Come una triste fotocopia di ciò che accadde in campagna elettorale cinque anni orsono, mi è capitato di osservare su Facebook dei volantini di candidature “giovani” alle liste per le Elezioni Comunali di Iglesias.
Tralasciando completamente qualsiasi commento sulle liste di centro o di destra, per le quali ho la totale disistima e non ho intenzione di esprimere critiche costruttive, mi soffermo sulle candidature di “Sinistra Ecologia Libertà”.
Innanzitutto preciso che, comunque si voglia leggere la mia posizione, sono assolutamente favorevole all’interesse incondizionato dei giovani per la Politica (quella con la “P” maiuscola), soprattutto nei tempi di carenza culturale e di coscienza civica in cui viviamo.
Esprimo il più totale dissenso, però, nei confronti della strumentalizzazione che è stata messa in atto ai danni degli stessi dalle sacche della politica (quella con la “p” minuscola) adulta.
Se cinque anni fa potevo concedere ai membri più maturi della rappresentanza partitica di sinistra l’attenuante della “buona fede”, la reiterazione mi libera dai dubbi di un’ingiusta accusa di strumentalizzazione.
L’illusione che si sta perpetrando è che la partecipazione diretta alla bagarre elettorale sia una forma di impegno politico, quando invece questa è (o dovrebbe essere, in tempi civili) soltanto il culmine di un percorso di crescita.
Come conseguenza, l’illusione che ne fa da corollario è che sia sufficiente iscriversi ad una lista politica (magari, ma non per forza) rispondente alla propria ideologia, drenare qualche voto (nella fattispecie rastrellato in famiglia) per credere di aver prodotto un risultato politico.
Questa mistificazione è molto pericolosa (e produce danni).
Innanzitutto, il problema della storia: è vero che andrebbe coinvolta la fetta giovanile cittadina nella politica, ma in quel processo di studio e di acculturalizzazione che produce dei reali movimenti civici, ricchi di elementi entusiasti e motivati nel rinnovamento, ma questo richiederebbe una preparazione che è frutto di diversi anni di studio e maturazione, che mi vien difficile immaginare in ragazzi poco meno che ventenni; un ragazzo che non ha attraversato i dovuti processi di maturazione, non può avere alle spalle la storia necessaria che gli permetta di rappresentare i suoi concittadini in sede istituzionale. Prima mistificazione.
Secondo punto, il problema degli obiettivi: è vero che la quasi totalità dei problemi sociali vengono scaricati (anche in forme violente) sui giovani e che questi sono i primi coinvolti nell’interesse comune di risolverli, ma per farlo bisogna porsi degli obiettivi tecnicamente alla portata di chi si candida; quali sono i problemi che questi ragazzi si propongono di risolvere e come?
A parte lo slogan sulla “Cultura come matrice del Lavoro, dell’Economia Solidale e dello Sviluppo Sostenibile dell’Ambiente” (che non è uno slogan partitico, in quanto sono temi importanti ma generici e nell’interesse di tutti… un gruppo partitico di ispirazione MSIna potrebbe benissimo utilizzare le stesse identiche parole), il primo obiettivo proposto è la rimozione provocatoria della Vittoria dalla statua di Francesco Ciusa in Piazza Oberdan in quanto “imposizione censorea” del regime fascista.
La prima osservazione: Ciusa aderiva al fascismo e realizzava opere d’arte su commissione, e la disputa di cui si parla non è un’imposizione censorea, ma una modifica di stile in chiave fascista ad (o, per meglio dire, ai danni di) una scultura di concezione pre-fascista; da qui il rifiuto della firma, la polemica, ed una fetta di storia che conferiscono alla statua il valore artistico-simbolico che possiede. La presenza delle “Ali alla Patria” non sminuiscono l’opera, e anzi sono monito del soppruso della politica ai danni dell’arte, facendo venir meno il motivo censoreo e portandoci alla seconda osservazione: l’arte ha il diritto e il dovere di interessarsi alla politica come forma critica o celebrativa di essa, mentre la politica non ha alcun diritto di interessarsi all’arte se non nella forma del mecenatismo e della salvaguardia culturale… e questo vale pure per Sinistra Ecologia Libertà!
Mi limito ad una terza ed ultima osservazione: sulla base dello stesso principio, dal Louvre dovrebbero buttar via tutte le opere ritrattistiche commissionate dai nobili del passato in quanto attualmente la Francia è repubblicana e anti-monarchica, ad esempio. Evidentemente è una proposta priva di senso.
Continuando a scorrere nel programma, si parla di un impegno per mantenere viva una rete di conoscenze che coinvolga i giovani attualmente diasporati in Italia o nel Mondo e permettergli di avere un impatto propositivo nella città di Iglesias… ma per questo non è assolutamente necessario candidarsi in Consiglio Comunale, ovvero ci si può organizzare a costo zero in una rete di risorse telematiche. Perché questo non è stato fatto fin’ora dal partito? Dando veste istituzionale a questa proposta è chiaro che si possano ottenere dei benefici territoriali, ma la creazione di una rete di conoscenze non è materia di campagna elettorale.
Un altro problema, l’antagonista: quali sono i blocchi sociali che questi ragazzi vogliono sfondare? La rete familiare e clientelare che notoriamente impedisce alla meritocrazia di diventare il criterio selettivo della classe dirigente? Lo scambio potere-favore che penalizza soprattutto le fasce giovani? In realtà è proprio ad essa che inconsapevolmente si stanno asservendo, drenando ognuno una ventina di voti non-ideologici dei propri famigliari. Altra contraddizione, altra mistificazione.
In conclusione, temo che ancora una volta si sottovalutino i pericoli della propaganda politica che coinvolge i giovani… eppure abbiamo tutti sotto gli occhi l’esempio di ciò che accadde cinque anni fa, quando un’operazione analoga fu portata avanti dallo schieramento di sinistra.
Operazione che non ebbe alcun seguito, non generò alcun movimento culturale, non coltivò nessuna delle intelligenze che aveva a disposizione.
L’unica cosa che venne fuori da quell’esperienza fu un gruppo di giovani (con cinque anni in più sulle spalle, ma sempre giovani) disillusi, lontani dalla scena attiva e contrariati dalla classe politica.
Dimenticare e riproporre una realtà simile a distanza di così poco tempo è degno di una sinistra malata di Alzheimer… che come si sa è una malattia degenerativa.
E le malattie degenerative non perdonano…
Una lucida analisi dove mi trovi d’accordo in più di un punto, anzi..in quasi tutti! Anche se devo correggerti in un unica cosa. Di quei 19 ragazzi che 5 anni fa si candidarono nella lista civica, solo una 10ina, già all’epoca erano realmente interessati alla politica cittadina..e di quei 10, attualmente 4-5 si interessano della politica locale, alcuni dentro i partiti, altri esternamente ai partiti (perchè per ora magari non hanno tempo)..quindi come vedi, in qualche modo quell’esperienza e quella lista seppure velleitaria di 5 anni fa, ha comunque dato il “la” a qualcuno!
Inoltre vorrei fare una precisazione per evitare che qualcuno faccia confusione e prenda SEL come una fotocopia della lista giovani di 5 anni fa. Sinstra Ecologia e Libertà ad Iglesias non è formata solo da questi giovani “allo sbaraglio”, considera che si tratta di un partito nato relativamente da poco dalla scissione con Rifondazione e nei comuni molto piccoli come Iglesias risulta difficile riuscire a presentare delle liste con candidati completamente maturi e/o realmente attivi in politica… Se guardi in tutte le altre liste di Iglesias, ti renderai conto che ci sono tanti altri ragazzi giovani (riempi lista), presenti per lo stesso motivo, semplicemente non si mostrano, non si presentano ne hanno l’interesse a farlo. Inoltre Sinistra E Libertà a Iglesias non ha solo questi 6 ragazzi in lista, ma ci sono altri candidati di cui un assessore uscente ad esempio, e altri intorno ai 30 anni che ti assicuro sono attivi e seguono la politica locale da un bel po di anni e con criterio.
Il punto dunque è questo, Sinistra Ecologia e Libertà è appena nata, e per vedere realmente cosa sarà, sia in scala nazionale, e sopratutto in questo caso in scala locale bisognerà attendere a dopo le elezioni comunali. =)
I ragazzi non stanno facendo una lista giovani, stanno condividendo il progetto di costruzione di un partito. Perchè candidarli? Posso ribaltare la domanda: perché escluderli dalle candidature?
Vi ringrazio per i commenti.
Quando in questo post mi sono riferito alla “situazione fotocopia” non intendevo dire “ricalcata per filo e per segno sulla situazione precedente”, pertanto lo so bene che non si tratta di “lista-giovani” ma di lista in cui sono stati candidati dei giovani, oltre ad adulti.
Per il resto, ogni mia critica ed obiezione PERMANE, compresa la mia personalissima (ma logica) convinzione che questi ragazzi vengano strumentalizzati, appunto con la retorica che esprimeva Paolo nella frase “stanno condividendo il progetto di costruzione di un partito”.
Ben venga ed è nobile la condivisione del progetto politico, che ahimè però non ha nulla a che vedere con la candidatura.
Anzi, sostenere che la candidatura sia necessariamente parte della condivisione di un progetto politico è una palese mistificazione, come ho cercato di mettere in luce nel post.
Perché escluderli dalle candidature? Perché le candidature sono il culmine di un processo e non semplicemente parte di esso, e proporre una rappresentanza di “movimento” implica (o dovrebbe implicare) proporre qualcuno con una storia, con obiettivi politici chiari e che abbia chiaro cosa sta per andare a combattere.
Se non si tiene presente questo, allora si sta candidando una pseudo-rappresentanza (o peggio ancora un riempimento di lista) che tristemente avrà l’effetto di allontanare questi ragazzi dall’interesse per la “cosa pubblica”, quando si accorgeranno di esser stati appunto usati per portare venti voti in saccoccia.
Poi non ho la pretesa di avere la verità in tasca, ma almeno lasciatemi dire: “attenzione! certi errori sono già stati fatti…”
Sono candidature dichiaratamente fallimentari, che non hanno senso se viste solo nella chiave di questa legislatura/tornata elettorale, ma fanno da stimolante per quei ragazzi che vorranno continuare l’avventura.
Detto ció, sono fermamente contrario a tutte le candidature (dai 18 ai 99 anni) fatte “a richiesta”, ovvero persone candidate “perché me l’hanno chiesto” senza avere una storia politica o senza seguire molto bene e da vicino la politica locale.
Soprattutto perché a livello locale gli ideali contano ben poco.