Gabriella Carlucci si copre di ridicolo con una lettera aperta comparsa su Repubblica.
Leggiamola insieme, dai!
“Egregi Direttori,
contrariamente alla prassi vi scrivo una lettera cumulativa per contestare l’articolo di Emilio Carnevali, apparso su Repubblica e MicroMega, con all’oggetto la nomina di Luciano Maiani a presidente Cnr.
Naturalmente non contesto il diritto di Carnevali di scrivere quello che gli pare, contesto che debba gratuitamente ed inutilmente, fare lo spiritoso per sostenere le sue tesi.”
Quando si sostengono cretinate, è normale venir coperti di ridicolo: è nota da millenni l’esistenza di registri stilistici, ed è altrettanto noto che nella satira il registro elegiaco è predominante.
Quando qualche giorno fa Gabriella Carlucci stessa ha smerdato il livello della conversazione, rivolgendosi ad un premio Nobel con frasi del tipo: “… non dica bugie…”, ha dato liceità al tono canzonatorio con cui viene giustamente trattata dai commentatori.
“Quali siano i miei titoli per parlare di cultura, essendo io un Deputato della Repubblica, non lo stabilisce Carnevali, oppure, chiunque può contestare ad un Deputato il diritto d’intervenire in materia, ma valga per tutti.”
Più leggo questa frase e più penso che l’autrice non abbia alcuna padronanza della Lingua Italiana.
“Invece, consolidando una tradizione cara alla sinistra, sulla cultura ci sono figli e figliastri, per cui, sulla materia possono intervenire i soli noti, ovviamente accertato che siano della parrocchia giusta.”
Non è una tradizione cara alla sinistra (illazione priva di fondamento), ma è una tradizione cara al buon senso: io non capisco nulla di Macro-economia, quindi il mio buon senso mi impedisce di parlare di Macro-economia, ma non perché io sia un “figliastro” nella “famiglia” della Macro-economia… semplicemente perché direi solo baggianate! Se per “parrocchia giusta” si intende “qualcuno che sappia di cosa sta parlando”, effettivamente sì: è giusto che di certi argomenti parli solo chi li ha studiati e capiti.
“Per quanto mi riguarda confermo e non rinnego il mio curriculum professionale anzi ne vado fiera, tanto da continuare a fare il mio mestiere di conduttrice televisiva. Inoltre sono madre e moglie, dal 2001 anche Deputato, ho due lauree e una terza in arrivo, parlo e scrivo correntemente cinque lingue. Basta per parlare di cultura?”
Come il fatto di essere “madre e moglie” rientri fra le credenziali per “parlare di cultura” (come se volesse dire qualcosa) non lo capisco, e mi pare una bizzarria. Inoltre è chiaro che tra le 5 lingue che parla e scrive correntemente non vi sia l’Italiano: a parte le frasi sconclusionate, l’uso del minuscolo degli acronimi e casuale della punteggiatura, riflettete sul fatto che questa lettera aperta è indirizzata ad un giornale a tiratura nazionale… ma vi pare che sia un registro da tenere? contenutisticamente sembra scritta da un liceale male informato sui fatti.
“Sul caso Maiani voglio essere molto chiara.”
EVVEDIAMO UN PO’!
“Chi impedisce ad un altro di parlare è un fascista. Punto.”
Non mi pare che qualcuno abbia permesso a Luciano Maiani di replicare a tutte le puttanate che G. Carlucci sta dicendo sul suo conto; che succede?! Come mai le televisioni e i telegiornali non gli danno il giusto spazio mediatico?! Che ne è del suo diritto di replica?! Perché gli impediscono di parlare?! è questo forse fascismo?!
“Chi con l’esempio esaspera o giustifica atteggiamenti d’odio e intolleranza è un cattivo maestro.”
Chi oltre all’ “esempio” ci mette anche un pizzico di calunnie invece è un pezzo di merda. Inoltre Maiani non ha mai esasperato nè giustificato alcun atteggiamento di odio o intolleranza, come stanno cercando di agit-propagandare i criminali mediatici della Casa delle Libertà. La verità è ben diversa, come è stato chiarito già in questo blog.
“Quanto successo alla Sapienza è, per me, una vergogna intollerabile per una democrazia.”
Anche per me: 67 scienziati sono stati pubblicamente linciati per aver espresso il loro legittimo parere.
“La firma di Maiani sotto quella lettera, però, si ascrive tra i suoi diritti inviolabili [...]”
… ci mancherebbe che una persona non possa neppure manifestare il proprio pensiero…
“[...] e state tranquilli che finché avrò fiato difenderò il diritto di tutti di dire o scrivere cose che io non condivido.”
Proprio qui sta il punto: finché vengono attaccati i contenuti, sebbene G. Carlucci abbia già mostrato che riesce a coprirsi di merda da sola, parlando di cose che non conosce, nessuno si lamenta! Ci limitiamo a farci 4 risate, a riflettere su quanto si sia caduti in basso, ecc. Il problema è quando tali persone, dietro a tali parole illuminate, avviano interrogazioni parlamentari a risposta immediata, attuando un’INGERENZA POLITICA INTOLLERABILE in un campo che con la politica non ha niente a che vedere. Questo fenomeno non è “usufruire della propria libertà di parola”: è un tentativo da parte di una politica arrogante e ignorante di controllare e tenere a bada il pensiero scientifico; l’atto assolutamente arrogante è quello inoltre (non avendo mezzi propri per entrare in gioco nella materia) di tentare pedestremente di parlare il linguaggio scientifico per giustificare un atto di repressione politica.
“Ciò detto, quella firma lo squalifica perché lo rende responsabile di una grave ferita inferta al diritto di parola [...]”
Secondo Carlucci, l’aver espresso il proprio pensiero lo renderebbe responsabile di una grave ferita inferta al diritto di parola. Come a dire che va bene esprimere il proprio punto di vista, a patto di non averlo.
“[...] e questo non può non essere preso in considerazione nella decisione di affidare un ruolo di direzione, non solo scientifica, di un istituto di prestigio, molto esposto sul piano internazionale e rappresentativo del nostro Paese, come il Cnr.”
Infatti, merita due volte il titolo che gli viene conferito: in primo luogo per il fatto di possederne le credenziali, e in secondo luogo per avere il coraggio di difendere le proprie idee anche a patto di subire il linciaggio mediatico che abbiamo sotto gli occhi.
“Vale la pena di ricordare che scienziati e intellettuali vari, molti e molti anni fa, firmarono il vergognoso manifesto sulla razza. Passato il regime, sopite le vergogne, i signori in questione hanno potuto continuare le loro attività.”
Gli intellettuali e gli scienziati “vari”, appunto, non quelli “veri”. A titolo di esempio posso citare Enrico Fermi, emigrato dall’Italia verso gli Stati Uniti a causa delle leggi razziali (la moglie era ebrea). E, passato il regime, ha potuto continuare le proprie attività. Negli Stati Uniti.
“Tutto ciò per dire che non mi stupirò se Maiani resterò presidente del Cnr, nonostante le sue dichiarate “dimenticanze” che hanno provocato qualche pesante buco di bilancio al Cern di Ginevra, nonostante qualche svarione sul peso delle particelle che ha prodotto qualche intoppo nella ricerca.”
Io invece non mi stupirei del contrario, visto quanto siamo caduti in basso. Lasciamo perdere le ultime due dichiarazioni sulle responsabilità di Maiani alla gestione del CERN e sulle pubblicazioni sulla J/psi… “Qualche svarione sul peso delle particelle” credo sia in riferimento al problema della massa (non “peso”) dei costituenti del Quarkonio, della cui problematica ho comunque la certezza che la disonorevole Gabriella Carlucci non capisce una mezza mazza.
Senza alcuna vergogna,
“Gabriella Carlucci”