Archive for January, 2008

Ultimo tango a fanculo

Thursday, January 31st, 2008

Mentre leggevo “La Repubblica” on-line, mi sono imbattuto in un sondaggio di Kataweb, il quale in poche parole chiedeva al pubblico “cliccante” di esprimere il proprio parere su quale fosse la scena più scabrosa tra una selezione hard estratta da film cult o famosi. Vi era anche la possibilità di vedere a piacimento le scene.

Senza pensarci due volte, ho cliccato su “ultimo tango a Parigi”, per vedere la drammatica scena in cui un povero panetto di burro viene utilizzato per diminuire l’attrito tra due parti di due corpi umani diversi, ed evitare così che si lesionino dal punto di vista meccanico. In altre parole… no, non lo dico, va bene?! Non devo passare da pervertito per riempire la bocca di chiacchiere a voi!

Comunque: la prima cosa che mi ha colpito, di quella scena, sono i capelli di Marlon Brando, che sono improponibili; direi  che forse sono la parte più scabrosa di tutto il film. Beato lui che almeno i capelli ce li aveva…

La seconda cosa che mi ha colpito è l’inverosimilità della scena, sotto principalmente due aspetti:

  1. quello “geometrico”;
  2. quello comportamentale.

Dal punto di vista geometrico non è chiaro come, in una fase di penetrazione anale, possano rimanere in quella posizione, e possa Marlon Brando dare quelle ridicole spintarelle che mi hanno fatto tanto ridere.

Dal punto di vista comportamentale, se una donna non vuole farsi penetrare, in particolare nell’ano, non penso sia verosimile uno scenario in cui si metta a sbattere i pugnetti per terra ad intervalli regolari dicendo “no! no!” e rimanendo comunque immobile nella sua posizione.

Dite la vostra…

…oppure no, fate come vi pare!

Ryan’s recipe

Wednesday, January 30th, 2008

Ingredienti per 4 persone:

prezzemolo,
pasta,
lattuga,
semini,
1 uovo,
1 busta di riso pronto
1 filo d’olio di semi vari o colza.

Le quantità non sono indicate in quanto sono da considerarsi completamente asservite al gusto personale, e per lo stesso motivo nè il tipo di pasta, nè il tipo di riso pronto è stato specificato.
La natura dei semini invece non è stata specificata in quanto non è chiara: è da considerarsi come segreto di “chef”; provate e riprovate con diversi semini, e andate a gusto… in altre parole: fate vostra questa ricetta.

Procedimento:

Riempite una pentola di acqua fredda, potabile o meno, con un volume casuale di liquido, non ha importanza, e metteteci dentro il prezzemolo, la lattuga, i semini e la pasta.

Aggiungete un filo d’olio di colza.

A questo punto accendete il fuoco della piastra al massimo consentito, mentre vi accingete a preparare l’uovo a parte.

Mettete poche gocce (oppure in abbondanza, dipende dal gusto) d’olio di colza in una padellina, e accendete il fuoco al massimo consentito dalla vostra cucina. Quando l’olio comincerà a scoppiettare, o persino a bruciare, buttate l’uovo con decisione, tenendo una mano sul volto (per via del fatto che l’uovo esploderà al contatto col metallo incandescente della padella), e cercando di farlo attaccare alla base.
Mi raccomando, è importante ribadire questo fatto: cercate di mettere o tanto olio, oppure giusto un cenno di sapore, per evitare che l’uovo non si attacchi alla padella; evitate assolutamente di metterne quantità modiche.
A questo punto, prima che la pentola con l’acqua vada in ebollizione, senza che vi siano particolari restrizioni sui tempi di cottura, buttatevi dentro l’uovo appena cotto.

Ora viene il momento più delicato della ricetta: se non rispettate quest’ultimo passaggio rischiate che il piatto diventi poco digeribile e che non sia gradito ai vostri convitati. Appena l’acqua bolle, versate nella pentola la busta di riso pronto, e fate bene attenzione a non mescolare mai il tutto per alcuni minuti, almeno 5.

Quando vi pare, spegnete la piastra, e lasciate raffreddare.

Servire tiepido.

Bon appetit!

Test

Tuesday, January 29th, 2008

TEST n. 1

Questa è la storia di una ragazza. Ai funerali della madre, vede un giovane che non conosce.
Lo trova fantastico, proprio l’uomo dei suoi sogni: è un colpo di fulmine, e se ne innamora perdutamente.
Qualche giorno più tardi, la ragazza uccide la propria sorella.

Domanda: per quale motivo ha ucciso la sorella?

TEST n. 2

Prendetevi al massimo 10 secondi per farlo, altrimenti non è valido.
Contate il numero di F nel seguente testo:

+++++++++++++++++++++++++++
FINISHED FILES ARE THE RE-
SULT OF YEARS OF SCIENTIF-
IC STUDY COMBINED WITH THE
EXPERIENCE OF YEARS
+++++++++++++++++++++++++++

TEST n. 3

Seguite bene le istruzioni, e rispondete alle domande una per una al più presto possibile, ma non continuate prima di avere terminato la precedente.
Non occorre scrivere le risposte. Sarete sorpresi del risultato, ve lo garantisco.

Quanto fa:

15+6

3+56

89+2

12+53

75+26

25+52

63+32

Adesso un po’ più difficile, ma è il vero esercizio! Allora coraggio:

123+5

PRESTO! PENSATE A UN UTENSILE E A UN COLORE!

TEST n. 4

Test del piede destro intelligente.
Sono pronto a scommettere che proverete almeno 50 volte per vedere se siete capaci di svincolare il piede..ma non ci
riuscirete. Seguite le seguenti istruzioni:

  1. Mentre siete seduti al vostro tavolo di lavoro, alzate il piede destro dal pavimento e fategli fare dei cerchi nel senso delle lancette dell’orologio.
  2. Mentre fate dei cerchi col piede destro, disegnate la cifra 6 nell’aria con la mano destra. Il vostro piede cambia di direzione!
  3. Ve l’avevo detto… e non c’è niente da fare.

TEST n. 5 o Test del maiale

Prendi un foglio bianco e disegna un maiale.

(more…)

Aspettare

Tuesday, January 29th, 2008

Aspettava una sua chiamata, ormai da ore, o da giorni.
Fuori dalla finestra l’aria della prima mattina, quella non ancora sporcata dalla luce, gli dava l’idea di non aver più un’età. E aspettava la sua chiamata; c’era qualcosa di strano in tutto questo. Lei l’avrebbe chiamato o no?
Lavoro di notte, ho confuso “am” con “pm, lo so, ho sbagliato tutto: io vivo di notte, ormai, e lei vive di giorno, ed è per questo che non ci incontriamo mai, non ci chiamiamo, non ci sentiamo.
Lei è il mio falco, io sono il suo lupo, preferisco aspettare e aspettare, la sua chiamata, in eterno.
Mi fido del mio istinto, saprebbe riconoscere la mia strada in una giungla di simboli. Il mio istinto mi dice che lei mi chiamerà, un giorno, una sera, di notte, si sveglierà in piena notte pensando a me, saprà che io la penso, mi chiamerà.

Nel suo letto, lei, si agitava, al pensiero di lui, ma non era un pensiero felice: era solo una preoccupazione.
Erano giorni, mesi, forse un anno che era diventato qualcosa di cui preoccuparsi, nient’altro che un felice ricordo, diventato poi triste, da ricacciare in fondo alla testa ed in fondo al cuore, da dimenticare.
Un po’ se lo sentiva che la stava pensando, mentre lavorava, magari mentre si guardava intorno, a chiedersi come avesse fatto a finire così, a finire solo in quella stanza, senza sapersi neppure identificare, senza un ritmo cicardiano ben definito, senza ormai più niente tranne se stesso, cioè niente.
Come starà?

Come starà?

Il telefono squillò caldissimo, a quella fredda ora notturna. Un mare di lacrime si fermarono in gola, poi sugli occhi, poi di nuovo in gola. Lo squillo si esaurì com’era nato. Fra le “chiamate perse” vi era il suo numero. Un senso di pace lo avvolse, un flebile pensiero di speranza, di essere ricambiato.
No, non ricambiato: non gli interessava essere ricambiato, gli era sufficiente essere capito.
Poteva aspettare, aveva tanto tempo, e avrebbe aspettato: magari lo squillo un giorno sarebbe diventato una chiamata, e la chiamata sarebbe diventata qualcos’altro.

Sentiva di essere eterno, congelato in una fredda attesa.

Fa che non sia frainteso (Nina Simone)

Sunday, January 27th, 2008

Cerca di capirmi, ora:
se certe volte pensi che io sia strano…
Non sai che nessuno è perfetto?
Quando le cose vanno male
pensi che ci sia qualcosa che non vada tra noi…

Sono solo una persona che ha buone intenzioni,
Oh Signore, fa che non venga frainteso.

Sai che certe volte non mi preoccupo per niente
e sento addosso una gioia che è difficile da nascondere.
Altre volte, invece, sembra che abbia solo preoccupazioni
e ti faccio star male non mostrandoti l’altra mia faccia.

Ma sono solo una persona animata da buone intenzioni,
Oh Signore, fa che non venga frainteso.

Se sono teso, voglio che tu sappia
che non era mia intenzione caricarti delle mie tensioni.

La vita ha i suoi problemi, e io ne ho più di quelli che mi spettano,
ma, parola mia, è stata una cosa che non intendevo fare,

perché ti amo.

Sai che non sono perfetto, non sai che sbaglio come tutti?

Certe volte mi ritrovo solo col mio rimpianto,
e qualche piccola e stupida cosa,
qualche insignificante cosa che ho fatto.

Sono solo una persona che ha buone intenzioni,
Oh Signore, fa che non venga frainteso.

Ci proverò e riproverò,
quindi fa che non venga frainteso…

Awake (No matter what I lived before)

Saturday, January 26th, 2008

This night I can’t sleep. I don’t really know why. Probably it’s just the stressing life I’m doing.

So much stress, I can’t hold on with that. But, as far as I know myself, I feel better in this kind of periods. I feel alive. Tomorrow (that is today) I planned to play football, I also bought a pair of football trousers, S-size. Later, when I tried them, I realize S is too small for me, speaking about sport wearing (not everything of me is S-size, sporting speaking…).

I went to sleep, at two o’ clock, thinking about the day I spent with Lorenzo, with the meeting with Stefano and Carlo and, the last but not the least, the dinner I and Lorenzo had with Anna and James.

That was the first time I really interact with a not-italian collegue: it was cool.

Then I spent a little bit of time doing some breathing exercise, then I went to bed.

Nothing happened, Morpheus didn’t come.

So now I’m here, 7 o’ clock in the morning, with a big sense of doubt about everything, looking the outside morning dawning, looking at my life between shines and dark spots. And I’m thinking I’m just like this morning: fixed in darkness, with potential of powerful shine, looking outside, thinking about how sad was my life a year ago.

Thinking of my new life, and opportunities.
I want to live them in full, as much as I can.

No matter what I lived before.

Bed is awaiting for me, but I will let it wait…

Esprimo la mia solidarietà nei confronti di Professor Giorgio Parisi e degli altri “firmatari”.

Sunday, January 20th, 2008

Egregio Professor Giorgio Parisi,

è dall’anno accademico 2004-2005 che ho concluso il mio percorso di studi in Italia, laureandomi in Fisica con indirizzo Teorico presso l’Università degli Studi di Cagliari.
Per motivi personali mi sono trasferito a Southampton, città in cui frequento i corsi di PhD in Fisica delle Particelle (gruppo SHEP).
In questi giorni, dal Regno Unito, ho assistito con disgusto alla manovra di mala-informazione mediatica a cui lei ed altri suoi eminenti colleghi siete stati sottoposti da una Politica ed una Direzione dei Mezzi di Comunicazione TOTALMENTE asserviti al pensiero retrogrado che la Chiesa non solo propone, ma impone violentemente alla nostra povera Italia, con l’unica ragione di aver democraticamente espresso il vostro legittimo dissenso verso un’iniziativa a dir poco ridicola.
Non so quanto può servire, ma sappia che ha tutta la mia solidarietà, e non sono certo in pochi quelli che la pensano come me.
Non dimentichi mai che per quelle persone, voi siete un “vanto nazionale” ed esempio di come un libero pensatore (scientifico o no) dovrebbe agire.
Con sempre rinnovata stima per Lei ed i suoi colleghi,

Quarkonio.

Cazzata o stronzata?

Thursday, January 17th, 2008

Fonte Adnokronos:

“Angela Filipponio Tatarella, parlamentare di Alleanza Nazionale, ha presentato in Commissione cultura alla Camera dei Deputati una interrogazione a risposta immediata con la quale ”chiede al governo di bloccare immediatamente il procedimento di nomina del professore Luciano Maiani alla presidenza del Cnr, dal momento che il prof. Maiani e’ tra i 67 firmatari del documento sottoscritto anche da altri scienziati dell’Universita’ ‘la Sapienza’, in cui si definisce ’sconcertante’ la visita di Benedetto XVI all’ateneo romano”.”

Cioè, vogliono bloccare la candidatura alla presidenza del CNR da parte di Luciano Maiani, per avere espresso il suo democratico dissenso ad un’iniziativa ridicola.

Per intenderci, stiamo parlando dell’attuale direttore generale del CERN.

La domanda è: “CAZZATA O STRONZATA?”

La seconda domanda è: “come è possibile che persone del genere (in riferimento a A. F. Tatarella) facciano parte della Commissione Cultura, Scienza ed Istruzione?”

Per la biografia di Tatarella… bhè, fatico a trovarne una più lunga di 3 righe, sulla rete; domanda scusa.

P.S. = sulla “censura” che avrebbe agito sul Papa, il dott Caracciolo scrive sul Messaggero:

“Che molti colleghi, più tecnici che non scienziati e filosofi, ad incominciare dal Rettore, pensino nel loro privato di andarsi a genuflettere nelle innumerevoli chiese romane o in Vaticano, è cosa che riguarda il loro concetto di scienza e di filosofia, non ho nulla da obiettare loro, ma che non capiscano la “incongruità” dell’invito ad un soggetto che è la negazione vivente della scienza e del filosofare e parlino perfino del tutto a sproposito di “censura” (ma da quale pulpito viene la predica!) è cosa che insieme alle immondizie napoletane dà la misura del degrado totale al quale è giunto il nostro Paese.”

Condivido in pieno, e rilancio dicendo che la censura la stanno subendo i Professori firmatari, a cui in questi giorni non è stato concesso il diritto di replica alle offese, mosse ormai a tutto tondo dalla Chiesa, dalla Classe Politica e dai Media.

Sono perplesso

Wednesday, January 16th, 2008

Prima il Papa viene contestato all’Università “La Sapienza”, poi Mastella si dimette…
Non è che l’Italia sta rischiando di diventare un Paese normale?!

Libertà di parola?

Wednesday, January 16th, 2008

Il 22 Giugno 1633, Galileo Galilei pronunciava di fronte al Santissimissimo Tribunale dell’Inquisizione della Santissimissima Chiesa Cattolica Romana Apostolica:

[...] Per aver io, dopo d’essermi stato con precetto dall’istesso giuridicamente intimato che omninamente dovessi lasciar la falsa opinione che il Sole sia centro del mondo e che non si muova e che la Terra non sia centro del mondo e che si muova, e che non potessi tenere, difendere ne insegnare in qualsivoglia modo, ne in voce ne in scritto, la detta falsa dottrina, e dopo d’essermi notificato che detta dottrina è contraria alla Sacra Scrittura… [...] Con cuor sincero e fede non fìnta abiuro, maledico e detesto li sudetti errori e eresie, e generalmente ogni e qualunque altro errore, eresia e setta contraria alla S.ta Chiesa; e giuro che per l’avvenire non dirò mai più ne asserirò, in voce o in scritto, cose tali per le quali si possa aver di me simil sospizione [...].

Io Galileo Galilei sodetto ho abiurato, giurato, promesso e mi sono obligato come sopra; e in fede del vero, di mia propria mano ho sottoscritta la presente cedola di mia abiurazione e recitatala di parola in parola, in Roma, nel convento della Minerva, questo dì 22 giugno 1633.

Nel Marzo del 1990, l’allora Cardinale Ratzinger pronunciò, durante uno dei suoi discorsi (che sanno sempre essere un esempio di civiltà e manifestazione di libertà sociale, come ad esempio ne è testimonianza il documento discriminatorio e violento nei confronti degli omosessuali) pronunciò, estrapolandola dal contesto, una frase di Paul Feyerabend: “Il processo contro Galileo fu ragionevole e giusto.”

Con tale frase il Cardinale giustificava la violenza della Chiesa nei confronti di una delle prime menti scientifiche, e in senso lato nei confronti della Scienza stessa, sin dai primordi. Le ragioni di tale violenza sono molteplici: la “filosofia” (in minuscolo e fra virgolette) sottesa dalla Chiesa Cattolica è in aperta antitesi col pensiero scientifico, in quanto mira ad imporre una superstizione che occluda in ogni modo ogni stimolo al Sapere e alla Libera Conoscenza, promosse invece dalla Scienza. Non potendo assorbire in sè la trasgressione del pensiero scientifico dei primordi (non potendo quindi omologarlo), la Chiesa lo combattè in modo serrato con la violenza della famigerata Inquisizione.

Ratzinger si dimenticò, in tale occasione, di dire che pensiero di Feyerabend è critico nei confronti della Scienza in quanto essa potenzialmente potrebbe assumere la portata di una nuova religione con tanto di Tribunale dell’Inquisizione scientifico (e quindi in questo modo critica implicitamente anche la Chiesa e la sua violenta “imposizione di Verità”), come si può appunto leggere anche in testi divulgativi come “Il Dialogo sul metodo”, ed il suo linguaggio è denso di ironia e non asservito a tali affermazioni apparentemente superficiali e retrograde.
Vivendo noi in uno Stato laico, ed essendo investite di tale laicità anche le pubbliche Istituzioni, è normale che dopo una puttanata del genere (detta in malafede, in quanto Ratzinger non è ignorante in materia) i rappresentanti della cultura scientifica (tra cui anche il nostro vanto internazionale Parisi… Giorgio, non Heater!) si sentano offesi e ritengano opportuno far presente al Rettore di un’Università come “La Sapienza” che tali posizioni siano incompatibili con la promulgazione del Sapere e della Libera Conoscenza.

In secondo luogo, visto che ormai il danno era stato già fatto (ovvero Ratzinger era stato già invitato a parlare) le norme di buona educazione hanno imposto che il naturale dissenso di persone che nella vita lavorano, e si guadagnano il pane con lo studio e la ricerca invece che facendo il segno della Croce davanti a folle dalle menti intorpidite, fosse messo da parte a favore di un dialogo col Pontefice e che ci fosse eventualmente lo spazio per una lecita manifestazione di dissenso, come vogliono le norme della democrazia.

In tutto questo non si capisce come la Repubblica possa dar spazio a grassetti altisonanti che proclamano una inesistente “censura sul Papa”, quando quest’ultimo si è rifiutato di partecipare all’inaugurazione dell’Anno Accademico solo per motivi di Visual Marketing e di immagine per la sua multinazionale.

Se c’è una figura che non viene censurata nemmeno quando con le sue parole e omissioni viola la Costituzione o il Codice Civile o Penale è proprio quella del Papa.

Per quanto riguarda i giornali, in special modo la Repubblica, sarebbe forse il caso che si autocensurassero prima che la “libertà di parola” si tramuti sottilmente in “libertà di sparare cazzate e spargerle ai 4 venti attraverso un’impostura mediatica”.

Vergogna!