Archive for May, 2010

Arrestatemi

Tuesday, May 25th, 2010

Intercettazione della Polizia, nella quale Berlusconi e Dell’Utri parlano della bomba apparentemente piazzata da Vittorio Mangano ai danni dello stesso Berlusconi.

“Silvio: Pronto?

Marcello: Pronto.

Silvio: Marcello!

Marcello: Eccomi!

Silvio: Allora, è Vittorio Mangano.

Marcello: Eh!

Silvio: …che succede se ha messo la bomba.

Marcello: Non mi dire!

Silvio: Sì.

Marcello: E come si sa?

Silvio: E… da una serie di deduzioni, per il rispetto che si deve all’intelligenza.

Marcello: Ah, è fuori?

Silvio: Sì, è fuori.

Marcello: Ah, non lo sapevo neanche.

Silvio: Sì; questa cosa qui, da come l’ho vista fatta con un chilo di polvere nera, una cosa rozzissima, ma fatta con molto rispetto, quasi con affetto… è stata fatta soltanto verso il lato esterno. Secondo me, come un altro manderebbe una lettera o farebbe una telefonata, lui ha messo una bomba.

Marcello: Alla Mangano, sì sì.

Silvio: Un chilo di polvere nera, cioè proprio il minimo…

Marcello: Sì, sì, cioè proprio come dire mi faccio sentire, sono qui presente.

Silvio: Sì. Uno: “ma è arrivata una raccomandata, caro dottore?” Lui ha messo una bomba.

(risate)

Marcello: Lui non sa scrivere!

(risate)

Silvio: Su con la vita!

Silvio: [...] la verità ai carabinieri gli ho detto, [...] telefonata, io trenta milioni glieli davo. Scandalizzatissimi. “Come trenta milioni?! Come?! Lei non glieli deve dare, noi l’arrestiamo!” Gli dico: “Ma nooo, sù, per trenta milioni!” Poi mi hanno circondato la villa, no? [...] sera siamo usciti, io ([e Fedele?]) dalla macchina, paurosissimi [...].

Marcello: Ormai non sei uscito più.

Silvio: Poi casomai vediamo.

Marcello: Va be’, sentiremo.”

Sulle candidature “giovani” alle liste comunali

Saturday, May 1st, 2010

Come una triste fotocopia di ciò che accadde in campagna elettorale cinque anni orsono, mi è capitato di osservare su Facebook dei volantini di candidature “giovani” alle liste per le Elezioni Comunali di Iglesias.
Tralasciando completamente qualsiasi commento sulle liste di centro o di destra, per le quali ho la totale disistima e non ho intenzione di esprimere critiche costruttive, mi soffermo sulle candidature di “Sinistra Ecologia Libertà”.
Innanzitutto preciso che, comunque si voglia leggere la mia posizione, sono assolutamente favorevole all’interesse incondizionato dei giovani per la Politica (quella con la “P” maiuscola), soprattutto nei tempi di carenza culturale e di coscienza civica in cui viviamo.
Esprimo il più totale dissenso, però, nei confronti della strumentalizzazione che è stata messa in atto ai danni degli stessi dalle sacche della politica (quella con la “p” minuscola) adulta.
Se cinque anni fa potevo concedere ai membri più maturi della rappresentanza partitica di sinistra l’attenuante della “buona fede”, la reiterazione mi libera dai dubbi di un’ingiusta accusa di strumentalizzazione.
L’illusione che si sta perpetrando è che la partecipazione diretta alla bagarre elettorale sia una forma di impegno politico, quando invece questa è (o dovrebbe essere, in tempi civili) soltanto il culmine di un percorso di crescita.
Come conseguenza, l’illusione che ne fa da corollario è che sia sufficiente iscriversi ad una lista politica (magari, ma non per forza) rispondente alla propria ideologia, drenare qualche voto (nella fattispecie rastrellato in famiglia) per credere di aver prodotto un risultato politico.
Questa mistificazione è molto pericolosa (e produce danni).
Innanzitutto, il problema della storia: è vero che andrebbe coinvolta la fetta giovanile cittadina nella politica, ma in quel processo di studio e di acculturalizzazione che produce dei reali movimenti civici, ricchi di elementi entusiasti e motivati nel rinnovamento, ma questo richiederebbe una preparazione che è frutto di diversi anni di studio e maturazione, che mi vien difficile immaginare in ragazzi poco meno che ventenni; un ragazzo che non ha attraversato i dovuti processi di maturazione, non può avere alle spalle la storia necessaria che gli permetta di rappresentare i suoi concittadini in sede istituzionale. Prima mistificazione.
Secondo punto, il problema degli obiettivi: è vero che la quasi totalità dei problemi sociali vengono scaricati (anche in forme violente) sui giovani e che questi sono i primi coinvolti nell’interesse comune di risolverli, ma per farlo bisogna porsi degli obiettivi tecnicamente alla portata di chi si candida; quali sono i problemi che questi ragazzi si propongono di risolvere e come?
A parte lo slogan sulla “Cultura come matrice del Lavoro, dell’Economia Solidale e dello Sviluppo Sostenibile dell’Ambiente” (che non è uno slogan partitico, in quanto sono temi importanti ma generici e nell’interesse di tutti… un gruppo partitico di ispirazione MSIna potrebbe benissimo utilizzare le stesse identiche parole), il primo obiettivo proposto è la rimozione provocatoria della Vittoria dalla statua di Francesco Ciusa in Piazza Oberdan in quanto “imposizione censorea” del regime fascista.
La prima osservazione: Ciusa aderiva al fascismo e realizzava opere d’arte su commissione, e la disputa di cui si parla non è un’imposizione censorea, ma una modifica di stile in chiave fascista ad (o, per meglio dire, ai danni di) una scultura di concezione pre-fascista; da qui il rifiuto della firma, la polemica, ed una fetta di storia che conferiscono alla statua il valore artistico-simbolico che possiede. La presenza delle “Ali alla Patria” non sminuiscono l’opera, e anzi sono monito del soppruso della politica ai danni dell’arte, facendo venir meno il motivo censoreo e portandoci alla seconda osservazione: l’arte ha il diritto e il dovere di interessarsi alla politica come forma critica o celebrativa di essa, mentre la politica non ha alcun diritto di interessarsi all’arte se non nella forma del mecenatismo e della salvaguardia culturale… e questo vale pure per Sinistra Ecologia Libertà!
Mi limito ad una terza ed ultima osservazione: sulla base dello stesso principio, dal Louvre dovrebbero buttar via tutte le opere ritrattistiche commissionate dai nobili del passato in quanto attualmente la Francia è repubblicana e anti-monarchica, ad esempio. Evidentemente è una proposta priva di senso.
Continuando a scorrere nel programma, si parla di un impegno per mantenere viva una rete di conoscenze che coinvolga i giovani attualmente diasporati in Italia o nel Mondo e permettergli di avere un impatto propositivo nella città di Iglesias… ma per questo non è assolutamente necessario candidarsi in Consiglio Comunale, ovvero ci si può organizzare a costo zero in una rete di risorse telematiche. Perché questo non è stato fatto fin’ora dal partito? Dando veste istituzionale a questa proposta è chiaro che si possano ottenere dei benefici territoriali, ma la creazione di una rete di conoscenze non è materia di campagna elettorale.
Un altro problema, l’antagonista: quali sono i blocchi sociali che questi ragazzi vogliono sfondare? La rete familiare e clientelare che notoriamente impedisce alla meritocrazia di diventare il criterio selettivo della classe dirigente? Lo scambio potere-favore che penalizza soprattutto le fasce giovani? In realtà è proprio ad essa che inconsapevolmente si stanno asservendo, drenando ognuno una ventina di voti non-ideologici dei propri famigliari. Altra contraddizione, altra mistificazione.

In conclusione, temo che ancora una volta si sottovalutino i pericoli della propaganda politica che coinvolge i giovani… eppure abbiamo tutti sotto gli occhi l’esempio di ciò che accadde cinque anni fa, quando un’operazione analoga fu portata avanti dallo schieramento di sinistra.
Operazione che non ebbe alcun seguito, non generò alcun movimento culturale, non coltivò nessuna delle intelligenze che aveva a disposizione.
L’unica cosa che venne fuori da quell’esperienza fu un gruppo di giovani (con cinque anni in più sulle spalle, ma sempre giovani) disillusi, lontani dalla scena attiva e contrariati dalla classe politica.
Dimenticare e riproporre una realtà simile a distanza di così poco tempo è degno di una sinistra malata di Alzheimer… che come si sa è una malattia degenerativa.
E le malattie degenerative non perdonano…