Verte tutto sull’esplosione
e mi fa scoppio, intonaco,
ciocca sul muro.
Mi fa cannone
sparso sul palazzo,
da grattar via
e umiliato.
Il peccato d’essere
drasticamente evaporato
nel rozzo tentativo
di bloccare una valanga,
e solo per vent’anni.
Ora quei luoghi sono teatro
delle colpe che muovete
come storpie marionette.
Strappato al nido
in un volo sgraziato,
ma forte abbastanza
perché le mie memorie
vi lascino nudi
e soli.