Archive for July, 2008

Il gusto della putrescenza

Tuesday, July 29th, 2008

Mangia, amico, questo frutto,
controvoglia o con piacere;
pur se al tatto sembra brutto
non privarti del godere

di uno squallido sapore:
se sei qui è per la suzione
dell’essenza del liquore,
che è la decomposizione.

E nel sogno si fa squarcio,
nell’estetica è lo sforzo
di mutare l’ego in sfarzo;

è il conato che ora smorzo
al pensiero che di Marzo
sbocci un frutto nato marcio.

Silvio Berlusconi: il Padrone è tornato e fa sul serio

Monday, July 28th, 2008

“L’avete letto qui in esclusiva: l’ultima settimana è stata un trionfo per Silvio Berlusconi. Per anni il suo genio politico è stato mantenuto ben-nascosto. Noi altri, convinti che fosse un buffone, ci barcamenavamo per cercare spiegazioni per il suo successo alle elezioni: ha trasformato il popolo del suo Paese in zombie per mezzo dei suoi orrendi canali televisivi; ha patteggiato con la mafia la vittoria elettorale in cambio di favori; un Paese intrinsecamente amorale l’ha visto come il suo autentico rappresentante, il suo co-ispiratore nell’imbrogliare l’Esecutivo e nel raggirare il Giudiziario…

La verità è più semplice. Gli Italiani sono saturi di governi che non fanno nulla; che giungono al potere in coalizioni create per convenienza, che durano giusto il tempo di tirar fuori di galera qualche amico e stipulare qualche succulento contratto con qualche altro. Guardano al panorama europeo e vedono Blair, Zapatero e Sarkozy, che promettono grandi cose, vanno al potere ed effettivamente compiono dei passi per mantenere quelle promesse. E hanno semplicemente detto, sì grazie, avremo qualcosa di simile anche noi.

La settimana è cominciata con alcune stranamente noiose fotografie sulla copertina di uno dei due giornali amici di Mr Berlusconi. Le immagini mostravano la costa di Napoli: villette a schiera, la spiaggia, il forte sullo sfondo, poche macchine e pedoni.

Il punto cruciale è ciò che le foto non contengono: montagne di spazzatura. Napoli ha affannato per anni nel cercare una soluzione al problema più fondamentale di tutti: cosa fare dei rifiuti. I tentativi iniziali di risoluzione hanno generato nuovi problemi quando le cariche delle commissioni speciali preposte a mettere apposto le cose finirono coinvolti in un racket di riciclaggio del denaro sporco. Durante la campagna elettorale Berlusconi promise che, se eletto, avrebbe tenuto il primo Consiglio dei Ministri in città, e avrebbe dedicato le sue energie nel cercare una soluzione definitiva. Noi non gli abbiamo creduto: Mr Berlusconi non ha soluzioni per i problemi del mondo reale. Ma ci sbagliavamo.

Tornato al potere con una schiacciante maggioranza, si è spinto fino a Napoli minacciando di schioccare la frusta. Ha promesso di ripulire le strade della città dalla spazzatura dalla fine di Luglio, attuando la riapertura di discariche con l’esercito se necessario, e ordinando la costruzione urgente di nuovi incenertori di nuova generazione. La settimana prima dell’ultima ha pronunciato queste fatidiche parole, “missione compiuta”. E apparentemente era vero.

I giornali che l’hanno ignorato hanno nascosto per bene la notizia. Altri hanno parlato del fatto che la spazzatura è stata nascosta sotto il tappeto, dei problemi sparsi nelle parti remote della provincia, dell’esportazione della spazzatura in Germania. Nel breve termine, al limite, ciò non aveva alcuna importanza: Napoli era presentabile. Mr Berlusconi ha dichiarato che Napoli era diventata “di nuovo una città civile dell’Occidente.”

He had demonstrated two things: this time he is in earnest about getting things done; and despite the incoherence of his coalition, he can impose his will on it. It’s the power of the padrone, the power of money. It may be anachronistic, but it works.

The danger, one that has haunted Italy since Mussolini, is that it all comes down to the will and ego of one man, a man of unlimited purchasing power and colossal self-esteem, who last week took a step which historians may see as fateful: he put himself beyond the reach of the courts. The senate approved a new law giving Mr Berlusconi immunity from prosecution while in office. President Giorgio Napolitano duly signed it into law.

Berlusconi demanded this law not merely to extricate himself from the corruption trial in which he is accused along with Tessa Jowell’s estranged husband, David Mills. The larger context, he claims, is that he has been the victim of a sustained campaign of judicial persecution by left-wing prosecutors and magistrates who are committed to bringing him down by legal devices, thereby frustrating the democratic will of the country. “Since I entered politics,” he said, “I have been summoned to attend 2,502 court hearings” at a cost in lawyers’ fees, he claimed, of €£174m.

“Mud has been thrown at me … for 10 years, and all the cases have been disproved. I ask myself who will compensate me for the image of myself portrayed in the world’s newspapers, not to mention the legal costs?”

“You have liberated me,” he said to the senate after the crucial vote. “I will no longer be persecuted.” There is still a risk that the law will be kicked into touch by the constitutional court, as happened in 2004. But, unless that happens, he’s a free man.

Free to do what? This week also saw an emergency law on security voted on to the statute book, which enabled the government to order the army to demolish Gypsy camps. On Friday, the government enacted a state of emergency to tackle a surge in arrivals of illegal immigrants from North Africa. Suddenly, the government is acting with all the cockiness and unpredictability of its master.

The Prime Minister is sailing off on his summer holidays a happy man. Even his private life is looking up: last week a gossip magazine carried a soft-focus cover of Berlusconi hand in hand with his wife, Veronica, who says she plans to spend the whole holiday with her man – thus putting the gossip about an imminent divorce in its box.

At the age of 71, Berlusconi is the king in autumn. Yet there is nothing remotely autumnal about his performance in the 100 days since the last election– he’s behaving as if he has just got behind the wheel of a new Ferrari. He has always had the knack of making ordinary Italians feel good about themselves. And now he has made up his mind to put that capital to constructive political use: he wants to be remembered for having got things done. But where is he going to take Italy next? It’s going to be a hell of a ride.”

Il grigio della putrescenza

Monday, July 28th, 2008

Un ghigno da scimmia, è la sua risposta.
Poi torna sul sacco della spazzatura, a frugare e cercare qualcosa di buono da mangiare, nonostante l’odore raccapricciante.
Guarda la coppia che si allontana e ridacchia.
Il suo impatto ambientale è da ricondursi ad una pisciata sul muro qualche volta al giorno, o più.
Mai nessuno penserebbe di sfamarlo con gli scarti che butta nel cestino, nonostante sia documentato che l’Occidente butti nella spazzatura il novantanove per cento delle risorse a sua disposizione.
E allora ci sono gli spazzini del mondo: le mosche, gli insetti, le jene, gli avvoltoi, i barboni.

Tutti coloro che si nutrono di putrescenza.

La putrescenza è intrinseca nel mondo, e con tutta la volontà di nasconderla, lei è sempre lì: puoi usare profumi, merletti, colori, tinte, plastiche, detersivi, la putrescenza è ovunque.

Un rigurgito, partito dallo stomaco e ormai riassorbito da una gola riarsa, gli ricordò il sapore della putrescenza.

Li guardò per un attimo, forse un attimo e mezzo, poi tornò ad occuparsi di spazzatura, il suo amore di sempre.

Le coppie si incontrarono nel solarium della piscina; il caldo era afoso e pesante, profondo, quasi innaturale.
Guardò con stanchezza la sua compagna, poi guardò con stanchezza se stesso, poi pensò a quanto la sua vita si fosse deteriorata, in così relativamente poco tempo.
Con loro, un’altra coppia degradata dalla poca voglia di essere coppia, che fingeva di esserlo con una totale mancanza di senso del pudore da generare il fastidio perfino delle mosche, che rifiutavano di posarsi su quelle due persone.
L’uomo si stava in quel momento rivolgendo alla sua donna, mostrando un sovrainteresse, non-curante della mancanza totale di opportunità di quel suo atteggiamento falsamente adulatorio, quasi cretino…
Allo stesso tempo lo stupore che la sua compagna non si accorgesse che quell’atteggiamento falsamente adulatorio, quasi cretino, fosse da leggersi come uno smacco alla comune intelligenza, come uno scacco al re in apertura. Li guardava con interesse scientifico, adularsi a vicenda.
Vedeva la sordinata sofferenza della “quarta” incomoda, rigirarsi mentalmente sulle ragioni che l’avevano vista finire in secondo piano, rotolare dietro le dune del pensiero.
Poi dentro di sè, rise di nuovo, rise e si sedette davanti ai due, che flirtavano senza alcun pudore.
Certo, non era convinto della sua relazione, e del resto come avrebbe potuto esserlo… in ogni caso vi erano momenti in cui ci aveva creduto, e in cui ci credeva, forse perfino in quel momento.
Però era molto più semplice sostare in quello stato di insensibilità totale, che soffrire per motivi così intrinseci alla sua esistenza.

Insensibilità.
Tutto ciò che lascia gli unici momenti felici come eredità di sogni.
E poi dopo i sogni il grigio.
Il grigio della putrescenza.