Quella volta, il Governo chiese all’Agenzia di indagare su un’invasione di vampiri etiopi.
Io ed il mio aiutante Frank attendevamo con ansia il giorno di una prova simile, giocando a freccette ed eliminando, una ad una, le bolle da un bicchiere di acqua gasata.
Pochi sanno che i vampiri etiopi sono dannosi solo se di sesso maschile, in quanto quelli di sesso femminile continuano ad avere le mestruazioni (spesso abbondanti) fin dopo la trasformazione, e questo implica la possibilità di autoalimentarsi senza pratiche di caccia.
Coi vampiri etiopi di sesso maschile, invece, la questione è parecchio più delicata: odiano il sangue mestruale vampiro, e cacciano durante le ore notturne.
Contrariamente a ciò che si pensa, trovando repellente il mestruo, si concentrano su prede maschili, spesso vergini.
Essendo, in epoca moderna, la verginità maschile una condizione frequente, potete immaginare cosa significò per un’isola come Cipro, una tale e nefanda, riprovevole epidemia…
Fatte salve le donne, tuttavia, io e Frank ci concentrammo sul piano di viaggio.
Ambedue stabilimmo che uno studio preliminare in Etiopia avrebbe rappresentato certo una perdita di tempo… ma piacevole!
Quindi, sorseggiando un nero caffè, affrontammo la solitudine del deserto collinare in cerca di qualche serpente raro e velenoso, e verso sera pianificammo il viaggio a Cipro.
Appena sbarcati ci attaccarono, denti aguzzi e acuminati, il pilota morì sul colpo, salvo poi attaccarci anch’esso.
Non si aspettavano però la sorpresa che io e Frank gli propinammo: dei fucili ad acqua caricati con mestruo, utilissimi contro quella particolare specie di vampiro, ed efficaci pure contro i testimoni di Geova.
Schizzando sangue mestruale ovunque, ci facemmo largo verso il secondo aereo, su cui salimmo lasciando Cipro alle nostre spalle.
Il mestruo non era abbastanza, sarebbe stato necessario pianificare una tecnica molto più elaborata, qualcosa di scacchistico, ma senza arrocco corto.
Trovammo una soluzione semplice e geniale: organizzare trasfusioni clandestine di sangue mestruale nei corpi dei maschi adulti ciprioti.
Così, sicuri del fatto nostro, ci inabbissammo nelle fogne di Barcellona per rispuntare, non visti, da un tombino in Cipro.
Io, Frank, e Caracalla Rotterdam (un dottore di nostra conoscenza) passammo una mattina ed un pomeriggio infernale, pompando sacche di sangue dentro vene ignare.
Era facile, tuttavia, in quanto la scusa era banalmente attraente: le nostre cavie erano distratte da canti gregoriani e vodka, e facilmente allargavano le braccia non curanti dei nostri aghi.
Quando fu notte, ci tenemmo la mano in attesa dell’attacco, che non tardò ad arrivare.
I vampiri mordevano le vittime, per poi esplodere.
Le vittime, tuttavia, diventavano vampiri, ed il sangue mestruo nel loro corpo, da noi innestato, generava una seconda esplosione.
Quella notte… oh, sì! Quella notte festeggiammo alla grande, in un mare d’esplosioni mestruali.
Fu così che io e Frank portammo a termine quella difficile missione, ed il Governo, in cambio, ci permise di tenere i flaconcini avanzati che utilizzammo per dei gustosi cocktails.
Cin cin! Tling!
Bellino ma… è una storia vera?