nessuna vita mi spengo
, neppure per la mia Dea.

Stracciami Barbara,
avrò la mente contorta, lo so, ma non m’importa
tanto ho scoperto che io non sono mai stato l’uomo di una volta
.
Scusami amore ma non posso venire
e ho poca moneta… e poi non posso morire:
per nessuna vita mi spengo, neppure per la mia Dea.

La fuga dei cervelli (fotografia di Maledict)

Wednesday, May 23rd, 2007

Foto scattata da Maledict a Marganai

Ciao Bruno!

Tuesday, May 22nd, 2007

All’età di 76 anni si è spento ieri, a causa delle complicanze legate ad una patologia tumorale, uno dei miti del B-cinema italiano: Bruno Mattei.

Nel ricordare con affetto tutte le serate passate a ridere e lasciarmi punire dai tuoi film, voglio ricordarti con l’affetto che spesso nemmeno i grandi artisti riescono ad accattivarsi… ma i grandi uomini sì!

Rimarrai nel mio cuore e nel cuore dei veri cultori del “vero” (inteso come “brutto”) cinema.

Da non perdere:

Casa privata per le SS (1977)
L’altro inferno (1980)
Rats – Notte di terrore (1984)
Terminator II – Shocking dark (1990)
Snuff killer – La morte in diretta (2003)
Mondo Cannibale (2003)

Vino Color Lilla (James Shelton)

Thursday, May 17th, 2007

Mi sono perso in una notte fredda ed umida.
Mi sono lasciato andare in quella luce fumosa,
ipnotizzato da uno strano piacere
sotto un albero color lilla.

Ho ricavato del vino dall’albero color lilla,
e ci ho messo il cuore nella ricetta:
mi ha fatto vedere ciò che volevo vedere
ed essere ciò che volevo essere.

Quando ho pensato più di quanto avrei dovuto pensare
e fatto cose che non avrei dovuto fare,
ho bevuto più di quanto avrei dovuto bere,
perché mi riportava indietro te…

Il vino color lilla è dolce ed inebriante come il mio amore…
Vino color lilla, mi sento fuori tempo, come il mio amore…
Ascolta un poco: non riesco a vedere bene…
ma è lei che viene verso di me, proprio qui vicino?

Il vino color lilla è dolce ed inebriante. Dov’è il mio amore?
Vino color lilla, mi sento fuori tempo. Dov’è il mio amore?
Ascolta un poco: perché tutto è così sfocato?
Ma è lei o sto solo impazzendo?

Vino color lilla, mi sento inadeguato per il mio amore.
Inadeguato… per il mio amore…

20 frasi per uscire a testa alta da un tradimento suddivise per genere

Monday, May 7th, 2007

Maschile

Con tono stupito:
1) Ma come?! Vorresti farmi credere che quella lì… non eri tu?!

Con tono insofferente:
2) Un pompino non si può considerare “tradimento”…

3) …senza ingoio, poi…

4) Berlusconi può ed io no?! Dove sta la democrazia?!

Con tono serioso:
5) Quella donna aveva urgente bisogno di una donazione di sperma.

Con trasporto (accentuare il “ti amo”):
6) Non ti ho tradita veramente, perché… ti amo!

Come se non fosse accaduto nulla:
7) Sono inciampato e le sono caduto dentro…

Con enfasi:
8) Ho perso una scommessa a poker e ho dovuto farlo.

Con tono seccato:
9) Se l’ho fatto avrò avuto i miei buoni motivi, no?!

Con tono distratto:
10) Io sono Gesù Cristo e faccio quello che mi pare.

Femminile

Tono compassato:
11) Quest’uomo aveva freddo al pene, ed io glielo sto riscaldando.

Mimate un gesto di rottura, meglio se usate una mano sull’altra, dicendo:
12) L’ho fatto principalmente per rompere il Cliché.

Mantenendovi sul vago:
13) Stavo mettendo in ordine la camera da letto ed ho trovato un pene fuori posto, e così…

Con entusiasmo:
14) Non è sperma: è la mia nuova maschera facciale! Ti piace?

Energica, quasi a dover rinfacciare qualcosa (enfatizzate “ringrazia”):
15) Almeno non te l’ho fatto trovare nell’armadio… ringrazia!

Stesso tono che usano le arredatrici quando mostrano un appartamento in vendita:
16) Ho pensato che con le tende nuove ci stava bene il cazzo di quest’uomo dentro di me; scusa se mi sono dimenticata di chiederti un parere.

Tono molto acceso, aggressivo (enfatizzate “smettila…):
17) Preferisci una donna che non scopa mai?! Il punto non è “con chi”: smettila con la solita commedia!

Quasi sull’orlo del pianto:
18) Posso spiegare tutto: hai presente la 351esima puntata di Beautiful? Più o meno è andata così…

Come rivolta a nessuno:
19) Mi sono distratta un attimo e… non si sa mai chi ti puoi trovare dentro!

Solenne:
20) Caro, ti presento Romano Prodi.

1° Maggio

Saturday, May 5th, 2007

Qualche giorno fa Andrea Rivera, durante la conduzione del concerto “del 1° Maggio”, ha detto qualche parola indorata di satira abbastanza standard (per quanto mi riguarda) che pure ha suscitato inutili polemiche impregnate di falso moralismo.

Ho letto dichiarazioni fatte dall’Osservatore Romano* che nemmeno dei cerebrolesi potrebbero condividere senza poi esclamare: “Abbattetemi, nel caso in cui la mia idiozia sia contagiosa!”
Ma come (cazzo) è possibile arrivare a concepire stronzate quali i parallellismi tra la satira di Andrea Rivera ed il Terrorismo (quello con la “T” maiuscola ovvero quello che non esiste!)?!

*L’Osservatore Romano è sempre fonte di gioie, per me: soddisfa la mia fase anale, quando mi ci pulisco il culo. Se inoltre lo leggi dopo essertelo passato fra le chiappe, le notizie si fanno quasi interessanti: dev’essere la merda fra le righe a fare da giusto contrappunto…

I veri terroristi culturali, semmai, sono quelli che siedono proprio in Vaticano: coloro che tacciano di viltà gli attacchi spontanei e genuini della Satira, solo perché mettono in luce le contraddizioni della bassa politica sociale che la Chiesa ha da sempre messo in atto sotto i nostri occhi, da millenni. Che male c’è nel dire che quel figlio di puttana di Karol Wojtyla si affacciava al balcone insieme a Pinochet il Genocida a Santiago del Cile nel 1987, visto che è la verità?!

Due pericolosi criminali.

Che male c’è a dire che il cardinale Ugo Poletti, ai tempi Vicario di Roma, permise la sepoltura di Enrico de Pedis (Uno dei boss della Magliana) nella basilica di Sant’Apollinare (che io odio dai tempi del Liceo, quando presi un bel 4 in Storia dell’Arte in un’interrogazione sulla fottutissima basilica di Sant’Apollinare in Classe… sì, lo so, sto confondendo una chiesa di Roma ed una di Ravenna… andatevene a fare in culo anche voi: il mio è un odio indiscriminato verso tutte le chiese, capito?!)?!

E che Francisco Franco fosse legato a doppio filo con l’Opus Dei (nota organizzazione criminale canonizzata da Giovanni Paolo II nel 2002… diffidate dai membri dell’Opus Dei: il loro sogno è quello di usare le vostre ascelle con finalità autoerotiche…), perché negarlo?! Sarebbe come se io negassi di osservare con interesse le contrazioni dei miei testicoli.

E infine, al di là delle complicate orge di potere che il Vaticano da sempre intrattiene con chi gli conviene e gli aggrada, perché sdegnarsi di fronte alla cruda verità su Piergiorgio Welby? La Chiesa ha negato senza alcun motivo logico apparente (ma con tanti motivi legati alla sotto-cultura repressiva di cui si fanno tristemente portavoce) i funerali a Welby, che non ha fatto altro che combattere una battaglia sociale brutalmente vinta contro il marcio delle nostre istituzioni molto clericalizzate ma assai poco evangelizzate.

Ma alla fine, finché queste puttanate le spara la Chiesa, non ci si può fare nulla, se non sperare in un intervento divino*.
La nausea si concretizza invece in vomito quando leggo le dichiarazioni ufficiali dei Vertici Rai, dei Sindacati (non mi fido di CGIL-CISL-UIL… è una questione istintiva: non posso fidarmi di chi riceve soldi dalla CIA) e di Prodi.
Prodi invita a moderare i toni.

*Ogni giorno prego Dio affinché distrugga la Chiesa.

Mentre viene calpestato il diritto di satira da degli imbecilli, ignoranti, repressivi, fascisti, sotto-culturati ed esponenti di una sotto-cultura, mentre viene strozzata la voce di chi rivendica uno spazio per la Verità, l’invito di Prodi è rivolto a moderare i toni della discussione. Moderare i toni un cazzo!
La protesta intelligente, la verità, la violenza culturale contro la merda che fa traboccare il cesso della nostra società, è un dovere sacrosanto di ogni cittadino democratico e libero. La violenza culturale non va moderata: che il Vaticano sia un covo di contraddizioni va urlato! E l’urlo deve risuonare, nel nome della libertà. Smorzare quest’urlo è un crimine contro la libertà, moderare i toni è un attacco diretto alla democrazia.
Andate a spiegarlo a Prodi*, colui che non sa commentare le sentenze del processo SME** (a proposito, non so se avete saputo che Berlusconi è stato assolto. Sto cominciando a pensare che sia veramente innocente. Naaaaaaaa!).

*Quando sento parlare Prodi non posso fare a meno di riflettere sul fatto che Paulo Coelho, Peter Gabriel e Giorgio Faletti siano la stessa persona. (Eh?)

**Ogni notte, prima di addormentarmi, chiudo sempre le tende della finestra: ho paura di vedere la faccia di Cesare Previti oltre il vetro…

Andrea Rivera ha fatto il minimo che poteva fare, da buon cittadino. Bisogna offrirgli solidarietà e rispetto.

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Friday, May 4th, 2007

Sensazione di fragilità, insicurezza, di non avere nessun riparo.
Sensazione di freddo, fastidio, rabbia viscerale.
Nascita di un precedente, mimesi che produce insicurezza.
Sicurezza che si risolleva fiera, alla luce della consapevolezza dell’inutilità cosmica.
Sapere di non essere nessuno.
Sapere di avere le colpe.
Sapere di aver sbagliato tutto e non sapere di preciso “cosa”, poter delineare il “perché”.
Conoscere il vuoto, la sensazione di precipitare fra maglie troppo larghe, vedere il buio.
Misurare a palmi la frustrazione di ogni felicità, pascersi nel dolore prodotto dalla frustrazione.
Sentire ogni sensazione negativa amplificata, in particolare il senso di inutilità, inadeguatezza, mancanza di concretezza, incapacità di mettere in comunicazione il basso livello con l’alto livello della coscienza.
Mascherare.
Cercare la dolcezza, cercare la stabilità, cercare inutilmente l’equilibrio.
Provare schifo, odio, astio, rabbia, istinti violenti verso le persone.
Avere in testa immagini di freddo e morte.
Rigettare ogni stimolo razionale a “sedare gli istinti”.

Calmarsi solo nella consapevolezza dell’impotenza.

Il match della vita

Wednesday, May 2nd, 2007

All’angolo, il “Dio della Boxe” sbuffava la rabbia in fiotti d’aria.
Avrebbe disintegrato il suo sfidante.
La sensazione di pericolo era forte, il titolo era in gioco.
I termini con cui era stato sfidato, poi, valicavano il limite dell’irriverenza.
Da qualche giorno sentiva il titolo in “forse”.
Pare che questo nuovo giovane si stesse facendo largo nel mondo della boxe a suon di KO, ed aveva tirato giù alcuni fra i più grandi pugili che attualmente calcavano il pianeta…
Era necessario dare tutto nelle prime riprese, senza risparmiare energie: o vincere o perdere.
Il suo sfidante si faceva chiamare El Tigre.
La voce urlava il suo nome: “Alla vostra destra, Herbert West!”
Alzò i pugni, la folla lo acclamava, impazzita, nonostante i suoi 38 anni.
Il megafono: “Lo sfidante: El Tigre!”
Tra le urla incomprensibili della folla, un bimbo in pieno ingresso nell’età puberale, con una mascherona cartoonesca da Tigre, si avvicinava, scortato dai “secondi”, verso il ring.
A fatica riusciva a passare fra le corde del ring, e a sedersi, con fare fanciullesco, nella seggiolina all’angolo.
Herbert esternò la sua perplessità inarcando le sopracciglia…
Faccia a faccia, pugni sui pugni.
Il combattimento sarebbe stato leale.
Ma che motivo aveva di usare violenze su un bimbo?
Una ragione ci sarebbe dovuta essere, se quel bimbo era lì, davanti a lui.
Magari era un prodigio, non sapeva di cosa aver paura, ma ne aveva.
Bordo del ring, tensione a fette, non si sarebbe fatto imbrogliare dall’aspetto del suo avversario.
Avrebbe colpito, con tutte le sue forze.
Gong.
Herbert corse verso il bimbo, El Tigre.
Lo colpì alla testa col suo micidiale destro.
La testa del bimbo esplose al contatto col pugno, in una pioggia di brandelli di materia cerebrale, ossa e tessuti.

La fine di El Tigre!