Archive for February, 2008

Carlucci vs Maiani

Wednesday, February 27th, 2008

Due notizie hanno catturato la mia attenzione, da pervertito amante per il brutto e lo squallido quale sono: la prima riguarda il ritrovamento dei due bimbi morti in fondo al pozzo, la qual cosa è tanto triste e non necessitava della violenza mediatica che è stata messa in pratica in questi giorni, che da triste l’ha resa insopportabile.

Come se non ci fosse bastato un Alfredo.

Ma del resto si sa, un Paese così religioso come il nostro (vostro), così rispettoso della vita e della morte, così attento e votato al rispetto del dolore, accetta ben volentieri che una madre scopra dalla TV che i suoi due figli sono stati ritrovati morti in un pozzo.

L’altra notizia agghiacciante, passata un po’ in sordina, riguarda la disonorevole Gabriella Carlucci, che anche se mi si accusa di sessismo, continuo a dire che andrebbe sodomizzata utilizzando ghiaia come lubrificante.

I fatti: dopo il sistematico attacco alla libertà di opinione perpetrato da parte di Vaticano e Istituzioni Laiche contro gli eroi firmatari della famosa lettera al Rettore dell’Università “La Sapienza” (di cui si è già parlato ampiamente in questo blog), dopo le vicende che hanno visto l’indegna e insulsa sospensione di Luciano Maiani e successiva riconferma alla presidenza del CNR, le illazioni e le calunnie non sono purtroppo ancora finite.

Questa volta la protagonista di tanto squallore, che non ha mancato di coprirsi (e di coprirci) di ridicolo davanti al mondo, è appunto la squallida Gabriella Carlucci, che con una lettera indirizzata a Prodi ha cercato di calunniare contemporaneamente Maiani e Glashow. Riporto la lettera e commento, ma vi prego di immaginarmi mentre rido, mi piscio, cago, e rutto contemporaneamente nel leggere queste righe, ed infine cerco di pulire i miei umori con le pagine su cui sono scritte:

“Nel proporlo alla Presidenza del CNR Luciano Maiani è stato definito fisico di alto profilo dotato di grandi capacità manageriali.”
Infatti Luciano Maiani è uno dei Fisici più quotati, importanti e capaci al Mondo, e ciò è provato dalle sue numerose scoperte e collaborazioni. Degno erede della Scuola di Enrico Fermi, ha tenuto alta la Bandiera Italiana nonostante la ricerca, in Italia, venga continuamente osteggiata. Stupisce la capacità di dare contributi fondamentali alla fisica da parte dei ricercatori Italiani costantemente offesi, schiavizzati, costretti all’esilio volontario per sottrarsi al ludibrio e alla gogna pubblica; Maiani fra questi è senza dubbio uno dei più grandi, assieme a Cabibbo, Parisi, Petronio, Altarelli, ecc. Dal punto di vista delle capacità manageriali, ricordo che Maiani è direttore del CERN dal 1997, che mi pare una credenziale sufficientemente valida. Mi sento di confermare la “definizione”.
Niente di più falso.”
AHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAH!
“Maiani nel 1969 ha avuto la fortuna…”
o forse il merito?
“…di lavorare per un semestre ad Harvard con Sheldon Glashow (Premio Nobel per la Fisica nel 1979) con i quale pubblicò l’unico suo lavoro degno di interesse…”
falso: Maiani ha dato un contributo fondamentale al lavoro per il quale il fisico Glashow ha vinto il Nobel, riconosciuto da tutta la comunità scientifica ed in particolare dallo stesso Glashow, e la sua collaborazione non ha niente a che vedere con la fortuna; inoltre non è l’unico lavoro di interesse: Maiani lavora tutt’ora ed ha lavorato per 40 anni su tematiche di fisica di frontiera, spesso proponendo soluzioni considerate tutt’ora fondamentali; oggi uno dei professori di fisica di Southampton, parlando appunto del meccanismo GIM (Glashow-Ilioupoulos-Maiani) si è letteralmente vantato di aver avuto l’onore di scrivere 2 articoli con Maiani, e in una conversazione privata lo stesso gli avrebbe rivelato che lavorava all’estensione alle 3 generazioni di quark ben 2 anni prima che Kobaiashi e Maskawa proponessero l’articolo che è attualmente candidato al Nobel, questo per chiarirne il valore intellettuale.

“Lavoro che firmò ma che chiaramente non capì visto che nel 1974 lo rinnegò pubblicando un altro lavoro (nota bene: insieme a Cabibbo, Parisi e Petronzio) dove confusero particelle elementari di proprietà fisiche diverse.”
Questa affermazione merita una minzione speciale, nel senso che bisognerebbe pisciare in testa chi ha avuto il coraggio di scrivere queste cretinate. Purtroppo non è possibile entrare nel dettaglio della puttanata suddetta, perché c’è un minimo di aderenza (stravolta nei contenuti) con ciò che successe veramente. Questa gallina senza cervello, si riferisce alle pubblicazioni legate alla scoperta della risonanza J/psi (nota come “Quarkonio”, e capite che quando mi si cita a sproposito, soprattutto se lo fa la Carlucci, mi girano le balle). Tale risonanza mostrava un comportamento anomalo rispetto a ciò che ci si aspettava con le conoscenze dell’epoca (dovuto ad una particella scoperta in tale occasione ai BNL, e guarda caso teorizzata da… Maiani), che mise in scacco la Fisica Teorica Mondiale, e le tante teorie (non corrette) che tentarono di spiegare tale anomalia sono sintomatiche della difficoltà del problema, e non dell’incapacità di chi le ha proposte: la Scienza procede da sempre per prove ed errori. Non commento la frase “dove confusero particelle elementari di proprietà fisiche diverse” per due motivi: il primo è che un po’ mi vergogno per Carlucci, ed il secondo è che non significa nulla.
“Successivamente Glashow addirittura si oppose a che Maiani ottenesse un posto di ruolo al CERN poiché manifestamente non aveva capito una teoria di cui era autore. Cosa, questa, estremamente ridicola.”
Di ridicolo c’è solo quanto Carlucci afferma in questa frase. Glashow non si oppose, ma espresse il suo parere, e non certo perché “Maiani non aveva capito una teoria di cui era autore”.
“Tutto questo creò un notevole danno di immagine alla Fisica italiana e alla tanto pubblicizzata scuola romana della Sapienza: i famosi “eredi di Fermi” che ancora non hanno prodotto nulla di scientificamente rilevante…”
A parte il meccanismo GIM (che ha consegnato un Nobel), la matrice di Cabibbo-Kobaiashi-Makawa (pubblicazione candidata al Nobel), le equazioni di Altarelli-Parisi (pubblicazione candidata al Nobel, con più di 4000 citazioni, che per la fisica teorica delle alte energie è uno sproposito), che ci permettono di girare a testa alta per i corridoi delle Scuole di Fisica di tutto il mondo, e tante altre cose molto importanti che in ogni caso Carlucci e la sua faccia da culo (e viceversa) non potrebbe capire.
“…ma che sono molto abili nel procurarsi posizioni di potere: Cabibbo è stato Presidente dell’INFN e dell’ENEA, Petronzio è l’attuale Presidente dell’INFN, Parisi ha presieduto il Comitato di Alta Consulenza che ha portato Maiani alla Presidenza del CNR.”
La abilità di procurarsi tali “posizioni di potere” si riassume in un concetto: qualifica. Chi dovrebbe occuparle quelle posizioni? Carlucci? Lei dovrebbe occupare ben altre posizioni!*

*Vorrei tanto non parlare di sesso in relazione alla Carlucci, ma se le togliamo il sesso muore di fame: non può più pagarsi le rate.

“Maiani è stato Presidente dell’INFN e Direttore del CERN provocando danni devastanti ad entrambe le istituzioni. Particolarmente critica fu la sua gestione del CERN come è dimostrato da numerosi documenti (si veda, per esempio, Nature del 4 ottobre e dell’11 ottobre 2001).”
Eh, sì, li ha procurati Maiani i danni a queste due istituzioni, e non i TAGLI MOSTRUOSI AI FONDI DEDICATI ALLA RICERCA degli ultimi anni…
“Letizia Moratti, allora Ministro della Ricerca, riuscì a risolvere la crisi e impedì una bruttissima figura all’Italia. Da ricordare che Parisi e Petronzio manifestavano nelle piazze italiane contro la Moratti proprio mentre lei si impegnava a salvare la faccia (e non solo) al loro sodale Maiani.”
Letizia Moratti in quegli anni, si impegnava duramente a devastare l’Istituzione Scuola in Italia: non ha mai risolto alcuna crisi, e anzi, ha prodotto una crisi istituzionale con iniziative amene come la precarizzazione della ricerca e applicando concetti assurdi come la “flessibilità del lavoro” nell’Università ha messo in ginocchio un settore culturale, sociale ed economico. Ha ricoperto la ricerca italiana di vergogna davanti al mondo, e l’Università è insorta unanime contro questi maiali della politica che hanno portato l’Italia sull’orlo del baratro in cui vacilla da qualche anno: Parisi, Petronzio, ecc, sono solo gocce (importanti) nel mare della protesta universitaria.
“Tutto questo non potrà essere dimenticato.”
Purtroppo invece, grazie al fatto che possedete i media, siete riusciti a lavare il cervello degli italiani che hanno dimenticato i danni che avete fatto. Che vi possa venire uno sfogo genitale cronico!
“Sarebbe pertanto utile per il bene di tutti e, soprattutto, del CNR che Maiani facesse un passo indietro. Invito anche i colleghi della Commissione Cultura del centrosinistra ad informarsi meglio prima di esprimere giudizi non basati sui fatti e chiaramente in malafede. Questo invito è inoltre particolarmente rivolto al Sottosegretario Luciano Modica.”
Oppure sarebbe meglio che Gabriella Carlucci evitasse di coprirci di ridicolo davanti al mondo intero solo per avere un po’ di risonanza mediatica e diffondere notizie false, infondate, e calunniose; per il bene di tutti, chiaramente.

Uno dei problemi di fondo, come cercavo di sottolineare qualche giorno fa in un altro post, è che la massificazione della cultura, ha reso le persone che già erano ignoranti anche poco disposte ad essere “educate culturalmente” (o ad educarsi culturalmente, in quanto tale processo sottende sia una componente attiva che passiva, mentre Carlucci sottende solo la componente passiva…); non solo, tale ignoranza è diventata anche arrogante, e forte di uno spazio mediatico di cui la Cultura non può usufruire.

Nei giorni successivi c’è stata fortunatamente la replica di Glashow che ha letteralmente ricoperto di Nutella anale questa mezza-donna, in questa occasione però non c’era nessuna corsia preferenziale in cui scappare dopo l’incidente*.

* Da Wikipedia: “Il 26 ottobre 2001 alla guida del suo Porsche mentre era al cellulare non ha rispettato uno stop, causando un incidente stradale. Non fermandosi per la costatazione, scappò sulla corsia preferenziale.” L’incidente è documentato da un articolo del Corriere della Sera.

Purtroppo non ho più parole da aggiungere, in quanto sono ancora shockato dal senso di ridicolo che, dopo aver letto questo scempio intellettuale, non so più se augurarmi che la Società in cui viviamo imploda in se stessa o che un miracolo ci salvi dal marciume dei nostri tempi.

La sposa e la rosa

Monday, February 25th, 2008

L’uomo si portò al bancone, con passo un po’ insicuro, malfermo.
Era stato a lungo consigliato… e alla fine si era deciso.
La campanella tintinnò cristallina, ed un commesso (alto, biondo, lunga coda) apparve da una porticina, per affacciarsi rapidamente dietro al banco.
“Desidera, signore?”
“Ecco… io vorrei se possibile solo dare un’occhiata al catalogo…”
“Certo, prego, faccia pure.”
E rapidamente aggiunse:
“ e se le dovesse servire un consiglio, non esiti a chiedere. Ricordi che anche noi dipendenti ci serviamo presso l’azienda… penso che questa sia garanzia di qualità…”
Un sorriso, ammiccante, da uomo a uomo.
“Ehr… va bene, lo terrò presente.”
Sfogliava il catalogo, ma sembrava non esserci traccia del parametro a cui era effettivamente interessato. Bionde, more, rosse, occhi verdi, neri, grandi, piccoli, orientali, mulatte, bianche-irlandesi, compite, eleganti, raffinate, educate, sboccate, volgari, aggressive, dominanti, dominate, sessualmente attive e passive, tendenti alla felicità e alla tristezza, nevrotiche, calme, silenziose, squillanti, esperte, ingenue, colte, ignoranti, sincere, insincere…
Ma non era una buona parametrizzazione: lui cercava qualcos’altro.
Eppure gli avevano detto che lì avrebbe potuto trovare ciò che avrebbe voluto.
“La vedo in difficoltà… le ripeto, non esisti a chiedere qualche consiglio…”
“ehm… sì, grazie… sa qual è il punto? Che non capisco questa parametrizzazione.”
Il commesso, accigliato, si accostò all’uomo e buttò gli occhi fra le pagine del catalogo.
“Non si preoccupi, le do subito una mano: che c’è da capire? Mi dica pure la sua perplessità!”
“Ecco… semplicemente… non capisco come funziona. Che ne so, non capisco proprio come scegliere in base a questi parametri.”
“Bhè, per me è stato piuttosto facile scegliere. Ad esempio, la mia è rossa, alta, occhi verdi, sessualmente fantasiosa ma dominata, gambe lunghe, un po’ in carne. Poi, mi faccia pensare… ah ecco, avevo chiesto esplicitamente che fosse parsimoniosa, e poi anche che sapesse cucinare: quello non deve mai mancare, si ricordi. Donna dilettante, usala come amante…”
L’uomo rimase un po’ scosso dalle parole del commesso.
“Ma, va bene, perfetto, ho capito. Ma supponga che io non sia interessato a questi aspetti…”
Il commesso gli buttò su uno sguardo che lo scombinò: si sentì un po’ strano, quasi pazzo.
“Ripeto, supponiamo che io sia interessato ad altri aspetti: come faccio a chiederne una brava, tranquilla, che mi accetti per come sono, e che voglia dividere i suoi giorni con me.”
Il commesso trattenne visibilmente una risata.
Gli puntò gli occhi addosso, e si avvicinò, come un animale che punta una preda ingenua, come un serpente che sta per iniettare il suo veleno paralizzante.
“Mi scusi se le parlo in franchezza: ma che se ne fa di una donna che voglia dividere i suoi giorni con lei?”
Quella domanda lo spiazzò: che se ne faceva di una donna?
A parte le funzioni biologiche, riproduzione e compagnia cantante. A parte il sesso, cosa lo spingeva ad aver bisogno di una donna? Una compagna con cui dividere i propri giorni…
L’unica immagine che gli venne in mente, fu la seguente: in una sedia a dondolo, una campagna, vecchio, solo.
Forse era solo paura, la sua, paura di rimanere solo. Questo lo spingeva ad avere una compagna.
Ma non poteva ammettere questo, parlarne tranquillamente col commesso. Non poteva, si sentiva ridicolo. L’uomo dietro al banco interruppe il silenzio:
“Non c’è bisogno che mi risponda, perché in ogni caso non esiste la parametrizzazione che lei propone: nessuna donna accetta un uomo per quello che è, né vuole dividere i suoi giorni con lui, inoltre non so cosa intenda lei per brava o tranquilla. So io cosa ci vuole per lei: sessualmente attiva, aggressiva, ignorante, rossa, alta, occhi verdi, formosa, taciturna…”
L’uomo probabilmente fece una visibile smorfia, perché il commesso tentennò.
Però aggiunse, imperterrito:
“Ascolti, conosco la materia, so di cosa parlo, sono stato con numerose donne, ho avuto molte esperienze, e le assicuro che non esiste ciò che cerca lei…”
“Bhè, se non esiste, allora, non sono interessato al prodotto… mi pare semplice…”
Lo disse con una punta di dispiacere, e con la famosa paura di essere solo.
“No, forza non faccia così: insomma, pensi, ragioni col cervello… ho visto altri come lei venire qui, eh! Non pensi che non so di cosa parlo… cioè, non proprio come lei ma… insomma, vabbè ci siamo capiti. Ho capito l’errore che fa lei, mi creda. Lo facevo anch’io: lei pensa ad una donna come qualcosa di più di un veicolo attraverso cui scambiare i suoi fluidi, o passatempo in genere. Mi creda, è l’errore peggiore che si può commettere. L’ho commesso anch’io in passato, l’abbiamo commesso tutti! E più volte! Lo si commette con la prima, con la seconda, con la terza… poi basta, si cresce, no?”
“No, io evidentemente non cresco.”
“Suvvia! Ha di fronte un catalogo di tutto rispetto! Forza, si lasci andare… guardi questa che seni che ha!”
“Ma che me ne farei dei seni, se dopo due mesi non mi amasse più?!”
“Come? Non capisco la sua perplessità.”
“Se io arrivassi ad innamorarmi di lei, e lei mi abbandonasse… che c’è da capire? Non le sembra chiara come perplessità?”
“Certo, ma perché mai dovrebbe innamorarsi?”
“Io… ne sento il bisogno. Sento di aver bisogno di dedicarmi a qualcuno che corrisponda la mia dedizione.”
Ormai il commesso lo guardava come un pazzo, uno psicopatico fuggito dal manicomio.
“Senta un po’, smettiamo di fingere: le serve una cuoca?, le serve una schiava?, le serve una padrona? Mi dica cosa le serve, e sono sicuro che sapremo soddisfarla.”
“Vorrei solo… ah, lasci perdere, non fa nulla.”
“No, prego, mi dica, cosa vuole?”
“Vorrei una donna… vorrei una donna i cui occhi mi comunicassero il suo amore…”
“Perfetto! questo è facile da parametrizzare: la vuole insincera!”
Sarebbe stato mai possibile spiegare a questo commesso che… insomma, sì… che ciò che chiedeva era una cosa molto più normale di quello che stava emergendo da quello scambio?
Alla fine ciò che desiderava era amare ed essere amato.
“Desidero amare ed essere amato.”
“Non potrebbe essere più preciso?”
“Ma ora mi dica come potrei essere più preciso di così: desidero una donna che si lasci amare e che mi ami a sua volta!”
“Intende carnalmente? Perfetto! Come le dicevo prima, le serve qualcuna sessualmente attiva, ma non aggressiva… vede che ci siamo?!”
Desiderava ucciderlo.
Sì, desiderava uccidere quell’uomo.
Era manifestazione dello scollamento totale imprescindibile tra il suo modo di pensare, e ciò che gli stava attorno.
Quest’uomo biondo, con questa coda, con quest’aria supponente, sembrava proprio la dimostrazione empirica che ciò che chiedeva non esisteva.
Si sentì solo, e sentì freddo.
Uscì dal negozio “Moglie & Buoi”, e lento si incamminò verso la fioraia, all’angolo, osservando fugacemente i bouquet.
Vide una ragazza, dai modi gentili, con lieve sorriso, che con occhio attento sceglieva i vasi vuoti impilati vicino all’uscio.
Comprò una rosa, gliela donò. La ragazza sorrise, e lui ricambiò il sorriso e se ne andò.

Voci

Monday, February 25th, 2008

E quelle voci non gli avrebbero detto come vivere, mangiare, stare composto a tavola, e neppure gli avrebbero detto le cose base della vita, come tirar freccette contro un quadro rappresentante l’Africa. Gli avrebbero forse detto come cosa dove mangiare? Gli avrebbero narrato le favole prima di dormire? No, le voci disturbano e basta.
Uno una volta lo chiamò così forte per strada, lo chiamò che quasi sobbalzò ed era certocertocerto fosse la voce di quel suo amico, quel suo amico morto, quel suo amico morto che l’aveva visto, morto.
Ma le voci erano di morti? No, erano solo nella sua testa, come quando di notte stai per prendere sonno, sonno, sei sul punto di dormire, sei lì che hai già chiuso gli occhi, e li senti che discutono. Discutono di cose poco serie, evidentemente, come sempre, ma discutono, e non sembrano nemmeno lontani. Sono chiaramente nella stanza, mentre discutono.
Cogli solo qualche frase, perché è chiaro, non puoi udirli sempre, ma se stai bene attento, attento alle situazioni particolari, proprio quando la tua mente vaga, riesci a sentirle. Ogni tanto qualcuna ha anche detto il mio nome, perché è tutto uno scherzo della mente, no? È uno scherzo della mente, che dice il nome, sei tu che chiami te stesso.
Lo fa così, perché la mente gioca scherzi, come quando senti odori o hai sensazioni, o i dejacosi, non so come si chiamano, ma rivedi una scena che hai la certezza di aver già vissuto.
Il problema è che a me è capitato, e io l’avevo sognato, ho la certezza di averlo sognato, e non scherzo con queste cose, sono una persona seria seria serissima, ho il posto in banca, o agrimensore, o qualcosa di vicino, e non scherzo. Avevo già sognato spesso cose che sono capitate, ricordo i sogni, lo ricordo, ricordo di averne parlato. Questo non è spiegabile come un gioco del cervello. O forse è tutto un gioco del cervello, sono tutti giochi, finché non si riuscirà ad avere accesso alle conoscenze, a ciò che oggi ci è precluso. Il punto è che le persone sono semplicemente spaventate dall’affermare ciò, ma sono cose normali. È normale la paura, è normale, se non si conosce, aver paura di qualcosa, ma è anche normale capire che ciò di cui si ha paura è normale.
No?
E fra la veglia e il sonno cerco di capire un po’ di me, un po’ delle cose che mi circondano, con ciò che ho da fare domani, con ciò che avrò presto da fare, sempre più cose, sempre più sfide, non ce la faccio, o forse sì, come sempre ce la farò, anche se sono sempre più stanco. Non mi farebbe paura il mio passato, se avessi qualcosa a distrarmi, se avessi una mano che mi stringe, la notte, se avessi qualcosa che mi scalda il cuore, se avessi qualcosa che allontana i pensieri, se avessi motivi per esistere, se avessi meno voglia di sparire, se avessi più voglia di giocare, continuare, studiare, scoprire, scherzare, meno voglia, più voglia, non basta mai la voglia.
Mi faccio carico di tutto ciò che sono stato, e questo mi porta a provare un’immensa vergogna: mi vergogno per ciò che sono, nella mia totalità, ed ogni mia buona azione non cancellerà la vergogna, la vergogna ed i riflessi di vergogna che vedo allo specchio, la stagnante luce di vergogna negli occhi, la vergogna di non aver capito ciò che mi succedeva intorno mentre perdevo le certezze.
La vergogna di essere crollato assieme al ponte, mentre attraversavo il fiume.
La vergogna di essere stato trascinato da quelle acque, lontano da com’ero.
La vergogna di essermi perso, e non sapere più come tornare.
La vergogna di aver pianto così tanto, da aver aumentato il volume dell’acqua di quel fiume che mi ha trascinato via.
La vergogna di aver disimparato a nuotare.
La vergogna di non riuscire più a dormire, la notte, da solo.
La vergogna di sentirmi solo.
La vergogna di non sapere più cosa sono, e non sapere cosa sarò.
Il malessere che mi avvolge e che avvolge le cose che mi circondano, la paura ed il terrore per il futuro, nella consapevolezza della caducità del presente.
E non credo a chi mi dice che è meglio così, non credo a chi mi dice di vivere la mia vita man mano che succede.
Ma non perché non ci riesco, bensì perché il presente è eterno.

Rottura di simmetria

Tuesday, February 19th, 2008

Quest’anno capiterà un evento di un’importanza inaudita, per quanto riguarda la comprensione della Natura: verrà acceso l’acceleratore LHC, e io ho la fortuna di essere una delle persone che si occupano, anche se in piccolo, di una parte della fenomenologia, in principio, osservabile alle energie in gioco (mostruosamente elevate, le più alte mai raggiunte sulla Terra; letteralmente energie che non appartengono al “mondo per come lo conosciamo noi”).

Perché è un evento di un’importanza enorme? Perché tanta enfasi? Vediamo di capirlo insieme.

Al giorno d’oggi, attraverso un quadro d’insieme delle Forze della Natura, riusciamo a catalogare in modo particolarmente semplice tre tipi di forze: la forza Gravitazionale, quella Elettro-debole, e quella Nucleare Forte.

Il modello comunemente accettato della fisica delle particelle, prende il nome di Modello Standard, e descrive con precisione (definita dagli addetti ai lavori “frustrante”, a causa dello straordinario accordo che il suddetto modello manifesta rispetto ai test di precisione sperimentali) la quasi totalità della fenomenologia osservata nel campo delle Alte Energie.

Eppure, questo modello, a parte sottendere alcuni aspetti della Natura completamente misteriosi come i rapporti tra quantità conservate ed il numero di generazioni di particelle conosciuto (3 generazioni di 4 “tipi” di particelle differenti, e le rispettive antiparticelle, che da sole spiegano tutta la fenomenologia ad oggi osservata) ed altre questioni aperte più tecniche, presenta un grosso problema.

La teoria è sorretta, per quanto si sa oggi, dall’ipotetica esistenza di una particella, nota come “bosone di Higgs”, che compare naturalmente quando viene strutturato il formalismo attraverso un meccanismo che si chiama “rottura di simmetria”, ma tale particella non è stata ancora osservata.

In cosa consiste la “rottura della simmetria”?

L’esempio più semplice che mi viene in mente, è quello in cui una tavola perfettamente tonda, simmetrica, ospita un gruppo di persone, di cui ognuna seduta equidistantemente dai propri vicini di posto, ed ognuna ha sia alla propria destra che alla propria sinistra un bicchiere, ed è da questi due equidistante. Una situazione perfettamente simmetrica; basterà allora che uno solo dei convitati spinto dalla sete si decida ad afferrare uno dei due bicchieri (indipendentemente quello di destra o di sinistra) e tutti i convitati dovranno preferire il proprio bicchiere in funzione di tale scelta.

Se Paolo è mancino e beve dal bicchiere alla sua sinistra, automaticamente ognuno degli invitati sceglierà, spontaneamente, il bicchiere alla propria sinistra, con l’unica ragione preferenziale che c’è stato un meccanismo di rottura spostaneo della simmetria dovuto alla scelta iniziale di Paolo.

Quando questo esempio viene trasposto al caso della Natura, tutto si fa chiaramente molto più complesso: talmente complesso che è attraverso un meccanismo di questo tipo che vengono generate le masse delle varie particelle del Modello Standard attraverso una interazione col bosone di Higgs.

Da un lato abbiamo una teoria completa, consistente con la quasi totalità della fenomenologia conosciuta, per giustificare la quale però abbiamo un tassello mancante che lascia la Fisica delle Particelle nello sgomento.

Nel caso in cui la particella di Higgs non fosse osservata, chiaramente non tutto è perduto! ci si aspetta comunque che l’LHC, lavorando ad energie fin’ora mai “osate” dall’uomo, sveli una fenomenologia ancora sconosciuta che apra lo studio fenomenologico verso il campo della fisica conosciuto col nome di “Oltre il Modello Standard”.

In questo senso, quest’anno avverrà una rivoluzione Scientifica (una delle più importanti di questo secolo), che in qualsiasi direzione si vada arricchirà il modo di vedere la Fisica che si è avuto fino ad oggi.

Amen – Baustelle

Monday, February 18th, 2008

Segnalo un disco incredibile, che mi ha stupito sin dal primo ascolto, ovvero “Amen”, dei Baustelle.

I Baustelle sono sempre stati un gruppo maturo, sin dal primo album, dall’eccellente gusto musicale. Secondo me però questo disco ha una marcia in più per quanto riguarda i testi, che non sono semplicemente belli, ma sono gioielli di lirismo.

Invito quindi all’ascolto attento, con enfasi particolare su canzoni come: “Il liberismo ha i giorni contati”, “L’aeroplano”, “L”, “Antropophagus”, “Alfredo”, “La vita va”, “Andarsene così”.

Sto ascoltandolo senza sosta da tre giorni e sono letteralmente affascinato da questo prodotto musicale.

“Vede la fine in me che vendo
dischi in questo modo orrendo.”
Il liberismo ha i giorni contati – Baustelle

Cantico dell’insonne

Monday, February 18th, 2008

<meta content="OpenOffice.org 2.3 (Unix)" name="GENERATOR" /><br /> <style type="text/css"><!-- @page { size: 21cm 29.7cm; margin: 2cm } P { margin-bottom: 0.21cm } --> </style> <p style="margin-bottom: 0cm">La vita mia che scorre ormai a rilento,<br /> che mi sovviene di paragonare<br /> a un rivolo stentato nell’argento</p> <p>di un’aspra e triste luna a rischiarare,<br /> eppure ha rivelato cose belle<br /> che il cuore mio freme nel ricordare;</p> <p style="margin-bottom: 0cm">ma solo il riferirmi, adesso, a quelle,<br /> mi duole, come duole una ferita,<br /> ché s’anco il guardo posa sulle stelle</p> <p style="margin-bottom: 0cm">per un fugace istante, torna a vita<br /> reale e triste in quello successivo.<br /> Ormai la sera d’ieri è già fuggita</p> <p style="margin-bottom: 0cm">e si affaccia il diman, ed io tardivo<br /> m’appresto a un breve sonno senza sogni<br /> che non m’è più permesso. Perciò scrivo</p> <p style="margin-bottom: 0cm">in rime senza senso i miei bisogni<br /> ché questa è per cantare la mia sera,<br /> o forse è il fatto che io il sonno agogni</p> <p style="margin-bottom: 0cm">che rende la mia anima più nera<br /> e stanca di esser nera per le cose<br /> che fanno stanca la mia vita intera,</p> <p style="margin-bottom: 0cm">ché non so neanche quali son le pose<br /> da mantenere nel d’essere modo<br /> che renda le faccende mie destrose.</p> <p style="margin-bottom: 0cm">E accumulo fino alla notte e esplodo<br /> nel mio dolore insonne senza pace<br /> e cerco la mia calma e un poco godo</p> <p style="margin-bottom: 0cm">al suon della mia mente, e tutto tace<br /> intorno, eccetto un breve passo incerto<br /> che fuor dalla mia porta già tenace</p> <p style="margin-bottom: 0cm">cresce fino a tradirsi in un più corto<br /> tentennamento, e cede e piano muore<br /> per, al silenzio, avere fatto torto.</p> <p style="margin-bottom: 0cm">E torna, del silenzio, il suo tepore<br /> che avvolge tutto quanto come coltre<br /> come ultima risorsa per l’amore</p> <p style="margin-bottom: 0cm">verso la lunga notte, e ancora oltre<br /> verso quel giorno lento ad apparire,<br /> che di giornate ne ha scandite altre</p> <p style="margin-bottom: 0cm">e tante ormai, che non ho più l’ardire<br /> di far di conto di quanto i miei occhi<br /> hanno vegliato invece che dormire.</p> <p style="margin-bottom: 0cm">Che sia perché mi mancano gli sbocchi<br /> che l’intelletto umano sempre cerca?<br /> O che non senta delle ore i tocchi,</p> <p style="margin-bottom: 0cm">perché distratto, e sempre alla ricerca<br /> di nuove soluzioni, perché mesta<br /> non sia la rotta in questa triste barca</p> <p style="margin-bottom: 0cm">che mi trascina ovunque senza sosta?<br /> O forse ché il mio amore per l’oscuro<br /> accende in ogni notte la mia testa?</p> <p style="margin-bottom: 0cm">In ogni caso io non me ne curo,<br /> ed anzi cerco sempre, quando posso,<br /> di viver, quando il sonno pare duro,</p> <p style="margin-bottom: 0cm">questa mia veglia come un dono grosso,<br /> ché s’anche la mia mente soffre stanca,<br /> e come preda che caduta in fosso</p> <p style="margin-bottom: 0cm">orribilmente stenta e affanna e arranca,<br /> è sempre meno preda del dolore<br /> e d’uso e d’abitudine non manca.</p> <p style="margin-bottom: 0cm">Il tutto è superar le prime ore,<br /> per occupar le quali sono grato<br /> ad ogni suono che si fa tutore</p> <p style="margin-bottom: 0cm">della mia veglia, e un poco disperato<br /> e un poco avvezzo a questo mio sentire<br /> mi lascio andare e soffio un vinto fiato.</p> <p style="margin-bottom: 0cm">Un poco invidio quei che sanno uscire<br /> dalla prigione delle membra, in sonno,<br /> e viver della mente il divenire</p> <p style="margin-bottom: 0cm">e della mente i giochi, e spesso fanno<br /> di questo loro dono un uso ingordo,<br /> mentre Morfeo con me fu già tiranno,</p> <p style="margin-bottom: 0cm">e alle esauste richieste sempre sordo,<br /> seppur non chiesi mai un sonno profondo<br /> né verso i turpi sogni fui codardo.</p> <p style="margin-bottom: 0cm">Così mi guardo intorno nel mio mondo<br /> e penso alla fortuna che hanno i molti,<br /> a tangere del dolce buio il fondo.</p> <p style="margin-bottom: 0cm">Vigliacco chi li reputa già stolti<br /> pel solo fatto che dormiron troppo!<br /> Uomo che mai provò che fosser tolti</p> <p style="margin-bottom: 0cm">i dolci sonni, e che non sa del groppo<br /> che la gola riarsa del vegliante<br /> a deglutirlo trova sempre intoppo!</p> <p style="margin-bottom: 0cm">Questa beata gente è a me distante<br /> ché le nubi del sonno non dan tregua<br /> all’alma mia che mai sarà sognante.</p> <p style="margin-bottom: 0cm">E l’usignuol notturno si dilegua:<br /> già si continua a udirne il dolce canto<br /> prima che il giorno questa notte segua…</p> <p style="margin-bottom: 0cm">…ed io che faccio della notte un vanto<br /> e canto come lui fra cupi rami,<br /> mi lascio ricoprir da questo manto</p> <p style="margin-bottom: 0cm">e come il primo raggio luce chiami<br /> un grande e forte impulso adesso sento:<br /> dormire, come chi quel sonno l’ami.</p> </div> <p class="postmetadata"> Posted in <a href="http://www.caddozzone.net/quarkonio/?cat=8" title="View all posts in Gruppi di Simmetrie" rel="category">Gruppi di Simmetrie</a> | <a href="http://www.caddozzone.net/quarkonio/?p=137#comments" title="Comment on Cantico dell’insonne">4 Comments »</a></p> </div> <div class="post-136 post hentry category-neutrini"> <h3 id="post-136"><a href="http://www.caddozzone.net/quarkonio/?p=136" rel="bookmark" title="Permanent Link to Super Alessio Bros">Super Alessio Bros</a></h3> <small>Monday, February 18th, 2008</small> <div class="entry"> <p>Con piacere, comunico la vittoria di un mio compaesano alla manifestazione Sottosuoni, nota gara musicale che ha luogo quasi ogni anno in Terra Sarda.</p> <p>Alessio, primo solista ad aver vinto un’edizione di Sottosuoni, ha stupito per la sua originalità, da grande amante della sperimentazione quale è, e per il suo raffinato gusto musicale.</p> <p>Col nome d’arte di “<a href="http://www.myspace.com/mynerdpride">Mynerdpride</a>“, armato del suo Game Boy (ha prodotto musica programmando la console portatile!) ha conquistato la vittoria.</p> <p>Complimenti!</p> <p>“Vede la fine in me che spendo<br /> soldi e tempo in un Nintendo!”<br /> Il liberismo ha i giorni contati – Baustelle</p> </div> <p class="postmetadata"> Posted in <a href="http://www.caddozzone.net/quarkonio/?cat=5" title="View all posts in Neutrini" rel="category">Neutrini</a> | <a href="http://www.caddozzone.net/quarkonio/?p=136#respond" title="Comment on Super Alessio Bros">No Comments »</a></p> </div> <div class="post-135 post hentry category-modello-standard"> <h3 id="post-135"><a href="http://www.caddozzone.net/quarkonio/?p=135" rel="bookmark" title="Permanent Link to Divulgazione, o dialogo sulla Casta degli Scienziati">Divulgazione, o dialogo sulla Casta degli Scienziati</a></h3> <small>Monday, February 18th, 2008</small> <div class="entry"> <p>Simplicio: Quarkonio, ho sentito dire in giro che lavori su problemi complicati di Scienza. Spiegameli!</p> <p>Quarkonio: caro Simplicio, non posso spiegarti i problemi su cui lavoro qui, su due piedi: se proprio desideri ne possiamo discutere in un altro momento.</p> <p>Simplicio: ecco! come volevasi dimostrare: vuoi uomini di Scienza siete sempre tanto avvezzi ai vostri problemi quanto sfuggevoli a spiegarli agli altri. Non ritenete le persone non-di-Scienza in grado di capire la Cosa.</p> <p>Quarkonio: non è questo il punto. I problemi su cui lavoro attualmente, hanno richiesto da parte mia uno sforzo di comprensione continuo ed assiduo, durato anni. Non parlo di risoluzione, ma mi riferisco al problema stesso: capire il problema costa fatica e tempo. E da come ti poni pare proprio che tu non voglia spendere nè fatica, nè tantomeno tempo in alcuno sforzo di comprensione.</p> <p>Simplicio: ancora il solito pedante argomento. Per conoscere ciò su cui tu lavori, o eletto, dovrei studiare una vita! Non trovi le parole per spiegarmi ciò su cui lavori? Dove sta la tua tanto profonda comprensione dell’argomento, se poi non riesci neppure a raccontare in poche parole il lavoro che fai per campare nella vita!</p> <p>Quarkonio: a parte che, caro Simplicio, ormai di Scienza si campa sempre meno, per via della forte precarietà e dei tagli che di anno in anno affliggono in modo sempre più nefasto questo ramo lavorativo; il problema fondamentale, che tu non vedi (giacché non sei abituato a scorgere problemi, neppure così banali), è che il problema scientifico si fa carico di un certo linguaggio e di un certo supporto concettuale, che sarei costretto ad usare per spiegarti il problema. Tu <strong>non possiedi il linguaggio della Scienza</strong>, e questo è il motivo per cui io non riesco a spiegarti il mio lavoro: il problema è tuo, e non mio.</p> <p>Simplicio: se tu non riesci a far qualcosa, continuo a non vedere come il problema possa essere mio…</p> <p>Quarkonio: allora mi spiegherò meglio. Quando tu cerchi di comunicare dei concetti utilizzi un linguaggio. Se dovessi comunicare un concetto ad uno straniero, utilizzando la tua lingua, saresti impossibilitato a farlo, e non perché tu non ne sei in grado, ma perché lui non conosce la tua lingua! C’è inoltre il grosso rischio che in quella lingua straniera non esistano le parole per descrivere i concetti che tu avresti necessità di spiegare. In quest’ottica, esiste un gruppo non così piccolo di scienziati e studiosi, che si prendono la briga di “imparare le lingue straniere” e di cercare di tradurre dei concetti di Scienza in linguaggi più poveri. Questo gruppo di persone prende il nome di Divulgatori.</p> <p>Simplicio: e perché non sento mai parlare di questi Divulgatori? perché la Scienza continua ad essere così lontana, nonostante il “grosso” lavoro di questi Divulgatori, che scendono dal trono disegnato dalla nostra società per la Scienza e vengono a comunicare il vostro operato tra noi, comuni mortali?</p> <p>Quarkonio: metti pure da parte il tono canzonatorio, Simplicio. Quella che stai cercando di dipingere come una “casta”, ha l’unico difetto di utilizzare dei concetti e dei mezzi espressivi nati in funzione della fenomenologia che la Natura ci mette a disposizione. Per il resto nella quasi totalità dei casi è un gruppo di persone con lavori a contratto, sottopagati, impossibilitati a crearsi una famiglia o a coltivare una vita privata come “la conoscete voi”, e inoltre non fanno altro che lavorare come pazzi da mattina a sera, con l’unica soddisfazione di capire un po’ meglio la Natura. Per rispondere alla tua domanda, è presto detto: non c’è alcun interesse da parte tua nel capire realmente il nostro lavoro. C’è solo una vaga curiosità, senza una reale volontà di capire. Diversamente ti confronteresti con riviste di <a title="Le Scienze" href="http://lescienze.espresso.repubblica.it/">divulgazione scientifica esistenti</a>, e proveresti almeno ad introdurti al linguaggio scientifico. Ad un livello più profondo, invece, c’è un blocco di carattere più “politico” che disincentiva la nostra società ad occuparsi di Scienza, nonostante la vita di tutti i giorni ne sia impregnata. Pensa solo alla Scienza Informatica, o Medica: pensa alla loro importanza e agli interessi politico-economici che vi ruotano dietro…</p> <p>Simplicio: quindi mi vorresti far credere che ci sono interessi “occulti” che impediscono alla Scienza di essere conosciuta o di farsi conoscere, quando invece tu sei l’esempio lampante del contrario?! Alla mia banale domanda “di cosa ti occupi?”, si va avanti qui a parlare senza che tu mi abbia ancora risposto…</p> <p>Quarkonio: vuoi capire che l’unico motivo per cui <strong>non perdo tempo a risponderti è che non capiresti la risposta</strong>? Vuoi capire che non posso banalizzare il linguaggio della Natura, per sottometterla alla tua Ignoranza?</p> <p>Simplicio: piano con le offese, Quarkonio! Riconosco la mia ignoranza, e per questo ti chiedo di spiegarmi ciò di cui ti occupi. Ma tu non riesci, a quanto pare. Forse l’ignoranza è un male diffuso, anche fra gli scienziati! Oppure dillo pure che non sai nemmeno di cosa ti occupi…</p> <p>Quarkonio: benissimo. Io mi occupo di fenomenologia; la fenomenologia è la branca della Fisica che studia le manifestazioni fenomenologiche della Natura, ovvero come la natura si manifesta, viene osservata e si lascia osservare. E ti assicuro che non posso entrare più in dettaglio sull’argomento, senza che tu ti perda.</p> <p>Simplicio: apparentemente è molto banale ciò che fai. Vedi ciò che avviene in Natura. Studi questo.</p> <p>Quarkonio: no, Simplicio, non “vedo”, ma “osservo”. Nel linguaggio della scienza il concetto di “vedere” e quello di “osservare” sono ben distinti. Capisci quanto è sottile il linguaggio che utilizziamo?</p> <p>Simplicio: oddio… che differenza ci sarà mai tra “vedere” e “osservare” un certo fenomeno!</p> <p>Quarkonio: per spiegartelo dovremmo discutere di “misurabilità”, di “causalità”, e di concetti che richiederebbero ulteriori concatenazioni di spiegazioni, verso cui tu non sei neppure realmente interessato.</p> <p>Simplicio: chi ti dice che io non sia interessato? Ti faccio domande, sei tu che ti rifiuti di rispondere a queste!</p> <p>Quarkonio: se sei così interessato al mio lavoro, allora, perché non leggi le mie pubblicazioni? le trovi su Internet, nessuno sforzo, basta un click e le hai di fronte agli occhi. Le pubblicazioni sono strutturate in modo tale da presentare una prima parte introduttiva, chiamata “abstract” (estratto), in cui in pochissime parole viene presentato il contenuto del lavoro, in modo chiaro e conciso. Come vedi riusciamo ad esprimerci in poche parole o righe… verso chi ci sa capire!</p> <p>Simplicio: in questo modo non fai che ammettere che la Scienza non fa alcuno sforzo per farsi “capire”!</p> <p>Quarkonio: in realtà è proprio il contrario che avviene, cioè la “casta” degli scienziati perde spesso il suo tempo in manovre divulgative, spesso veramente raffinate, <a title="Zichicche!" href="http://www.vialattea.net/odifreddi/zichichi.htm">altre volte invece molto pedestri</a>. Non c’è sforzo alcuno invece nell’altro senso…</p> <p>Simplicio: sarà pur così, ma non mi hai convinto… io rimango sulle mie posizioni!</p> <p>Quarkonio: ecco, appunto…</p> </div> <p class="postmetadata"> Posted in <a href="http://www.caddozzone.net/quarkonio/?cat=4" title="View all posts in Modello Standard" rel="category">Modello Standard</a> | <a href="http://www.caddozzone.net/quarkonio/?p=135#comments" title="Comment on Divulgazione, o dialogo sulla Casta degli Scienziati">1 Comment »</a></p> </div> <div class="post-134 post hentry category-modello-standard"> <h3 id="post-134"><a href="http://www.caddozzone.net/quarkonio/?p=134" rel="bookmark" title="Permanent Link to Votare?">Votare?</a></h3> <small>Wednesday, February 6th, 2008</small> <div class="entry"> <p>Ho scoperto che in Italia è caduto il Governo: un po’ come scoprire, andando a pisciare la notte, che ti è stato amputato un coglione nel sonno.</p> <p>Niente riforma elettorale, ovvero Italia sull’orlo della guerra civile, ed elezioni ad Aprile, in modo che non ci sia nemmeno una parvenza formale di Democrazia.</p> <p>Le Istituzioni a pezzi, una grossa fetta di parlamento condannata in via definitiva, partiti* “arrestati” in blocco…</p> <blockquote><p>*Ho visto uno spezzone de “Il Parlamento in diretta” e mi è sembrato di scorgere Moira Orfei**… poi ho cambiato canale su “Una notte al circo” e mi è sembrato di scorgere Mastella vestito da clown… ho pensato ci fosse nel telecomando qualcosa che non andava, gli ho cambiato le pile, ecc. Sono riuscito a provare un po’ di sollievo solo quando le pile del telecomando me le sono messe in culo… così, tanto per pensare ad altro…</p> <blockquote><p>**Tra l’altro fantastica performance di Moira Orfei in “<a title="Cinema di serie Eccellenza" href="http://www.imdb.com/title/tt0057467/">Zorro contro Maciste</a>” di Umberto Lenzi, in cui un improbabile Ramon/Zorro (ma non si chiamava Don Diego della Vega?!) salva il Regno di Nogara in una spagna del 16esimo secolo, con il suo amico-nemico Maciste (eeeehhhh?!), con D’Annunzio che si rivolta nella tomba (tra l’altro era una delle sue perversione sessuali preferite) e dichiara dall’Aldilà che non inventerà mai più personaggi superumani cazzuti e maschilisti che facciano letteralmente il cazzo che vogliono con poteri soprannaturali (ci sono già le religioni per questo, anche lui ha ragione).</p></blockquote> </blockquote> <p>Prodi non stava Governando male, a mio parere, soprattutto dal punto di vista della Politica Economica; solo che quando il giocoliere lancia 40 birilli per aria, alla fine gli ricadono tutti addosso. Anche lui ha finito per rendersi, e confermarsi, ostaggio di tutti quegli interessi trasversali che stanno sventrando il nostro (un po’ più vostro che mio) Paese.</p> <p>E si combatte una lotta intestina a suon di “dichiarazioni deliranti”, come Veltroni che accusa “non si capisce chi” di aver perso un’occasione: tu, l’hai persa, <strong>coglione</strong>, e l’hai persa assieme ai tuoi compagni di merende perché mentre il tuo elettorato chiedeva norme di civiltà e di salvaguardia dello Stato Sociale tu andavi a braccetto coi pregiudicati firmando l’indulto, “apri il dialogo” verso una politica ambientale di devastazione del territorio e, fra le tante bassezze che non mi vengono in mente, stringi la mano a Berlusconi vaneggiando su un governo bipartisan dai “quindici punti in comune”*!</p> <blockquote><p>*Quindici punti da realizzare, secondo il Governo Berlusconi-Veltroni:</p> <ol> <li>Resuscitare Rosa Bossi, madre di Silvio Berlusconi (anche solo in termini statistici, ora come ora è pur sempre un voto in meno).</li> <li>Mettere in pratica una politica di salvaguardia della Famiglia ispirata alla <a title="Chiedimi pure gli alimenti, se hai il coraggio, TROIA!" href="http://www.corriere.it/cronache/08_febbraio_04/iran_due_sorelle_condannate_5fba43de-d33a-11dc-8916-0003ba99c667.shtml">Tradizione Islamica</a>, visto che quella Cattolica ha fallito (almeno questo è ciò che è successo in “casa” Casini… quanta caccofonia in questo post).</li> <li>Unire gli sforzi della Ricerca e dei Servizi Segreti, attraverso un delicato accordo tra CNR e SISDE, per portare alla luce la connessione apparentemente inesistente tra lo “<a href="http://www.corriere.it/scienze_e_tecnologie/08_febbraio_04/marte_smile_foto_e8b22860-d339-11dc-8916-0003ba99c667.shtml">smile</a>” apparso sul pianeta Marte e le BR.</li> <li>Far vincere tutti gli Italiani, contemporaneamente, al totocalcio, e tenere così l’inflazione al di sotto del 2%.</li> <li>Imporre l’utilizzo di un nuovo Sistema di Misurazione all’interno del palco Ariston, durante la settimana del Festival di Sanremo, in cui ogni misura fisica può essere espressa in termini di Gradi Farhenheit e Yarde.</li> <li>Organizzare una marcia su Roma. Di pinguini.</li> <li>Ottenere spazi mediatici che consentano ai politici di blaterare acronimi casuali pseudo-riferiti ad indici economici, e dire che alcuni si sono alzati e alcuni si sono abbassati, concludendo che è un segnale di ripresa per il Paese (forse questo punto è già stato realizzato…).</li> <li>Modificare i Patti Lateranensi, in modo da conferire al Papa il potere di sciogliere le Camere (così finalmente si formalizza una procedura già rodata).</li> <li>Far esplodere nuovamente la stazione di Bologna, convincendo questa volta gli Italiani che era soltanto un modo veloce per rifare l’intonaco alle pareti. E che quel cazzo di orologio era veramente kitsch.</li> <li>Proporre confronti mediatici fra i due leader (almeno uno a settimana), tali da sfociare sempre in alcuni famosi sketch dell’avanspettacolo, o mal che vada in alcune gag estrapolate dalla filmografia di Franco e Ciccio.</li> <li>Sdoganare il nazismo riscrivendo i libri di storia in modo che <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Maximilian_Kolbe">Padre Kolbe</a> venga dipinto come il personaggio di una barzelletta: “… C’è un inglese, un francese, e Padre Kolbe…”, ecc ecc.</li> <li>Bucare tutti i profilattici, in modo da incrementare il tasso di natalità del Paese. E se questo non dovesse bastare, bandire l’aborto. Veltroni si è già reso disponibile per partecipare ad uno spot antiabortista, la cui sceneggiatura sarebbe, secondo indiscrezioni, la seguente: Veltroni addenta un feto appena abortito, il quale dopo essere stato morso recita in tono compassato “Lettera ad un bambino mai nato” di <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Oriana_Fallaci">Oriana Fellatio</a> (voce narrante di Pino Insegna). Il feto è Berlusconi.</li> <li>Produrre una nuova riforma elettorale, in cui sarà eliminato il concetto stesso di “voto”.</li> <li>Inglobare lo stato di San Marino entro i confini di Giampiero Galeazzi.</li> <li>Perdurare in eterno.</li> </ol> </blockquote> <p>Non so più cosa pensare, se non che sono in ritardo con la documentazione per spostare la mia residenza anagrafica all’estero.</p> <p>Il referendum consultativo relativo alla nuova legge elettorale slitterà all’anno prossimo… come se ci fosse bisogno di consultare gli Italiani per fare una riforma della legge elettorale! vi votiamo per quello: per rappresentarci, occuparvene voi, e prendervi la responsabilità di fare un lavoro decente; se non lo sapete fare dovete levarvi dalle balle, in modo che si possa votare qualcuno che lo sappia fare e non <strong>sprecare denaro pubblico in referendum</strong>.<br /> Elezioni ad Aprile: ha senso comprarmi un biglietto per tornare in Italia <strong>apposta per questo</strong>?</p> <p>La risposta è “no”, ovviamente, perché senza riforma elettorale, il prossimo governo durerà meno di questo. Ma coglierò l’occasione per vedere i miei genitori, gli amici, e tutte le persone che non vedo da tanto e mi mancano.</p> <blockquote> <ol></ol> </blockquote> </div> <p class="postmetadata"> Posted in <a href="http://www.caddozzone.net/quarkonio/?cat=4" title="View all posts in Modello Standard" rel="category">Modello Standard</a> | <a href="http://www.caddozzone.net/quarkonio/?p=134#comments" title="Comment on Votare?">6 Comments »</a></p> </div> <div class="navigation"> <div class="alignleft"></div> <div class="alignright"></div> </div> </div> <div id="sidebar" role="complementary"> <ul> <li> <form method="get" id="searchform" action="http://www.caddozzone.net/quarkonio/"> <div><input type="text" value="" name="s" id="s" /> <input type="submit" id="searchsubmit" value="Search" /> </div> </form> </li> <!-- Author information is disabled per default. Uncomment and fill in your details if you want to use it. <li><h2>Author</h2> <p>A little something about you, the author. 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