Archive for October, 2007

Bho

Thursday, October 25th, 2007

Una delle sensazioni più fastidiose ed allo stesso più frequenti che provo, è quella di sentirmi solo.

Sicuramente c’è della “fisicità” in questo concetto, e soprattutto in questo periodo non è difficile sentirmi solo da quel punto di vista, poiché è da nemmeno un mese che vivo in una città vuota e sconosciuta, grande, dinamica, in cui la gente ha poca voglia di “perdere tempo” nei rapporti umani. Gli amici sono lontani, la persona che desidererei avere al mio fianco è lontana, e così via.

Ma la natura, di questo sentimento, è più profonda.
La sensazione di solitudine ha un grosso grado di sovrapposizione con la sensazione di essere incompreso. Non c’è giustificazione per ciò, lo so bene, però è da una vita che mi sento molto incompreso, mi sento solo, ed ho così poca difficoltà ad interagire, ma così tanta a cercare di farmi comprendere.

E le persone che meno sopporto, alla fine, sono quelle che mi capiscono meno, e quelle che mi capiscono meno sono le più superficiali, e forse è per questo che odio questo tipo di persone: lo sfottò, la battuta facile, grossolana, che ti fa sentire lontano. I luoghi comuni. Tutto ciò che è il manifesto della totale assenza di sforzi per capire il prossimo, mi infastidisce.

Il meccanismo della comprensione, penso di aver capito che si muova su due piani: quello razionale, e quello dell’empatia.

Sul piano razionale vi è lo sforzo, da parte di chi cerca di “ricevere informazioni”, di analizzare il prossimo e capirlo attraverso una classe di fenomeni comunicativi.

Sul piano empatico vi è la capacità di immedesimazione nel prossimo, e di compassione nei confronti dello spettro di sentimenti che si è pronti a “ricevere” nel processo comunicativo.

[...]

Vuoi davvero che mi appaghi

Friday, October 5th, 2007

Vuoi davvero che mi appaghi
col tuo querulo verseggio?
Io non chiedo che tu neghi
che si va di male in peggio.

Se rifiuti questo canto
(perché in fondo non sorprende
ché il tuo, più che gusto, è vanto)
ciò che lasci il vento prende.

Ed ancora un poco insisto:
questo nostro, è un cieco andare,
e salir per rampe e scale

se non peggio è certo un male:
Siamo qui per naufragare
in un mare buio e tristo.