In molti* si chiederanno il motivo della mia assenza su questo blog. Presto detto: competizione gastronomica, ho mangiato 65 hot dog in 15 minuti sfiorando (per un solo hot dog) il record mondiale… e la possibilità inoltre di evocare il demone Pazuzu ruttando “al contrario” dopo il sessantaseiesimo.
*Ok, sono affetto da disturbi percettivi, e allora?! Cazzo volete?!
Ho avuto inoltre dei problemi di salute legati ad una rinoplastica andata a male: dopo aver chiesto esplicitamente al dottore di farmi il naso esattamente come il pene, mi sono reso conto fondamentalmente di due cose: ogni starnuto è un piccolo mattone al muro sociale che mi sto ergendo intorno. Inoltre, è difficile parlare con le palle in bocca.*
*Mi chiedo** come faccia la mia ragazza.
**In realtà non me ne frega niente, sono problemi suoi.
Ci sarebbe tanto da commentare sulla situazione socio-politica attuale, visto che tantissimo tempo è passato dal mio ultimo post politico: la corsa alle presidenziali di Obama, la liberazione degli schiavi, il colpo di pistola a teatro… e poi Mao e la Rivoluzione Culturale, il primo uomo sulla Luna, l’Assemblea Costituente, Pancio Villa e Carlo Magno. Non è dietrologia, è che tutta la mia cultura storica si basa sugli articoli di Angelo Panebianco.
In realtà, quello di cui vorrei trattare in questo post (dopo aver naturalmente preso le pillole: altrimenti queste formiche non smetteranno mai di camminarmi sulla pelle), sono le Elezioni Regionali in Sardegna. Evento per il quale, dopo anni di diritto e dovere civico e morale, mi sono sentito nel dovere etico di disertare, per svariati motivi.
Il primo e più importante: ho trascorso il weekend del Sardinian Election Day su YouJizz.com, apprezzando le delicate sfumature femministe di un sito porno mai noioso.
Il secondo: il risultato era scontato, sebbene i saputelli di sinistra (che parola abusata, non pensate? esprime una lateralità impropria) continuassero ad alimentare l’autoillusione di una possibile vittoria di Renato Soru.
Il terzo: se per una improbabile inesatta analisi da parte mia avesse dovuto vincere Soru, il mio voto sarebbe stato completamente ininfluente. Chissà perché questa però ha solo il sapore di una scusa. Va bene, lo ammetto: lo è. Però è anche vero che rileggendo il primo motivo non sento il bisogno di arrivare al terzo punto. Se non per un motivo estetico. E per i disturbi ossessivi-compulsivi di cui soffro.
Riassumiamo ciò che è accaduto: elezioni regionali, un numero n di candidati immediatamente ridotto in poltiglia dal rullo compressore del bipolarismo, modello che ormai sta facendo a pezzi anche gli ultimi barlumi di tradizione politica che ci rimane.
Rimangono solo Renato Soru (presidente uscente) ed Ugo Cappellacci (presidente entrante*) a contendersi il titolo di Miss Maglietta Bagnata Sardegna 2009. Ah no… scusate, quello era solo un sogno che ho fatto ieri. In realtà si sono contesi la Presidenza del Consiglio Regionale (che in fin dei conti non è così diverso…).
*Fatevi da soli la battuta, non ho tempo da perdere in sodomie.

Nella foto potete vedere i due candidati durante il confronto televisivo a Ballarò, mai andato in onda per motivi di Buon Costume.
Una battaglia che, sostanzialmente, non ha avuto nulla di politico: dal quel punto di vista infatti Soru, ma anche Gavino Sale e a dirla tutta anche mio nonno (o qualsiasi altro personaggio di fantasia) avrebbe presentato un programma migliore di Cappellacci. Anche se il candidato del PD fosse andato in tv a dire: “Un programma?! andatevene tutti affanculo, voi e il programma!” avrebbe presentato un’agenda di lavoro migliore dello squallore proposto dal centro-destra.
La politica non c’entra niente: è tutta la realtà socio-culturale sottesa che ha prodotto la vittoria del Cappellaio Matto. Analizziamola su diversi livelli.
Il livello locale: le realtà comunali di sinistra, precedentemente radicatesi nel territorio in un arco di tempo lungo ormai sessant’anni*, non solo non hanno fatto un beneamato cazzo per la Sardegna, ma sono anche colpevoli di aver creato e contribuito a consolidare una rete clientelare degna delle Mafie più becere (non che le realtà di destra abbiano fatto qualcosa di diverso, ma almeno sono criminali manifesti: per loro il clientelismo è un punto del programma politico); pensiamo ad esempio a Pierluigi Carta, ad Iglesias, che dopo aver bloccato la formazione della Giunta Comunale a causa di una bieca spartizione di assessorati per due anni**, per il successivo periodo amministrativo ha lasciato in pratica la città in balia di se stessa. Cioè delle reti clientelari locali che si autoalimentano da generazioni.
*Avete mai pensato che è il numero totale di anni trascorsi da una coppia di tette appartenenti ad un’unica donna di trent’anni? O equivalentemente da due coppie di tette, appartenenti a due differenti ragazze di quindici anni? Qui mi fermo per motivi legali.
**E il motivo, successivamente venuto a galla, era il seguente: i Democratici di Sinistra, dopo averlo fatto eleggere sindaco con circa 3600 voti su 7000 (cioè più della metà), volevano per forza assegnare a Malgioglio l’Assessorato alla Tapezzeria Comunale. Pierluigi Carta l’aveva invece già promesso a Solange.
E come lui, tanti sono stati i sindaci di sinistra che non hanno fatto bene il proprio lavoro per impossibilità o incapacità, o che hanno semplicemente dato continuazione ad una politica anticulturale di scambio voto-favore. E questo è un elemento molto importante, che per il momento mettiamo da parte, ricordando che la “sinistra” ha grosse responsabilità nell’aver contribuito a radicare nel territorio una concezione politica clientelare.
Il livello regionale: Soru ha governato. E bene. Ha rispettato il programma elettorale, anche su punti che suonavano come tromboni di propaganda (come la restituzione della sovranità nazionale a territori occupati da basi NATO, argomento che i politici del passato glissavano proponendo sempre nuovi tormentoni estivi). Ha per la prima volta nella nostra storia contribuito a forgiare ed informare un’immagine di cultura e società sarde, indipendenti dal resto dell’Italia e degne di un rispetto che l’identità socio-culturale di un luogo assume solo quando ottiene rappresentanza politica. E Soru ha realizzato per la prima volta, dopo millenni, questa grande utopia. La “salva-coste” ha impedito la speculazione edilizia su un territorio più volte violentato. I progetti di supporto meritocratici verso i giovani laureati saranno a lungo ricordati come una piccola ventata di cambiamento in una Terra congestionata dai baronati*. Le strade, le aziende, i soldi dall’Europa, il credito con lo Stato Centrale, la salvaguardia di Tuvixeddu**. Tante, tantissime cose. Politicamente Soru è intoccabile, nonostante da parte del suo organico siano state portate avanti iniziative dubbie (ad esempio le leggi sulla sanità della Dirindin***).
*A proposito, il mio cognome non è Anedda, quindi domani mi ritroverò una testa di cavallo morto sul cuscino. E solo per aver detto la parola “Anedda”.
**Necropoli fenicio-punica di Tuvixeddu: la più grande tutt’ora esistente nel Mediterraneo, seconda solo in grandezza ed importanza alla Valle dei Morti egiziana. Il sindaco di Cagliari Emilio Floris ha autorizzato l’edificabilità sul suo territorio, e per questo verrà ricordato dalla Storia come un criminale contro il Patrimonio dell’Umanità. Con Cappellacci, quei lavori avranno definitivamente luogo.
***Di nome fa Nerinea. Che genitori di merda. A quel punto chiamatela Perinea, stronzi! Giusto per ricordarla con simpatia…
Primo stacchetto pubblicitario: cani che abbaiano, donne stupende con la diarrea (ed io che pensavo che non cagassero neppure), e canzoncine talmente orecchiabili che sento di avere bisogno di una lobotomia bilaterale per levarmele dalla testa.
Il livello regionale (strikes back): perché Soru è caduto? Perché sostanzialmente, è stato fatto fuori dalla sua stessa coalizione partitica. Ricordiamo brevemente che, a differenza del PD che non ha alcuna radice sul territorio e nessun tessuto di valori condivisi su larghe scale geografiche (insomma non è un partito, è un acronimo che significa “ognuno, a livello locale, gestisce la sua rete di interessi”), il movimento di Mr Tiscali è ben radicato nel territorio, ed associato ad un bagaglio culturale preciso. Solo altre due realtà partitiche italiane sono altrettanto radicate: la Lega, in quanto partito populista per eccellenza, e Forza Italia, in quanto propone un insieme completo di valori contro-culturali assolutamente radicati in tutta Italia*.
*Valori nobili come mafia, clientelismo, assenza di senso civico e cultura, servilismo, integralismo o lascivia clericale funzionale ai propri interessi, violenza e tensione sociale, omofobia, xenofobia, razzismo, e chi più ne ha più ne metta.
In questo senso, per il PD, accorparne il movimento è stata la grande occasione di dare realtà partitico-ideologica ad un movimento radicato (e non il contrario! Il PD aveva bisogno di Soru, e non viceversa! Qualsiasi cosa vi dicano i giornali!), e questo Veltrusconi l’aveva capito bene (per il momento posso riferirmi ad un’unica entità, senza mai perdere in poesia). Al di là delle ulteriori analisi a seguire, questo dato è confermato dal fatto che, pur andando a perdere, si è portato a casa 5 punti percentuali in più della sua coalizione.
L’analisi su scala regionale si fonde a questo punto con quella a livello nazionale: mentre la coalizione non si preoccupava d’altro che, una volta accorpato il movimento, continuare a gestire e salvaguardare in modo meschino la propria rete di clienti, Berlusconi ha cominciato a percepire la reale minaccia: il rischio era che per la prima volta, in Sardegna ed in Italia, si creasse un movimento capeggiato da un vero leader non solo antiberlusconista ma anche propositivo e con un impatto positivo sul territorio. Ovvero un monumento alla caducità sua e del suo impero. Quello Ottomano, intendo.
Questo è stato il motivo della scelta di Ugo “Lichene” Cappellacci, ovvero il classico personaggio completamente incompetente nel suo campo, abbastanza sconosciuto*, e completamente manovrabile. Figlio del commercialista di Berlusconi. L’essenza stessa del clientelismo. La classica persona a cui offrire un lavoro da lavacessi, ben sapendo che li laverà male, giusto per sentire la sua lingua ruvida tra scroto e l’ano.
*E non “sconosciuto alla politica”, come vi ha fatto credere la campagna fallimentare della sinistra: è già stato infatti responsabile come assessore al Bilancio di uno dei più grandi debiti pubblici della Regione Sardegna durante l’amministrazione Pili-Masala, nel biennio 2003-2004. Non era l’homo novus, ma aveva grosse credenziali! Cazzo, ormai pare che il limite di presentabilità dei candidati sia sancito moralmente solo dall’omicidio plurimo.
In altre parole, Cappellacci rappresenta i Sardi, clienti sottomessi (abituati a questo ruolo dalle realtà comunali, specialmente quelle storicamente gestite dal centro-sinistra), molto più di quanto faccia Soru. E questo Berlusconi l’ha capito benissimo.
In unione con la necessità di fare a pezzi il nemico che potrebbe in futuro divenire il simbolo stesso della sua sconfitta, il Biscione fa ciò che solo un raffinato figlio di puttana sa fare: avvia una campagna mediatica nazionale contro Soru (vedi l’uso criminoso di Studio Aperto, che i sinistrelli della democrazia “dal basso” di internet deridevano), ed entra in gioco in prima persona “mettendoci la faccia” (mentre noi ci “mettevamo il culo”); si è recato in Sardegna da padrone, ha offeso l’ospitalità della nostra Terra con trovate da pagliaccio di bassa lega, ed ha perpetuato il ricatto voto-favore tanto radicato ormai nella mentalità isolana*.
*Triste e squallido esempio, il caso dell’Euroallumina: un’azienda Russa la cui chiusura è stata decisa per ragioni di mercato, la cui responsabilità è stata invece attribuita strumentalmente a Soru, con tanto di promessa politica altisonante: “Votate Ugo e risolveremo la questione” (e quella sottointesa: “Non votate Ugo e saranno lacrime e sangue…”). L’epilogo: subito dopo le elezioni, la direzione russa ha disertato sia il tavolo delle trattative regionale che quello del ministero, e l’azienda verrà chiusa, com’era ovvio che fosse. 5000 famiglie disperate. Disperate, ma che forse finalmente avranno capito che è meglio cadere, che cadere con un’emorragia al retto.
La campagna si è poi spinta ai margini tipici della propaganda berlusconiana: il decreto Salvacoste è diventato responsabile dell’impatto economico sulla Sardegna dovuto alla crisi internazionale. Solo un criminale come il nano malefico poteva concepire un modo svelto e rapido per far digerire ai Sardi una stronzata simile.
Ancor peggio, dopo uno strumentale processo (Soru accusato di abuso edilizio, impugnata la stessa salva-coste da lui prodotta) che ha costretto il presidente uscente alle dimissioni, le facce da culo di centro destra e centro sinistra dopo aver spesso appoggiato incondizionatamente la politica berlusconiana, in concertazione blateravano sul “conflitto di interessi di Mr Tiscali” o sull’ineleggibilità di un presidente indagato. Come perder tempo a spendere altre parole oltre a “Vaffanculo”?
In questo contesto propagandistico, Berlusconi ha dato il classico colpo di machete che ha sradicato Soru dal territorio, sfruttando l’appoggio offerto dallo stesso PD. Scampato pericolo. Meno male. erotipexstgrfhdtriujryuo5789eknrt. Scusate, devo smetterla di guardare siti porno mentre scrivo gli articoli.
Sconfiggendo Soru, Berlusconi ha tagliato le gambe al PD (in quanto contenitore*) e ad un possibile autorevole candidato alle prossime presidenziali nazionali (da qui la campagna mediatica su tutto lo Stivale).
*Parlare del PD come di un profilattico ultraresistente** usato è sempre un piacere.
**Per chi non avesse colto la metafora nella sua interezza, gli ultraresistenti sono utilizzati nel sesso anale.
Veltroni l’ha capito (cioè ha capito che il suo inutile partito ha perso anche l’ultima possibilità di contare qualcosa, incorporando un movimento culturale vero), per questo si è dimesso. Un po’ come qualcuno che mangia un chilo di prugne senza badare al fatto che da qualche parte dovranno pur uscire, ed al momento della spurgata si rivolge a qualcun altro: “Cagale tu, per favore, io non me la sento…”
Altro stacchetto pubblicitario: donne mostrano tette in cambio di qualcosa, un uomo saluta persone a caso per strada, indiani ballano mentre discutono di detersivi.
Detto questo, so che voi che leggete di nascosto ciò che scrivo state solo cercando di farmela pagare per quella volta che ho dato fuoco al gatto bianco di signora Lillina, ma vi giuro che farò di tutto per scoprire chi siete e strapparvi i bulbi oculari.
Come dite? La mia analisi non ha potere predittivo? Ciò che ho scritto ha solo valore a posteriori? Un po’ come dire che le pessime condizioni di salute di Giulio Andreotti non ci avessero dato segnali sufficienti sull’imminente morte di Oreste Lionello. Frase riformulabile nella più diretta: il Bagaglino nasconde i misteri delle Trame Atlantiche. Stragi comprese.
Ora scusate ma essendo il ghostwriter di Clemente Mastella, ho in ballo il discorso per la candidatura alle Europee.
A presto.
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